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Questa è la Mia parola Alfa e Omega Il Vangelo di Gesù La rivelazione del Cristo che il mondo non conosce Crocifissione di Gesù |
Crocifissione di Gesù
1. Allora rilasciò loro Barabba. Dopo aver fatto flagellare Gesù, Lo consegnò perché venisse crocifisso. I soldati del governatore Lo portarono con sé nel pretorio e radunarono attorno a Lui tutta la coorte dei soldati.
2. E Lo spogliarono e Gli misero addosso un manto scarlatto. Intrecciarono una corona di spine e la posero sul Suo capo e Gli diedero una canna nella mano destra, s'inginocchiarono davanti a Lui e Lo schernivano dicendo: "Salve, Tu, re dei Giudei!
(Cap. 82, 1-2)
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ed approfondisco la parola
I demoni mobilitarono tutti i mezzi di cui potevano disporre per indurMi in tentazione, per farMi dubitare della Mia missione. Infatti, ogni dubbio su Dio è peccato.
Io non dubitai e non peccai e così poté essere pronunciato il "compiuto, in modo che la Forza Parziale della Forza Primordiale, una parte della Mia eredità spirituale, suddivisa in scintille, potesse penetrare nelle anime. Né la derisione, né lo scherno inflittiMi con il manto scarlatto, con la corona di spine e la canna poterono indurMi a peccare. Io rimasi nell'Eterno, nel quale Io Sono, il Cristo.
Nessuno viene al Padre nei cieli, se non per mezzo di Me, del Figlio di Dio e Coregnante dei cieli, che divenne il Redentore di tutte le anime e di tutti gli uomini.
Se il popolo giudeo e la stirpe di Davide Mi fossero stati fedeli, non
avrei dovuto soffrire la morte in croce. Sarei asceso ai cieli davanti agli occhi di tutti
e il cielo sarebbe rimasto tra il Mio popolo, perché gli uomini avrebbero realizzato le
Leggi celesti ed Io sarei ritornato da loro quale Sovrano del Regno di Dio sulla terra.
Riconoscete: chi solo ascolta la Legge della vita e non la realizza resta quello che è, e viene strumentalizzato da colui che ritiene di regnare sul mondo: dal satana dei sensi, dalle forze avverse.
Io rimasi nell'eterno Padre ed ho compiuto l'Opera di Redenzione nello
Spirito che fu stabilita in cielo: ricondurre a casa tutte le anime e tutti gli uomini
tramite l'Opera dell'amore.
3. Poi Gesù uscì. Portava la corona di spine e il manto scarlatto. E Pilato disse loro: "Ecco l'uomo!
4. VedendoLo così, i sommi sacerdoti e le
autorità del popolo gridarono: "CrocifiggiLo! CrocifiggiLo! E Pilato disse
loro: "PrendeteLo voi e crocifiggeteLo, poiché io non trovo alcuna colpa in
Lui. (Cap. 82, 3-4)
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Anche se Pilato disse a senso queste parole: "PrendeteLo voi e crocifiggeteLo, poiché io non trovo alcuna colpa in Lui, ciononostante si rese colpevole. In base a ciò che aveva riconosciuto nel proprio interiore e grazie alla sua posizione, Pilato avrebbe potuto indurre certi Giudei a riflettere.
Riflettete: non è possibile indurre un intero popolo a cambiare tutto d'un colpo. Ogni singolo individuo è parte del popolo ed è importante per il popolo. Se Pilato avesse pensato così ed avesse agito in conformità, sarebbe stato dalla Mia parte, per il Cristo. Invece si mise contro di Me.
Pilato dimostrò la sua debolezza. Ebbe timore del popolo, perché
voleva mantenere la sua posizione nel mondo. Anche il comportamento di Pilato è stato ed
è un simbolo per molti. Colui che è orientato sul mondo dipende dalla folla per
mantenere il suo potere e la sua posizione in questo mondo. Egli sacrifica perfino il suo
prossimo per poter conservare la propria reputazione e mantenere il proprio potere
esteriore.
5. Ed essi Gli sputarono addosso, Gli tolsero la canna e Lo percossero con essa sul capo. E dopo averLo schernito, Lo spogliarono del manto, Gli fecero indossare i Suoi vestiti e Lo portarono via per crocifiggerLo.
6. E, mentre Lo conducevano via, fermarono un uomo, Simone il Cireneo, che stava andando in campagna. Lo costrinsero a portare la croce dietro a Gesù. Seguiva una grande folla di gente e molte donne che si lamentavano e che Lo compiangevano.
7. Ma Gesù si rivolse a loro dicendo:
"Voi, figlie di Gerusalemme, non piangete su di Me, ma piangete su voi stesse
e sui vostri figli. Ecco, verranno i giorni in cui si dirà: beate le sterili e i grembi
che non hanno partorito e le mammelle che non hanno allattato! (Cap. 82, 5-7)
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Riconoscete: solo coloro che sono umiliati e percossi dai loro peccati sputano sul loro prossimo e lo percuotono. Pertanto, quale Gesù, Io fui un simbolo per molti. Anche Simone, che Mi aiutò a portare la Mia croce, fu un simbolo per molti.
Molte persone semplici, che tengono i loro cuori liberi dalle frivolezze, dallo sfarzo e dal lusso di questo mondo, saranno veri aiutanti altruistici nella vigna del Signore. Aiuteranno molti uomini a portare la loro croce.
La Mia vita quale Gesù di Nazaret resterà un simbolo per tutti gli uomini fino a che in ciascuno si sarà risvegliata la vita spirituale, la vita in Me. E le Mie parole avranno validità nel mondo fino a che la luce del mondo avrà compenetrato tutte le anime e tutti gli uomini. Tuttavia, fino a che molti uomini si faranno governare dalle tenebre, continueranno a loro volta a sedurre coloro che sono una canna al vento, che si rivolgono una volta verso lo Spirito di Dio e una volta verso il mondo. Molti di loro continuano a creare nuove cause e partoriranno in continuazione figli con le stesse o con simili cause.
Il significato delle parole "Beate le sterili e i grembi che non hanno partorito e le mammelle che non hanno allattato! è: tutti coloro che sono come una canna al vento e che continuano a generare e partorire figli simili o uguali a loro dovrebbero piangere su se stessi. Infatti, il simile attira sempre il simile. In queste parole è racchiusa la legge dell'attrazione e l'espiazione delle cause che legano reciprocamente genitori e figli e che essi devono espiare e sistemare insieme.
Le parole "Beate le sterili e i grembi che non hanno partorito e le mammelle che non hanno allattato! significano anche: chi genera e concepisce nel peccato e nell'immoralità partorisce uomini simili o uguali, e il peccatore dovrà nuovamente soffrire a causa del peccato.
Questo vale in particolare nei giorni in cui accadrà ciò che Io ho rivelato: il mondo materialistico crolla in se stesso. Guai a coloro che vivono nel peccato.
Tuttavia non ogni cosiddetta sterilità è causata da una colpa. Gli uomini della luce partoriranno anime luminose, quando sarà giunto per esse il momento di scendere sulla terra.
Riconoscete: beate sono coloro che hanno partorito e partoriscono anime
luminose; poiché non hanno generato e non generano nel peccato, nella cupidigia e nella
passione e non hanno nemmeno partorito e non partoriscono nel peccato. Hanno generato e
generano nell'amore altruistico e partoriscono nell'amore altruistico. Tali mammelle
daranno anche vita altruistica.
8. Allora cominceranno a dire ai monti: cadete su di noi! E ai colli: copriteci! Perché se trattano così il legno verde, che avverrà del legno secco?
9. Vennero condotti anche altri due malfattori, per essere giustiziati con Lui. E quando giunsero al luogo detto Calvario e Golgota, che significa luogo del cranio, crocifissero Lui ed anche i malfattori, uno a destra e l'altro a sinistra.
10. Ed era la terza ora quando Lo crocifissero e Gli diedero da bere aceto mescolato con fiele. E dopo averlo assaggiato, non ne volle bere. E Gesù disse: "Padre, perdona loro, perché non sanno quello che fanno!
11. Dopo aver crocifisso Gesù, i soldati presero le Sue vesti e le divisero in quattro parti, una per ciascun soldato, e così la tunica. Ora la tunica era perà senza cucitura, tessuta tutta d'un pezzo. Perciò dissero tra loro: non dividiamola, ma tiriamo a sorte a chi toccherà.
12. Affinché si adempisse la Scrittura che dice: "Si son divise tra loro le Mie vesti e sulla Mia tunica han gettato la sorte. Proprio così fecero i soldati. E si sedettero a fare la guardia.
13. E fu affissa sopra di Lui un'iscrizione in caratteri greci, latini ed ebraici: "Questo è il re dei Giudei.
(Cap. 82, 8-13)
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Divisero tra loro le Mie vesti e tirarono a sorte. L'avidità dell'uomo non si ferma nemmeno davanti agli abiti di un condannato a morte. L'ego avido non ha rispetto di nulla e di nessuno, nemmeno di se stesso. L'uomo non può entrare nel Regno dei cieli con tutti i beni e gli averi di cui si è appropriato, in modo onesto o disonesto. Dovrà lasciare anche la sua ultima veste.
L'anima va invece nella vita dell'aldilà con le sue vesti del peccato o della virtù. Né l'anima, né l'uomo possono impedirlo. L'anima porta ciò che l'uomo ha seminato. Non lo può nascondere e nemmeno deporre, a meno che perdoni, chieda perdono, ripari e non commetta più gli stessi peccati. Solo allora potrà esserle tolta la veste del peccato.
Non è il dado che determina quale veste vuoi portare o deporre come anima, ma tu stesso, in base a come ti comporti nei confronti della Legge di Dio.
Le parole "Questo è il re dei Giudei furono dette per
schernirLo; ma Pilato presagiva che avevano un significato più profondo: questo è il Re,
il Sovrano del Regno di Dio sulla terra, della Nuova Israele e della Nuova Gerusalemme.
14. Molti Giudei lessero questa scritta, perché il luogo dove fu crocifisso Gesù era vicino alla città. I sommi sacerdoti dei Giudei dissero a Pilato: "Non scrivere: il re dei Giudei, bensì ciò che Lui ha detto, ossia: Io sono il re dei Giudei. Pilato rispose: "Ciò che ho scritto, ho scritto.
15. Uno dei malfattori che erano appesi Lo scherniva e diceva: "Se Tu sei il Cristo, aiuta Te stesso e noi! Ma l'altro lo rimproverò dicendo: "Non hai timore di Dio, tu che sei condannato alla stessa pena? Noi ci siamo a ragione, perché riceviamo la giusta ricompensa per le nostre azioni, ma costui non ha fatto nulla di male.
16. E disse a Gesù: "Signore, ricordaTi di me quando entrerai nel Tuo Regno. E Gesù gli disse: "In verità, ti dico: oggi stesso sarai con Me in paradiso.
(Cap. 82, 14-16)
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Le parole che dissi a senso quale Gesù al peccatore pentito: "In verità, ti dico: oggi stesso sarai con Me in paradiso erano parole di perdono. Egli passò a sfere superiori di vita, nelle quali non dovette sopportare né dolore, né pena, perché aveva riconosciuto se stesso, si era pentito ed aveva espiato ed era quindi accolto in Me, nel Cristo. Aveva rubato per la sua famiglia che pativa la fame.
L'altro era un assassino e ricevette la sua ricompensa.
17. E passavano davanti alla croce e Lo schernivano, scuotevano il capo e dicevano: "Volevi distruggere il tempio e ricostruirlo in tre giorni. Ora aiuta Te stesso! Se Tu sei il Figlio di Dio, scendi dalla croce!
18. Ed anche i sommi sacerdoti Lo schernivano con gli scribi e gli anziani e dicevano: "Ha aiutato un agnello, ma non sa aiutare Se stesso. Se è il re d'Israele, fateLo scendere dalla croce e Gli crederemo. Ha confidato in Dio, rimetteteLo ora a Lui se Lo vuole avere. Perché ha detto: Io Sono il Figlio di Dio.
19. Gli usurai ed i mercanti si esprimevano in
ugual modo dicendo: "Hai scacciato dal tempio i mercanti con i buoi, le pecore e le
colombe e Tu stesso sei una pecora che è stata sacrificata. (Cap. 82, 17- 19)
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Sopportai tutto questo, affinché la redenzione potesse compiersi in tutte le anime e in tutti gli uomini - nelle sfere di purificazione e in questo mondo. Le tenebre calunniarono, schernirono ed uccisero il Mio corpo terreno; ma quello che volevano ottenere, ossia di separarMi da Dio facendoMi dubitare di Lui, non l'ottennero. Io rimasi nel Padre Mio ed il Padre restò in Me.
In questo modo glorificai il Padre in Me. E così la gloria del Padre scese in questo mondo quale luce della redenzione attraverso di Me, il Cristo. E nessuno può spegnere questa luce del mondo. Essa si è ingenerata in tutte le anime ed in tutti gli uomini, perfino nel demone più oscuro. Che lo voglia ammettere o no, anche questi ha ricevuto da Me la luce redentrice e anch'egli verrà in tal modo liberato dai suoi peccati.
Io Sono sceso dalla croce, ma non con il Mio corpo terreno. Il corpo
terreno non può entrare in cielo, ma ciò è possibile solo al corpo spirituale puro.
Chi, invece, considera il corpo terreno come metro di misura di tutte le cose vuole
conservare il corpo fisico. E se vive nel peccato, deporrà il suo corpo fisico nel
peccato ed attraverso il peccato. Ciò può comportare molta sofferenza, dato che egli
vuole trattenere il proprio peccato. Il peccato si lega al corpo fisico e, con ciò, a
questo mondo.
Tutti coloro che Mi seguono dovranno sopportare cose simili o analoghe a
quelle che furono inflitte a Me, fino alla fine di questo mondo peccaminoso. Per essi
vale: come hanno perseguitato Me, perseguiteranno anche voi. Come hanno calunniato e
schernito Me, calunnieranno e scherniranno anche voi. Come hanno parlato male di Me,
diranno del male anche su di voi. Come hanno ucciso Me, uccideranno e tortureranno anche
molti di voi, sia in parole che in opere o in entrambi i modi.
20. A partire dalla sesta ora tutto il paese si
oscurò fino alla nona ora. Alcuni che stavano lì accesero le loro torce, poiché era
molto buio. E verso la sesta ora, Gesù gridò a gran voce: "Eli, Eli, lema
sabachthani? che significa: "Mio Dio, Mio Dio, perché Mi hai
abbandonato? (Cap. 82, 20)
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Le parole "Mio Dio, Mio Dio, perché Mi hai abbandonato? erano un grido che proveniva dal cuore di Gesù.
Dalla croce vidi molti popoli, innumerevoli uomini, le cui anime ritornavano continuamente in veste terrena e camminavano per molti secoli nelle tenebre. Avevano perso la Via Interiore. Essi imploravano Dio nella loro ignoranza, nella loro miseria, malattia e solitudine. Pensavano però solo al loro corpo materiale e non alle loro anime, che lasciavano deperire.
Così, il Mio grido sulla croce fu il grido di molte generazioni che si
credevano e si credono perse, poiché la Mia sofferenza e la Mia morte era ed è un
simbolo per la sofferenza e per la morte degli uomini. Le Mie parole "Mio Dio, Mio
Dio, perché Mi hai abbandonato? sono le parole degli uomini di tutti i popoli e di
tutte le generazioni che, nella loro mancanza di fede, accusarono ed accusano Dio per i
loro peccati. Dissi queste parole non per Me, ma come simbolo per molti.
Le Mie parole sulla croce sono anche oggi un simbolo per molti uomini, che nelle loro pene esteriori gridano ancora: "Mio Dio, Mio Dio, perché Mi hai abbandonato? Infatti, anche oggi [1989], essi non comprendono ancora che la salvezza, l'aiuto e la guarigione provengono solo dall'interiore. Ancor oggi, molti combattono unicamente per la loro vita terrena, perché non conoscono ancora il loro vero essere.
Perciò il Mio grido sulla croce fu il grido di coloro che si credevano
e che si credono ancora persi. Il loro grido verrà ascoltato quando apriranno il loro
cuore a Dio e non saranno più attaccati alla loro vita terrena con i loro sensi. Allora
verranno ascoltati, perché avranno trovato la via verso il cuore di Dio.
Il Consolatore e il Redentore, il Cristo-Dio, che Io Sono, la Via, la Verità e la Vita, portò e porta nuovamente in questo mondo la via dell'amore che conduce al cuore di Dio.
Come il Padre si è glorificato in Me, in Gesù, e si glorifica in Me,
nel Cristo, così Io Mi glorificherò in coloro che si rivolgono sinceramente a Dio,
poiché essi troveranno ciò che il loro cuore desidera: Dio, l'amore e la vita, il loro
vero essere.
21. Alcuni presenti, udendo queste parole, dissero: "Quest'uomo chiama Elia, altri invece dicevano: "Chiama il sole. Tutti gli altri dicevano: "Stiamo a vedere se Elia viene a salvarLo.
22. Stavano presso la croce di Gesù, Sua madre, la sorella di Sua madre, Maria, moglie di Cleofa, e Maria Maddalena.
23. Vedendo Sua madre ed il discepolo che
amava, Egli disse a Sua madre: "Donna, ecco tuo figlio! E disse al discepolo:
"Ecco tua madre! E da quell'ora in poi il discepolo la prese con sé in casa
sua. (Cap. 82, 21-23)
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Le parole dette a senso a Maria "Donna, ecco tuo figlio! e al discepolo "Ecco tua madre! sono il simbolo della Legge dell'amore altruistico e dell'unità. Queste parole furono comprese da coloro ai quali erano rivolte. Il discepolo osservò la Legge dell'amore e dell'unità e prese Maria con sé. Infatti un comandamento estratto dalla Legge di Dio dice: Uno per tutti - il Cristo - e tutti per Uno - il Cristo; l'uno per l'altro, in buoni pensieri e nell'amore retto e nella vera dedizione.
Chi osserva la Legge dell'amore e dell'unità è per il suo prossimo. Non lo accoglie solo nel proprio cuore, ma anche nella propria casa, se questi ha veramente bisogno di aiuto.
Chi osserva la Legge dell'amore e dell'unità e dimora lui stesso nella
casa di Dio, nel cuore di Dio, conduce anche gli uomini di buona volontà all'amore ed
all'unità di Dio.
24. Gesù sapeva ora che tutto era stato compiuto e che la Scrittura si era avverata. Disse: "Ho sete. E inzupparono una spugna in un vaso pieno d'aceto e la posero su un issopo e Gliela accostarono alla bocca.
25. E Gesù gridò a gran voce: "Padre, nelle Tue mani rimetto il Mio Spirito!
26. Dopo aver preso l'aceto, gridò ad alta voce: "Tutto è compiuto! E chinò il Suo capo e spirò. Ed era la nona ora.
27. Ed ecco che ci furono forti lampi e tuoni e
la parete divisoria del tempio, davanti alla quale c'era un velo, cadde e si squarciò
in due. La terra tremò e anche le rocce si spezzarono. (Cap. 82, 24-27)
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Il terremoto non è solo il simbolo della libertà delle anime, ma soprattutto della forza, della vita che tutte le anime, incarnate o meno, ricevettero.
E' la Forza Parziale della Forza Primordiale, la forza del Cristo, che si suddivise in scintille e penetrò in tutte le anime, anche in quelle dei demoni.
Grazie alla potente irradiazione cosmica, alcuni uomini divennero per
breve tempo chiaroveggenti e videro le anime che passavano a sfere della Vita Interiore
più elevate, per effetto di questa forza della redenzione; avevano infatti
raggiunto la maturità interiore per passare a gradi superiori della vita ed avevano
atteso ardentemente la forza della redenzione, la scintilla redentrice, che indicava e che
indica loro la via verso il cuore dell'Eterno.
28. Ma il centurione e coloro che, presso di lui, facevano la guardia a Gesù, videro il terremoto e tutto quello che succedeva. Furono presi da grande timore e dissero: "Costui era veramente un Figlio di Dio.
(Cap. 82, 28)
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Sta scritto: "Furono presi da grande timore e dissero: 'Costui era veramente un Figlio di Dio.'
Quando gli uomini vengono colti da timore per ciò che riconoscono, dovrebbero esaminare la propria coscienza: quante volte compiono azioni che ora riconoscono essere contrarie alla Legge? Il timore e ciò che avevano riconosciuto erano in fondo rimorsi che volevano ammonire il cosiddetto centurione e coloro che erano con lui a fare la guardia a Gesù, dicendo loro che all'uomo non è consentito uccidere, né rendersi corresponsabile della morte del suo prossimo, per esempio condannando a morte qualcuno. Infatti, chi ha il diritto di condannare a morte o di uccidere altri?
Dio, l'Eterno, non ha comandato questo. Egli, il grande Unico-Universale, che è la Legge della vita, ha invece comandato all'uomo: non uccidere. Infatti Egli è la vita, non la morte.
La cosiddetta morte è il decesso del corpo terreno, che proviene dalla
terra e che ritorna alla terra. E' un processo previsto dalla Legge, condizionato
dall'incarnazione dell'anima, che avverrà in base al modo di pensare e vivere dell'uomo e
allo stato della sua anima.
Dio è la vita. Perciò l'uomo non è autorizzato ad uccidere il corpo
terreno del suo prossimo, né a condannarlo a morte. Chi uccide coscientemente o induce
altri ad uccidere coscientemente, dovrà subire e sopportare ciò che ha causato vivendo
lontano da Dio, secondo la legge di semina e raccolta.
29. E c'erano là anche molte donne che L'avevano seguito dalla Galilea e che L'avevano servito. Tra loro c'era Maria, la madre di Giacomo e di Giosuè, e la madre dei figli di Zebedeo, e piangevano e si lamentavano dicendo: "La luce del mondo è celata ai nostri occhi, il Signore del nostro amore è stato crocifisso!
30. Ma, essendo la vigilia del sabato, i Giudei chiesero a Pilato di spezzare le gambe dei cadaveri e di deporli, perché non restassero sulla croce durante il sabato (infatti era il sabato di Pasqua).
31. Vennero i soldati e spezzarono le gambe dei due che erano stati crocifissi con Lui. Ma giunti presso Gesù, vedendo che era già morto, non Gli spezzarono le gambe, ma uno dei soldati Gli trafisse il cuore con la sua lancia e subito ne uscì sangue ed acqua.
32. E chi ha visto questo ne dà testimonianza e la sua testimonianza è vera. Sa di dire la verità perché anche voi crediate. Questo infatti avvenne perché si adempisse la Scrittura: "Non Gli sarà spezzato alcun osso, e "Volgeranno lo sguardo a Colui che hanno trafitto. (Cap. 82, 29-32)
Prezzo: Lire 25.000-
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