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DAS WORT, Casa editrice in Vita Universale


Rispettate e compite il comandamento dell'amore: amate vostro Padre di tutto cuore, con tutte le vostre forze, amateLo in ogni sensazione, in ogni pensiero, in ogni parola ed in ogni azione, ed amate il vostro prossimo come voi stessi Questa è la Mia parola
Alfa e Omega

Il Vangelo di Gesù
La rivelazione del Cristo
che il mondo non conosce

Lavaggio dei piedi
- L'ultima cena

76° CAPITOLO

Lavaggio dei piedi - L'ultima cena

Le sette forze basilari

dell'anima cominciano a dischiudersi partendo dall'Ordine (1-3). Chi ama altruisticamente adempie la Legge e contempla Dio in ogni cosa (4-5). I veri combattenti per il Cristo hanno il cuore puro (6). La meta ed il compito dell'anima: ridivenire la Legge (7). Il significato dell'incenso (8). La cena - non una cerimonia, ma un simbolo (9). La preghiera di Gesù per i Suoi: adempite la parola di Dio e il comandamento dell'amore; effondete ciò che Dio vi dona (10-19). La preghiera dell'unità (20-21). Pane e vino (22). La sostanza spirituale nei doni della natura (23-25). Dalle concessioni di Mosè sorsero costumi e usi contrari alla Legge (26-28). Il tradimento nei confronti del Cristo - Perché Gesù poté essere catturato e fu crocifisso - L'atto del Cristo per la stirpe

di Davide (29-30)

1. Terminata la cena di Pasqua, vennero accese le lampade, poiché era sera. E Gesù si alzò da tavola, depose il Suo abito e si cinse con un asciugatoio. Poi versò acqua in un catino, lavò i piedi a tutti i quattro volte Dodici e li asciugò con l'asciugatoio con cui si era cinto.

2. Ed uno di loro disse: "Signore, non dovresTi lavarmi i piedi.” E Gesù disse: "Se Io non ti lavo, non sarai partecipe di Me.” E questi rispose: "Signore, non solo i piedi, ma anche il mio capo e le mie mani.”

3. E Gesù gli disse: "Chi ha fatto il bagno deve lavarsi solo i piedi, perché è completamente mondo.”

(Cap. 76, 1-3)

Io, il Cristo, chiarisco, rettifico

ed approfondisco la parola

Anche il lavaggio dei piedi era un simbolo. Significa la purificazione interiore.

Per giungere alla perfezione, l'anima e l'uomo debbono cominciare a dischiudere la forza basilare "più bassa”, l'Ordine. Questo significa purificare le sensazioni ed i pensieri, e nobilitarli al punto che anche le parole dell'uomo siano vivificate dalla Mia vita. L'uomo riconosce poi gradualmente la volontà di Dio. Allo stesso tempo, colui che è proteso verso Dio affinerà sempre più i suoi sensi umani per giungere alla nobiltà interiore. Ciò avviene da un passo evolutivo all'altro. L'anima che matura e l'uomo che si è risvegliato divengono nobili e buoni.

In questo modo, l'anima e l'uomo dischiudono gradualmente le sette forze basilari dell'anima che sono la Legge di Dio. Quando l'anima avrà dischiuso totalmente queste sette forze basilari, dall'Ordine alla Misericordia, sarà ridivenuta il corpo spirituale immacolato, la goccia nell'oceano Dio, nella Legge della vita.

4. Dopo aver rimesso il Suo abito di purissimo lino bianco, senza macchia ed orlo, si sedette di nuovo a tavola e disse loro: "Sapete ciò che Io vi ho fatto? Voi Mi chiamate Signore e Maestro e lo dite a ragione, poiché Io lo Sono. E come ho lavato ora i vostri piedi, anche voi dovreste lavare i piedi gli uni agli altri. Io vi ho dato infatti un esempio, affinché facciate ciò che Io ho fatto a voi.

5. E vi dò un nuovo comandamento, di amarvi l'un l'altro e di amare tutte le creature di Dio. L'amore è l'adempimento della Legge. L'amore proviene da Dio e Dio è amore. Chi non ama non conosce Dio.

(Cap. 76, 4-5)

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ed approfondisco la parola

Chi è in grado di amare altruisticamente tutti gli uomini e tutte le forme di vita, quindi chi non valuta, non confronta e non giudica più, adempie la Legge.

La Legge, Dio, è amore, perché Dio è amore. Chi vive l'amore altruistico è puro. Contempla Dio, la Legge dell'amore, in tutti gli uomini, in tutte le forme di vita ed in tutte le cose, perché conosce Dio, la Legge dell'amore.

Chi non conosce se stesso non conosce nemmeno la Legge, Dio, e non contempla nemmeno la Legge dell'amore, Dio, in tutti gli uomini, in tutte le forme di vita e cose.

6. Ora siete puri, grazie alla parola che Io vi ho detto. E da ciò, tutti dovranno riconoscere che voi siete i Miei discepoli: perché vi amate gli uni gli altri e dimostrate misericordia ed amore verso tutte le creature di Dio, in particolare verso quelle che sono deboli ed oppresse e che soffrono senza colpa. Infatti, tutta la terra è piena di luoghi oscuri di crudeltà, con pene e paure, a causa dell'egoismo e dell'ignoranza degli uomini. (Cap. 76, 6)

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"... puri grazie alla parola” significa: chi realizza la Mia parola, che è vita e forza, diverrà puro nell'anima e nel corpo. Chi ha il cuore puro dà il suo contributo anche nel mondo, affinché tutti gli uomini che anelano a Dio trovino l'appagamento e affinché i luoghi oscuri dell'orrore, in cui regnano pene, paura e morte, divengano più luminosi. Infatti, anche lì si risveglierà e sboccerà poi la vita in Dio e gli uomini giungeranno alla pace interiore.

Chi vive in Dio diviene un vero combattente altruistico per il Regno di Dio, che è la pace. Combatte con le armi dell'amore contro l'egoismo e l'ignoranza dei suoi simili, affinché la terra venga rinnovata da Me, dal Cristo.

7. Ed Io vi dico, amate i vostri nemici, benedite coloro che vi maledicono e date loro luce nelle loro tenebre e fate che lo Spirito dell'amore dimori nel vostro cuore e si effonda verso tutti. E vi dico ancora una volta: amatevi l'un l'altro e amate tutte le creature di Dio.” E quando ebbe terminato, tutti dissero: "Lodato sia Dio.” (Cap. 76, 7)

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Ciò che dissi quand'ero Gesù di Nazaret, non era solo rivolto ai Miei che erano con Me, con Gesù, e al popolo di allora. Valeva e vale per gli uomini di tutti i popoli e di tutte le generazioni, poiché è la parola di Dio che era ed è rivolta a tutti gli uomini. Essa verrà data fino a che molti uomini saranno divenuti la Legge della vita ed esprimeranno poi essi stessi la parola, la Legge, Dio. Allora si sarà compiuto tutto ciò che è stato predetto da Me, in veste di Gesù, e dai veri profeti di Dio.

Quando poi Io ritornerò nello Spirito, la terra sarà ampiamente purificata, in modo che essa sia in grado di accogliere la Mia luce, la luce del Cristo. Tutti gli uomini che vivranno sulla terra purificata adempiranno quindi i comandamenti di Dio ed esprimeranno la parola, la Legge, dato che vivranno la Legge.

L'anima ha il compito di ridivenire la Legge, Dio, la parola della vita, nel corso delle sue varie vite terrene nelle differenti epoche. Gli uomini che avranno raggiunto gradi di purezza più elevati, si ameranno l'un l'altro e ameranno tutte le creature di Dio, come Io li ho amati e li amo.

8. E poi levò la Sua voce ed essi si unirono dicendo: "Come il cervo desidera ardentemente i ruscelli, anche la Mia anima desidera ardentemente Te, o Dio!” E quando ebbero terminato, uno Gli portò un incensiere con carboni ardenti ed Egli vi sparse dell'incenso, lo stesso incenso che Sua madre Gli aveva dato nel giorno della Sua manifestazione e la fragranza del profumo riempì la sala. (Cap, 76, 8)

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Il cosiddetto incensiere si trovava nelle stanze dei cittadini, in vista. L'incenso è il simbolo della vita consacrata. Veniva e viene usato da molti uomini senza che essi fossero e siano coscienti di questo significato. Anche nell'istituzione ecclesiastica si impiega ancora l'incenso nelle cerimonie. La vita consacrata, invece, non viene vissuta da molti uomini e neanche nell'istituzione ecclesiastica. Ciò che non è vissuto resta tuttavia un simbolo ed è perciò anche privo di significato.

9. Gesù posò poi il piatto davanti a Sé e vi mise dietro il calice e, levati gli occhi al cielo, ringraziò Dio per la Sua bontà in ogni cosa e per tutti, prese il pane azzimo nelle Sue mani e lo benedisse. Mescolò poi il vino con l'acqua e lo benedisse, cantò l'invocazione del sacro nome settuplo, invocò il Trino, perché facesse scendere lo Spirito Santo e il pane divenisse il Suo corpo, ossia il corpo del Cristo, e il vino il Suo sangue, ossia il sangue del Cristo, per il perdono dei peccati e per la vita eterna di tutti coloro che osservano il Vangelo. (Cap. 76, 9)


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ed approfondisco la parola

Chi riveste una carica nel mondo impiega anche termini adeguati al proprio compito. Anche i traduttori sono in grado di tradurre i testi solo con il patrimonio lessicale che corrisponde al loro stato di coscienza. Le traduzioni non potevano e non possono nemmeno essere fatte sempre fedelmente, dato che le stesse parole possono avere un significato diverso per ognuno, in base al suo stato di coscienza ed ai suoi concetti. Pertanto, in molti casi, anche la Mia parola è stata vista attraverso gli occhiali della fede di coloro che la trasmettevano. Per questo motivo spiego, rettifico ed approfondisco la parola scritta nel libro "Il Vangelo di Gesù”.

Quale Gesù di Nazaret pregavo molto Dio, Mio Padre, e dialogavo con Lui. Pregai e chiesi all'Eterno la benedizione per l'ultima cena con i Miei.

A senso dissi loro: ciò che Io faccio ora, continuate a farlo in memoria di Me. Il cibo è per il corpo. Ve lo porgo quale simbolo della forza interiore.

Riconoscete: il Mio corpo viene sacrificato affinché giungiate alla vita eterna. Fate divenire il vostro corpo un tempio di Dio, affinché lo Spirito possa operare in voi ed attraverso di voi. Con la risurrezione del Mio corpo spirituale risorgerete anche voi, dato che il Cristo-Dio, che va al Padre, è lo Spirito della verità in Dio. Lo Spirito di verità purificherà il vostro corpo spirituale e la luce del mondo, che Io Sono, risplenderà in voi ed attraverso di voi. Infatti, attraverso la Mia risurrezione, Io Sono la luce in voi e la purificazione della vostra anima. Chi crede in Me e adempie le Leggi dei cieli raggiungerà la rinascita nello Spirito del Padre Mio, attraverso di Me, il Cristo.

Presi il vino, vi aggiunsi un po' d'acqua e dissi, a senso: ciò che vi dico ora è un simbolo. Riconoscetene il significato e pensate a Me quando mangiate e bevete, dato che in ogni cosa c'è lo Spirito della vita, che Io Sono.

Il vino è il simbolo del Mio sangue, che verserò per tutte le anime e per tutti gli uomini. Lo Spirito dell'anima deve essere nuovamente risvegliato dall'anima e dall'uomo, ossia deve essere portato nella vita terrena. L'anima di colui che non accetta e non accoglie lo Spirito di verità e, quale simbolo, il Mio sangue - non potrà ritornare nell'eternità, perché non vive nella verità assoluta. L'anima resterà al di fuori dei cieli fino a che avrà accettato ed accolto Me, la luce del mondo, suo Redentore. Quindi, chi non accetta e non accoglie Me, suo Redentore, il Coregnante dei cieli, non raggiungerà la perfezione assoluta.

Riconoscete: chi non accetta e non accoglie Me non accetta e non accoglie nemmeno il Padre, dato che il Padre ed Io siamo uno.

In veste di Gesù di Nazaret ho compiuto questo atto simbolico tra i Miei per spiegare loro che la vita, lo Spirito di Dio, si trova in tutte le forme di vita, come sostanza e forza, sia nel cibo che nella bevanda. Infatti, Io morii per tutte le anime e per tutti gli uomini, affinché conseguissero la risurrezione. Durante il pasto, ed anche in tutto quello che compite, dovreste rammentarvi unicamente di Me. Infatti, ciò che voi fate in nome Mio è ben fatto.

Nella potente svolta dei tempi, molti uomini si dissangueranno, perché non hanno accettato ed accolto Me e rimarranno perciò nei loro peccati. L'uomo proteso verso Dio, invece, consumerà il pasto con Me. Chiedete quindi la benedizione di Dio per il vostro pasto e, mentre mangiate, pensate alla forza ed all'amore di Dio, e così penserete anche al vostro Redentore, al Cristo-Dio, che è nel Padre.

10. Ed elevò le offerte al cielo e disse: "Il Figlio dell'uomo verrà innalzato dalla terra ed attirerà a Me tutti gli uomini. E allora tutti sapranno che Io Sono inviato da Dio.”

11. E, accaduto ciò, Gesù disse queste parole ed alzò i Suoi occhi al cielo: "Abba, è giunta l'ora, glorifica il Figlio Tuo, affinché il Figlio Tuo sia glorificato in Te.

12. Sì, Tu Mi hai glorificato, Tu hai riempito il Mio cuore di fuoco, Tu hai posto luci alla Mia destra ed alla Mia sinistra, in modo che nessuna parte di Me sia senza luce. Il Tuo amore risplende nella Mia mano destra e la Tua sapienza nella Mia sinistra. Il Tuo amo-re, la Tua sapienza e la Tua potenza sono manifeste in Me.

13. Io Ti ho glorificato sulla terra, ho compiuto l'opera che Mi hai affidato. Sacro Unico, preserva con il Tuo nome i Dodici ed i loro compagni che Mi hai dato, affinché divengano tutt'uno, come Noi siamo tutt'uno. Mentre ero nel mondo li condussi in nome Tuo e nessuno è andato perduto; poiché colui che si è allontanato da noi, non era uno dei nostri, ma Io prego per lui perché si salvi. Padre, perdonalo, perché non sa quello che fa.

14. Ed ora vengo a Te, e questo lo dico per il mondo, affinché la Mia gioia si compia in loro. Dò loro la Tua parola e il mondo li odia, perché essi non sono di questo mondo, come Io non Sono del mondo.

15. Non chiedo che Tu li tolga da questo mondo, ma che Tu li preservi dal male, fino a che essi sono nel mondo. Essi non sono di questo mondo, come pure Io non Sono del mondo. Benedicili con la Tua verità. La Tua parola è verità. Come Tu hai mandato Me nel mondo, anch'Io li mando nel mondo ed Io Mi santifico per loro, affinché anch'essi vengano consacrati dalla verità.

16. Io non prego solo per loro, ma per tutti quelli che verranno, e per i Settantadue che Io ho inviato e per tutti coloro che crederanno alla verità attraverso la Tua parola, affinché anch'essi divengano una cosa sola, come Tu, Santissimo, sei in Me ed Io in Te, affinché anch'essi divengano una cosa sola in Te e affinché il mondo riconosca che Tu Mi hai inviato.

17. Santo Padre, voglio anche che tutti quelli che Tu Mi hai dato, anzi, che tutti quelli che vivono siano con Me dove Io Sono, affinché siano partecipi della gloria che tu Mi dai, poiché Tu Mi ami in tutti e ami tutti in Me, da prima che il mondo fosse stato creato.

18. Il mondo non Ti ha riconosciuto nella Tua giustizia, ma Io Ti riconosco e questi sanno che Tu Mi hai inviato.

19. Ed Io ho annunciato loro il Tuo nome, affinché l'amore con cui Tu Mi hai amato sia in loro e trabocchi da loro verso tutte le Tue creature, sì verso tutte.” E dopo aver pronunciato queste parole, tutti elevarono le loro voci con la Sua e pregarono come Egli aveva loro insegnato: (Cap. 76, 10-19)

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ed approfondisco la parola

Questa preghiera riportata a senso non fu espressa solo per i Miei apostoli e discepoli, ma valeva e vale per tutti gli uomini, per tutto l'Essere.

Coloro che compiono sempre più la volontà di Dio, porteranno nel mondo la parola di Dio che li ricolma. Questo avviene nel presente ed accadrà in futuro fino a che Io ritornerò nello Spirito.

Nel periodo divino, nel Regno di Dio sulla terra, la vita degli uomini è una preghiera vissuta, una vita che è l'eterna Legge, poiché l'amore per Dio e per il prossimo è l'adempimento della Legge.

Chi ama altruisticamente verrà innalzato da Me, il Cristo, come l'eterno Padre ha innalzato Me. Allo stesso tempo attirerò costui a Me, suo Fratello, e vivremo in Dio quali figli di Dio.

Ho portato nel mondo l'Opera di Redenzione, in tutte le anime ed in tutti gli uomini. La redenzione è compiuta nelle anime e negli uomini che hanno raggiunto la perfezione, quindi la purezza. Costoro sono divenuti di nuovo tutt'uno con l'eterno Padre ed hanno raggiunto la fratellanza in Me. Sono nella fratellanza con Me e nella figliolanza con il Dio Padre-Madre.

Non bandite mai il vostro prossimo dal vostro cuore, nemmeno se vi ha traditi e consegnati, come Giuda fece con Me. Serbatelo nel vostro cuore, anche se al momento non è con voi, ma contro di voi. Egli è e resta il vostro prossimo. Così sta scritto in cielo, nell'eterna Legge.

Rispettate e compite il comandamento dell'amore: amate vostro Padre di tutto cuore, con tutte le vostre forze, amateLo in ogni sensazione, in ogni pensiero, in ogni parola ed in ogni azione, ed amate il vostro prossimo come amate voi stessi. E se nelle vostre sensazioni, pensieri, parole ed azioni prevale l'amore per Dio, avrete rispetto di voi stessi come figli di Dio e lo avrete anche dei vostri simili che sono, a loro volta, figli dell'eterno Padre e che Dio, nostro Padre, ama allo stesso modo di come ama voi. Infatti, in Dio, vostro e Mio Padre, tutti sono Suoi figli. Egli ama tutti allo stesso modo, senza distinzione. E se riconoscete ed accettate questo, non farete alcuna distinzione nemmeno voi.

L'amore per Dio comprende anche il perdono. Chi vive nel Padre ha la grandezza interiore che perdona senza serbare rancore.

A colui che adempie la parola di Dio è dato anche di annunciare ed insegnare la parola di Dio al mondo. Chi invece non ha realizzato lui stesso la parola di Dio, taccia. Infatti, chi parla solamente della parola di Dio incolpa la propria anima. Pecca contro la Sacra Parola, contro Dio. Le parole di colui che predica ed insegna solamente la parola di Dio, senza averla realizzata, non penetrano nel cuore del suo prossimo; divengono un boomerang per colui che le dice. Quindi, chi predica ed insegna solo la parola di Dio, senza averla realizzata, non potrà nemmeno riempirla di forza e potenza, perché lui stesso è privo di forza.

Chi ricolma la Mia parola di vita e forza attraverso la propria realizzazione e la insegna nel mondo, non viene spesso compreso dagli uomini del mondo e sarà odiato da molti a causa del Vangelo.

Chi adempie la parola di Dio non è di questo mondo, come anch'Io, quale Gesù di Nazaret, non fui di questo mondo. Chi compie la parola di Dio è una fonte vivente ed una corrente di salvezza interiore che fluisce verso tutte le creature e che pervade ogni cosa, poiché Dio è forza che tutto pervade. Quindi, chi vive in Dio, effonde ciò che Dio gli dona: amore, sapienza e forza, la corrente per tutti e per tutte le cose.

20. "Padre Nostro, che sei sopra di noi ed in noi, sia santificato il Tuo nome nella Trinità. Venga il Tuo Regno a tutti in sapienza, amore e giustizia. Si compia sempre la Tua sacra volontà, come in cielo, così in terra. Rendici quotidianamente partecipi del Tuo sacro pane e del frutto della Tua vite vivente. Come Tu perdoni a noi la nostra colpa, anche noi possiamo perdonare altri che peccano contro di noi. Mentre cerchiamo di condurre gli altri alla perfezione, perfezionaci Tu nel Tuo Cristo. Donaci la Tua bontà affinché possiamo fare lo stesso con gli altri. Nell'ora della tentazione liberaci dal male.

21. Poiché Tuo è il Regno, la Forza e la Gloria: in principio, ora e sempre. Amen.” (Cap. 76, 20-21)

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Sono trascorse epoche dopo il Mio operato quale Gesù di Nazaret. Le generazioni si susseguirono l'una all'altra. Gli uomini hanno pregato in tutti i tempi. Il contenuto di molte loro preghiere era lo stesso, ma veniva espresso con parole diverse, adatte alla generazione di quel momento. Perciò, l'uomo non dovrebbe annettere troppa importanza alla parola terrena, dato che essa ha acquisito e può acquisire un significato diverso di epoca in epoca, di generazione in generazione. Cercate quindi di afferrare il significato e di attribuirvi il giusto senso.

Attraverso la parola interiore, tramite il raggio parziale incarnato della Sapienza divina, donai agli uomini [1986] la preghiera dell'unità come una preghiera di ringraziamento e d'amore per Dio che può essere detta a senso. Essa indica anche l'avvicinarsi del Regno di Dio sulla terra e il Mio ritorno spirituale. E' divenuta la preghiera degli Amici del Cristo:

Padre nostro, che sei nei cieli,

è santificato il Tuo nome.

Viene il nostro Regno, è fatta la Tua volontà

come in cielo, così in terra.

Ci dai oggi il nostro pane quotidiano

e rimetti a noi i nostri debiti,

come noi li rimettiamo ai nostri debitori;

Tu ci guidi nella tentazione

e ci liberi dal male.

Poiché nostro è il Regno e la Forza

e la Gloria

d'eternità in eternità.

22. Poi il nostro Maestro prese il sacro pane e lo spezzò e prese anche il frutto della vite e lo mescolò e benedisse tutti e due. E fece cadere un pezzetto di pane nel calice e benedisse la sacra unione. (Cap. 76, 22)

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Le parole "E fece cadere un pezzetto di pane nel calice e benedisse la sacra unione” dimostrano che il pensiero dello scrittore era influenzato dal concetto delle cerimonie.

Riconoscete: in Dio tutto è nell'unità. Nulla può esistere senza l'altro, poiché Dio è la sostanza e la forza in tutto. Da ciò risulta l'unione con la vita. Pertanto anche il pane ed il vino sono in Dio e provengono da Dio per gli uomini e non possono essere separati. La terra è la nutrice, la madre di tutti gli uomini, che ricevono da essa attraverso lo Spirito di Dio. Egli pervade la terra e l'uomo e dispensa vita a tutto ciò che esiste sulla terra.

23. E poi diede il pane che aveva benedetto ai Suoi discepoli e disse: "Mangiate, perché questo è il Mio corpo, il corpo del Cristo, donato a voi per la redenzione del corpo e dell'anima.”

24. E allo stesso modo diede loro il frutto della vite che aveva benedetto e disse loro: "Bevete, perché questo è il Mio sangue, il sangue del Cristo, versato per voi e per molti per la redenzione dell'anima e del corpo.”

25. E quando tutti ne ebbero preso disse loro: "Ogni volta che vi radunate in nome Mio, fate quest'offerta in memoria di Me, preparate il pane dell'eterna vita ed il vino dell'eterna redenzione e mangiatene e bevetene con cuore puro, e riceverete la sostanza e la vita di Dio che dimora in Me.” (Cap. 76, 23-25)

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Il pane e il vino servirono unicamente come simbolo per il sacrificio del Mio corpo e del Mio sangue. Non dovreste farne una cerimonia, ma ricordarvi sempre di Me in tutte le vostre sensazioni, nei vostri pensieri, nelle vostre parole ed azioni.

Anche quando consumate i doni della vita, che vi vengono donati da Dio dal grembo della madre terra, rammentatevi con gratitudine dell'Eterno e ricordate anche il Mio atto di redenzione. E se lo fate con cuore sincero, non sarà solo il vostro corpo terreno a ricevere la sostanza spirituale, la vita spirituale, ma anche la vostra anima. Infatti, in tutto ciò che la natura dona agli uomini c'è la vita, Dio, la sostanza spirituale, la forza.

26. E dopo aver cantato un inno di lode, Gesù si alzò in mezzo ai Suoi apostoli ed essi camminavano attorno a Lui che si trovava al centro, come in una danza so-lenne, e gioivano in Lui. E poi uscì verso il monte degli Ulivi ed i Suoi discepoli Lo seguirono.

27. Ora Giuda Iscariota era andato nella casa di Caifa e gli disse: "Ecco, ha festeggiato il pasto della Pasqua all'interno delle porte con pane azzimo anziché con l'agnello. Io avevo comperato un agnello, ma Lui proibì di ammazzarlo. Ecco, è testimone l'uomo dal quale l'ho comprato.”

28. E Caifa si strappò i suoi abiti e disse: "In verità, questa non è una festa di Pasqua secondo la Legge di Mosè. Ha commesso un'azione che è degna di morte; poiché si tratta di una grave trasgressione della Legge. A che servono altri testimoni? Anzi, due ladri sono appena entrati nel tempio ed hanno rubato il libro della Legge e questo è il risultato del Suo insegnamento. Diciamo alla gente che Lo segue che cosa ha fatto; poiché essi temono il potere della Legge.”

Cap. 76, 26-28)

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Le parole "... ed essi camminavano attorno a Lui che si trovava al centro, come in una danza solenne ...” significano: i Miei apostoli e discepoli si strinsero attorno a Me e si muovevano attorno a Me, dato che in quegli attimi Io ero il centro per loro, poiché sentivano la sofferenza del Mio cuore - ed ebbero paura per la propria vita terrena.

Mosè dovette fare alcune concessioni agli Israeliti, dato che essi - come tutti gli esseri e tutti gli uomini - avevano ed hanno ricevuto il libero arbitrio da Dio di attenersi o meno alle Leggi della vita. Nonostante Mosè li avesse ammoniti e richiamati, dicendo che il loro modo di pensare e di agire non corrispondeva alla volontà di Dio, molti Israeliti rimasero nel peccato. Molti non rispettarono le Leggi di Dio o lo fecero solo in parte.

Passarono molti anni nel deserto, anche perché i loro costumi non corrispondevano alla volontà di Dio e la vita di molti era come un deserto. Il pensiero e la vita di molti Israeliti erano rivolti in continuazione al vitello d'oro. Portarono in parte con sé, nella cosiddetta Terra Promessa, il loro comportamento segnato dal vizio e dall'egocentrismo e la loro caparbietà nel non adempiere le Leggi di Dio. Fecero delle concessioni di Mosè le loro Leggi, ritenendo di averle ricevute così da Dio attraverso Mosè. Chi era contrario ai loro costumi del tempio e ai loro usi contrari alla Legge - che presumevano essere rivelati da Dio attraverso Mosè - era considerato un nemico di ciò che essi ritenevano giusto e retto.

Così è anche nell'epoca attuale [1989]. Chi biasima il comportamento dei rappresentanti delle istituzioni ecclesiastiche, viene da essi definito non cristiano. Chi non crede ai dogmi ed ai riti - analogamente a come gli Israeliti credevano ai loro usi e costumi - viene schernito, deriso ed odiato. Molti rappresentanti delle istituzioni ecclesiastiche abusano della Mia parola - nello stesso modo in cui gli Israeliti abusarono della parola di Dio data attraverso Mosè e delle concessioni fatte da Mosè.

Ciò avvenne in tutti i tempi: chi non condivide i punti di vista e le opinioni predominanti degli uomini, ossia il loro modo di pensare e di credere è, ai loro occhi, un traditore. In tutti i tempi, le autorità istigarono il popolo contro gli uomini e le donne retti.

29. Ed uno che era presente quando Giuda uscì, gli chiese: "Pensi che Lo uccideranno?”

30. E Giuda disse: "No, perché farà un miracolo per liberarsi dalle loro mani. Quando si alzarono contro di Lui nella sinagoga di Cafarnao e Lo portarono sulla cima del monte per gettarLo giù, non è forse passato incolume in mezzo a loro? In tal modo sfuggirà loro sicuramente di nuovo e si dichiarerà pubblicamente ed erigerà il Regno di cui ha parlato.” (Cap. 76, 29-30)

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Con il tradimento perpetrato nei Miei confronti, Giuda voleva guadagnare del danaro in modo disonesto.

Siate desti, voi uomini, affinché non vi capiti ciò che accadde a Giuda. Infatti, nei trascorsi quasi duemila anni, ci sono stati in continuazione dei Giuda che hanno tradito il loro Signore per un paio di monete d'argento.

Il tradimento nei confronti del Cristo-Dio è manifesto anche nell'epoca odierna [1989] a coloro che si sforzano di compiere la Legge di Dio: molti degli odierni scribi, farisei e responsabili della chiesa, della politica e dell'economia si servono del Mio nome per i propri fini e vantaggi personali. Questo è abuso del sacro nome e quindi un peccato contro lo Spirito Santo.

Giuda era convinto che Mi sarei sottratto alla cattura come avevo fatto precedentemente in molte situazioni. Coloro che erano contro di Me cercavano continuamente di catturarMi, lapidarMi oppure farMi precipitare dalle mura - ma Io passai ogni volta in mezzo a loro come fossi invisibile e proseguii la Mia strada, protetto dell'eterna forza.

Ma era il momento che avvenisse ciò che poi accadde. Coloro che erano contro di Me poterono catturarMi e consegnarMi al sommo sacerdote e farMi crocifiggere.

Molti uomini posero e pongono continuamente la domanda: come mai Gesù è sfuggito spesso ai Suoi persecutori e perché ciò non è avvenuto in quella notte? Oggi [1989] voglio spiegare solo alcuni aspetti essenziali di ciò che accadde allora, poiché si tratta della redenzione che Io ho portato a tutte le anime ed a tutti gli uomini.

La Forza Parziale della Forza Primordiale, una parte della Mia eredità spirituale onnipresente, fu separata perché tutto il popolo giudeo non Mi aveva accettato e non aveva accolto il Mio insegnamento, la Legge della vita, ossia non l'aveva compiuta.

Mi caricai di una parte della colpa della stirpe di Davide e di una parte della colpa di alcuni di altre stirpi. Poco prima di essere catturato avvolsi il Mio corpo spirituale puro con queste forze energetiche provenienti dalla legge di semina e raccolta. Ciò mi rese visibile e tangibile per le tenebre.

Riconoscete: la stirpe di Davide è il ponte per l'incarnazione di quegli esseri spirituali che si sono inseriti nel piano di Dio per la terra e che provenivano e che provengono direttamente dal centro dell'eterno Essere, per ricondurre in patria, insieme a Me, tutto ciò che sembrava perduto.

Da Davide in poi, essi vennero in continuazione per prepararMi le vie e per preparare la realizzazione del piano di redenzione, del piano di salvezza. Era previsto che proprio questi esseri spirituali in veste terrena, provenienti dalla stirpe di Davide, avrebbero dovuto adempiere per primi le Leggi. In tal modo, avrebbero dovuto spiegare le Leggi della vita ai Giudei ed essere per loro buoni esempi, affinché anch'essi potessero adempiere le Leggi e riconoscere Me, il Cristo, quando sarei venuto da loro in veste di Gesù.

Tuttavia, d'incarnazione in incarnazione, molti esseri spirituali in veste terrena si invischiarono sempre più nei lati umani, ossia peccarono e incolparono le loro anime, al punto che, a causa del peccato, non percepivano più per quale scopo fossero venuti sulla terra. Di conseguenza, anche gli esseri spirituali incarnati provenienti da altre stirpi - che avrebbero dovuto operare per il piano di Dio - non trovarono alcun sostegno negli uomini della stirpe di Davide.

Nel corso del Mio operato quale Gesù di Nazaret, dovetti riconoscere che gli esseri spirituali - che come uomini erano i Giudei della stirpe di Davide - non Mi sostenevano, perché i loro corpi spirituali erano troppo adombrati e si erano perciò impigliati nella legge di semina e raccolta. Inoltre, dovetti riconoscere che, pur parlando delle Leggi della Vita Interiore, non le rispettavano, ma se ne servivano perfino per soggiogare i loro simili. Anch'essi, analogamente agli uomini della stirpe di Davide, erano abbagliati dal peccato.

Sapevo che avrei dovuto soffrire a causa dell'Opera di Redenzione. Come Mi era anche stato rivelato, quando fui elevato nella trasfigurazione, in cui Mi apparvero i cherubini in veste spirituale, sapevo che gli esseri spirituali - che in veste terrena erano gli uomini della stirpe di Davide e delle altre stirpi - avrebbero dovuto compiere insieme a Me tutto il piano di Dio, la redenzione, la fondazione e la costruzione del Regno di Dio sulla terra. Sapevo che la stirpe di Davide era in primo piano per questo scopo.

Affinché i figli e le figlie di Dio potessero e possano continuare ad incarnarsi attraverso la stirpe di Davide, per poter operare quindi sulla terra per il piano di Dio, Mi avvolsi soprattutto con una parte della colpa della stirpe di Davide, vale a dire con la colpa di quelle anime che facevano parte del piano di Dio e che nelle precedenti incarnazioni si erano talmente gravate di colpe, che non avrebbero più potuto operare per il piano di Dio per molte incarnazioni. Avendo avvolto il Mio corpo spirituale con una parte di questa colpa, divenni visibile e tangibile per le tenebre. Perciò poterono catturarMi.

Ciò che avvenne in seguito, l'interrogatorio, la flagellazione, la via crucis lungo la quale caddi in continuazione, fino alla crocifissione, lo sopportai per la stirpe di Davide - ed anche per tutti i Giudei ed infine per tutti gli uomini delle generazioni passate, presenti e future, fino a che il Regno della Pace abbraccerà la terra.

Se la stirpe di Davide fosse stata piena di luce e se i Giudei avessero osservato le Leggi di Dio fin dal tempo di Mosè, avrebbero vissuto le Leggi universali insieme ai figli e alle figlie della stirpe di Davide. L'atto compiuto sul Golgota per la redenzione non sarebbe stato necessario, poiché l'Israele e la Gerusalemme di allora sarebbero state la vera Israele e la vera Gerusalemme - il Regno di Dio - che avrebbe potuto operare in quei tempi su tutta la terra.

Già prima della Mia venuta sulla terra, lo Spirito del Padre Mio creò continuamente sulla terra le condizioni per erigere il Regno di Dio. Ma gli uomini caddero sempre più nel peccato.

Se la stirpe di Davide avesse resistito, la crocifissione non sarebbe stata necessaria. Se il popolo giudeo fosse stato il vero popolo di Dio, tutto il piano di redenzione si sarebbe compiuto in altro modo ed Io non avrei dovuto staccare una parte della Mia eredità, la Forza Parziale, dalla Forza Primordiale. Ma ora tutto è compiuto e la via fino al cuore di Dio è libera per tutte le anime e per tutti gli uomini.

Ora la stirpe di Davide e uomini provenienti da altre stirpi cominciano ad assolvere sempre più il loro mandato nell'Opera di Redenzione, affinché il Regno di Dio possa scendere sulla terra. Tutto è compiuto. Per questo chiamo la croce anche la croce del Cristo di Davide.


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