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DAS WORT, Casa editrice in Vita Universale


dimw1.jpg (3304 Byte)Questa è la Mia parola
Alfa e Omega

Il
vangelo di Gesù, la rivelazione del Cristo,
conosciuta ormai dai veri cristiani in tutto il mondo

Cristo, il Figlio di Dio, il Coregnante dei Cieli,

il Redentore di tutti gli uomini e di tutte le anime,
Artefice e Sovrano del Regno di Dio sulla terra
si rivela in merito alla Sua vita, al Suo pensiero e al Suo
operato nelle vesti di Gesù di Nazaret


57° CAPITOLO

In merito ai bambini piccoli -

Parabola dei pesci - Perdono dei peccati

Portate i piccoli a Me -

Chi è "il più grande nel Regno di Dio”? (1-2). Causare dispiacere al prossimo e relative conseguenze (3). Compito dei genitori (5). Gli occhi terreni e l'occhio spirituale - Dio è irradiazione universale, la Legge universale fluente (6-9). Sistemare le cose secondo il comandamento della pace - Legare e sciogliere - Preghiere rivolte a Dio e loro esaudimento (10-12). Ognuno è il giudice di se stesso - Perdono,

diritto e giustizia - Uomo e stato (13-20)

1. Nello stesso momento i discepoli si avvicinarono a Gesù e Gli chiesero: "Chi è il più grande nel Regno di Dio?” E Gesù chiamò a Sé un bambino piccolo e lo pose in mezzo a loro e disse: "In verità, vi dico, se non cambierete e non diverrete innocenti e miti come questo piccolo, non entrerete nel Regno dei cieli.

2. Chi diviene semplice come questo bambino sarà il più grande nel Regno dei cieli. E chi accoglie uno solo di questi bambini in nome Mio, accoglie Me.

(Cap. 57,1-2)

Io, il Cristo, chiarisco, rettifico

ed approfondisco la parola

Molte anime vengono in questo mondo con il proposito di sistemare in veste terrena le negatività che portano ancora in sé. Vengono anche consapevoli del fatto che possono essere messe alla prova e sedotte. Nel loro corpo terreno, che ancora si sta sviluppando, sentono chiaramente ciò che è bene e ciò che è meno bene. Le anime che si sono incarnate consapevolmente sono molto sensibili, perché sono venute, animate dal desiderio di ridivenire divine.

Chi disprezza o addirittura seduce uno di questi bambini, orientandolo su questo mondo, pecca contro lo Spirito Santo. Per lui sarebbe stato meglio non aver desiderato di nascere sulla terra. Chi si sforza, invece, di condurre una vita secondo la Legge e si adopera per condurre a Me i piccoli, i cui corpi terreni sono ancora in fase di sviluppo, è lui stesso un essere luminoso proteso verso la perfezione, verso la rinascita nello Spirito di Dio.

Il senso della parola "semplice” è: comprensivo, schietto, misericordioso e benevolo.

Chi non dubita di Dio e non è superbo, né presuntuoso nei confronti del suo prossimo, né pretende di saperla meglio, ma realizza i comandamenti di Dio, diviene saggio. Il saggio serve altruisticamente il suo prossimo senza chiedere riconoscimento e ricompensa; si dona dalla vita di Dio che è pienezza. E' "il più grande” nel Regno di Dio, poiché adempie le Leggi di Dio.

La parola "il più grande” è riferita alla Legge universale. "Essere il più grande nel Regno dei cieli” significa: rientrare nella Legge assoluta dopo la morte fisica, presso gli esseri di luce che vivono nella Legge universale, nel Supremo, nell'Eterno, nell'Unico Universale, Dio.

3. Guai al mondo per le sue afflizioni! Queste afflizioni sono inevitabili, ma guai a colui che le provoca! Perciò se le tue passioni o i tuoi piaceri procurano sofferenza ad altri, gettali lontano da te; infatti è meglio per te entrare nella vita senza di essi, che essere gettato con essi nell'eterno fuoco. (Cap. 57, 3)

Io, il Cristo, chiarisco, rettifico

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Fate attenzione che dalla vostra bocca non esca nulla di empio o a fare cose che danneggino il vostro prossimo e i regni della natura. Non esercitate pressione sul vostro prossimo per poter indulgere nelle vostre cupidigie e passioni.

Non causate quindi sofferenza ad alcuno con il vostro comportamento umano, con le vostre tendenze e moti. Infatti, se il vostro prossimo non vi perdona, potrebbe darsi che dobbiate sopportare a lungo le sofferenze e i tormenti che il vostro prossimo dovette sopportare e subire a causa vostra.

Per la vostra anima può essere molto doloroso, come può esserlo il fuoco, riconoscere ciò che avete inflitto al vostro prossimo, a seconda delle cause che sono state poste per colpa vostra.

Il senso dell'espressione "fuoco eterno” è: una sofferenza che dura per eoni.

4. Guardatevi dal trascurare uno solo di questi piccoli; poiché Io vi dico che i loro angeli vedono sempre il volto di Dio. E' venuto infatti il Figlio dell'uomo a salvare ciò che era perduto. (Cap. 57, 4)

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"... i loro angeli” significa: l'anima luminosa di un bambino vive ancora consapevolmente in Dio e vede nella Vita Interiore, che è Dio.


5. E non è neanche volontà del Padre vostro in cielo che uno solo di questi piccoli subisca danno.”

(Cap. 57,5)

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Le parole "E non è neanche la volontà del Padre vostro in cielo che uno solo di questi piccoli subisca danno” significano: i bambini sono i figli del Dio-Padre-Madre e sono solo affidati ai loro genitori terreni per quest'esistenza terrena. Nel momento in cui viene generato il corpo terreno ed alla nascita del bambino, l'Eterno affida ai genitori il compito di provvedere in modo retto al corpo del bambino, di accettarlo ed accoglierlo, di preservarlo e proteggerlo e di accompagnarlo lungo il cammino della sua vita, dandogli esempio con il loro modo di vivere e operando in modo retto in famiglia e nei confronti dei loro simili.


6. Alcuni, pieni di dubbi, vennero da Gesù e dissero: "Tu ci hai detto che la nostra vita e il nostro essere provengono da Dio, ma noi non abbiamo mai visto Dio e tanto meno conosciamo un Dio. Ci puoi mostrare Colui che Tu chiami Padre ed unico Dio? Non sappiamo se esiste un Dio.”

7. Gesù rispose loro e disse: "Ascoltate questa parabola dei pesci. I pesci di un fiume parlavano tra loro e dicevano: ci raccontano che la nostra vita ed il nostro essere provengono dall'acqua, ma non abbiamo mai visto l'acqua, non sappiamo cos'è. E molti di loro, che erano più saggi degli altri, dissero: abbiamo sentito che nel mare vive un pesce più saggio e più dotto che conosce ogni cosa. Andiamo da lui e chiediamogli di mostrarci l'acqua.

8. Alcuni di essi si misero alla ricerca del grande e saggio pesce e giunsero finalmente nel mare dove questi viveva e lo interrogarono.

9. Dopo averli ascoltati, questi disse loro: oh, voi pesci stolti che non pensate! Ma saggi siete voi pochi che cercate. Voi vivete e vi muovete nell'acqua, dove avete la vostra esistenza; dall'acqua siete provenuti e all'acqua ritornerete. Vivete nell'acqua, ma non lo sapete. Allo stesso modo voi vivete in Dio, eppure chiedete a Me di mostrarvi Dio. Dio è in tutto e tutto è in Dio.” (Cap. 57, 6-9)

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Lo scettico considera le cose e gli avvenimenti nei limiti della materia. Gli occhi terreni colgono solo le cose terrene, la sostanza raddensata, la materia. Solo le cose e gli avvenimenti di questo mondo vengono quindi recepiti dagli occhi terreni e registrati dalle cellule del cervello.

L'occhio spirituale, l'occhio dell'anima, guarda oltre la sostanza materiale; guarda oltre la materia e vede le cose e gli avvenimenti di questo mondo nella luce dell'eterna Legge. E i fini sensi dell'anima riconoscono ciò che è vero e ciò che non lo è.

Dio è Legge - e chi vive nella Legge di Dio attinge e dona dalla fonte di vita eterna, dalla verità. L'uomo nell'oceano Dio vede la sostanza materiale come un riflesso, un riverbero della verità, formatosi a seguito dell'operato negativo delle tenebre. Lo scettico considera invece questa sostanza materiale come la vera vita e vede solo i riflessi dell'ego umano.

Chi considera la materia come vera realtà, coglie i riflessi che non sono nella Legge come realtà, poiché vive in questa illusione, in questo mondo di pensieri.

L'anima e l'uomo che vivono in Dio non chiedono: chi o che cos'è Dio? - oppure: esiste un Dio? Vivono in Dio e Dio opera attraverso di loro.

Dio è l'oceano cosmico. Dio è irradiazione, Dio è luce, Dio è energia, Dio è amore e sapienza. Dio è la natura, il mondo animale e il firmamento. Dio è l'Alfa ed è l'Omega per la sostanza materiale, poiché la verità è eternità e l'eternità è sostanza sottile.

L'Essere - la Forza Primordiale in cui vivono tutte le creature e gli esseri puri - è eterno, d'eternità in eternità, poiché Dio è eternità.

L'uomo vive e si muove unicamente per mezzo della vita, Dio, che è in lui e ovunque - onnipresente. E tutto ciò che vive, vive attraverso Dio.

Dio è irradiazione universale, Dio è tutto nel tutto, l'oceano, la vita e l'amore. Tutto ciò che è puro è costituito da innumerevoli aspetti della vita e dell'amore. Anche gli esseri puri, gli esseri spirituali, quali immagini del Padre, sono l'irradiazione universale, la Legge. Dio è Legge universale fluente. Gli esseri divini, gli esseri spirituali, sono Legge eterna compressa, si muovono nella corrente universale, Dio.

Chi nuota solo nell'alveo della dimensione temporale non vive consapevolmente nell'oceano Dio; perciò chiede chi sia Colui che lo mantiene in vita, che lo nutre e lo pervade con il Suo palpito. Non esiste vita senza Dio, l'oceano universale.

10. Gesù disse di nuovo ai discepoli: "Se tuo fratello o tua sorella pecca contro di te, va' e fa' presente l'errore solo a tuo fratello o a tua sorella; se ti ascolterà, l'avrai conquistato. Ma se non ti ascolterà, prendi con te una o due persone, perché ogni parola sia confermata dalla bocca di due o tre testimoni.

11. Se poi non presterà ascolto neppure a costoro, dillo alla Comunità, e se non ascolterà neanche la Comunità, consideratelo come se fosse al di fuori di essa. In verità, vi dico, tutto quello che voi legherete in retto modo sulla terra, sarà legato anche in cielo e ciò che scioglierete in retto modo sulla terra, sarà sciolto anche in cielo.

12. E vi dico ancora una volta: se sette o anche solo tre di voi si accorderanno sulla terra per domandare qualcosa, sarà compiuto per voi dal Padre Mio che è in cielo. Poiché, se anche solo tre sono riuniti in nome Mio, Io Sono in mezzo a loro e anche se è uno solo, Io Sono nel cuore di quest'uno.” (Cap. 57, 10-12)

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La legge di semina e raccolta agirà fino a che esisteranno la materia grossolana e gli uomini che non vivono ancora nella Legge, in Dio, nell'Essere, nell'amore eterno.

Dio ha dato agli uomini che vivono nella legge di semina e raccolta un comandamento che, se osservato, contribuisce a creare e a mantenere la pace.

Se tuo fratello o tua sorella pecca contro di te, va' e fagli o falle presente i suoi errori, senza che siano presenti una seconda o terza persona. Se ti ascolta e accetta ciò che tu - senza emozione - gli hai consigliato ed agisce poi secondo il comandamento della pace, lo hai conquistato per Dio. Ma se non vuole ascoltarti e ciò che è accaduto è importante per la tua vita o per la vita dei tuoi simili o per il mondo, prendi con te due o più persone, in modo che possano sentire e confermare le tue parole.

Se tuo fratello o tua sorella non vuole ugualmente prestarti ascolto e non accetta ciò che tu dici, presentalo alla Comunità, davanti a tutti coloro che ne sono coinvolti. E se l'interessato o l'interessata non presta ascolto nemmeno alla Comunità, così facendo lascia la comunità di coloro che si sforzano di adempiere la volontà di Dio e dovrà vivere nell'atrio, fuori della Comunità, nel mondo.

Questo comandamento è importante. Se avete agito secondo questo comandamento, ma la vostra richiesta non è stata ascoltata ed accettata, ciò diverrà manifesto all'anima o alle anime che si sono rifiutate di seguire questo comandamento, al più tardi nelle sfere di purificazione. Allora si ripresenteranno anche i testimoni.

Chi invece non vuole cambiare, ma mantiene i propri peccati senza tuttavia lasciare la Comunità, pur essendo stato pregato e invitato a farlo, verrà considerato dalla Comunità come se non ne fosse più membro. E se, con la propria irradiazione contraria e le sue parole ed opere contrarie intacca altri membri della Comunità, che si oppongono poi, insieme a lui, a coloro che sono protesi verso Dio, costui avrà la colpa più grave per il disordine sorto all'interno della Comunità e verrà chiamato a renderne conto dalla legge di semina e raccolta. Infatti, se non sei a favore del tuo prossimo sei contro di lui e dovresti anche trarne le conseguenze.

Le parole "Legherete in modo retto sulla terra” significano: se credete che ciò che avete acquisito rettamente sia vostra proprietà, ossia se lo legate a voi, questo è contrario alla Legge celeste della libertà e dell'indipendenza ed è registrato nella legge di semina e raccolta. In cielo non c'è posto per alcun legame, né a uomini, né a cose. La parola terrena "legame” significa: l'uomo si lega a ciò che gli è caro e che più ama nel mondo, a ciò che mette al di sopra dei doni di Dio.

Il legame è l'opposto della libertà, dell'essere indipendente. Chi si scioglie dalle cose terrene, senza considerare nulla come sua proprietà e possesso, entrerà nei cieli come essere spirituale e vivrà nella pienezza che proviene da Dio.

Le seguenti istruzioni di Dio, dell'eterna Legge, sono allo stesso tempo comandamenti per gli uomini, aiuti per dischiudere la Vita Interiore:

se gli uomini, non importa quanti siano, si riuniscono in nome Mio e si sforzano di adempiere insieme le Leggi di Dio, ciò che chiedono a Dio in preghiera è già compiuto nelle loro anime, se è bene per l'anima e per l'uomo. Quando il tempo sarà maturo si manifesterà poi a loro.

Io, il Cristo, Sono in mezzo agli uomini ed alle anime che onorano l'Altissimo nel loro pensiero e nelle loro opere. E se anche uno solo chiede i doni della salvezza e si sforza di adempiere le Leggi di Dio, la sua preghiera sarà già esaudita anche nella sua anima, ancor prima che l'abbia espressa. Infatti, l'eterno Padre vede i Suoi figli nella luce dell'eterna Legge e li conosce; Egli darà al loro cuore sincero ciò che è bene per loro.

Perciò siate consolati: Dio conosce tutti i Suoi figli. Vede in ogni cuore. E se uno dei Suoi figli, per amore per Lui, Lo onora in ogni cosa, Io, il Cristo, opererò nel suo cuore.


13. Allora Pietro Gli si avvicinò e Gli chiese: "Signore, quante volte può peccare mio fratello contro di me, perché io gli perdoni? Sette volte?”Gesù gli disse: "Io ti dico, non sette volte, ma settanta volte sette. Infatti, anche nei profeti c'era ingiustizia, perfino dopo che erano stati unti dallo Spirito Santo.

14. E raccontò la seguente parabola: "C'era un re che voleva fare i conti con i suoi servi. Incominciati i conti, gli fu presentato uno che gli era debitore di mille talenti. E poiché non aveva il denaro da restituirgli, il suo padrone ordinò che il servo, sua moglie, i suoi figli e tutti i suoi averi fossero venduti per saldare il debito.

15. Allora il servo si gettò ai piedi del suo signore e lo pregò: signore, abbi pazienza con me e ti pagherò tutto! Il padrone fu colto da compassione, lo lasciò libero e gli condonò il debito.

16. Appena uscito, quello stesso servo trovò un servo suo pari che gli doveva cento denari, lo afferrò per la gola e gli disse: "Pagami il tuo debito!”

17. Il suo compagno, gettatosi a terra, lo supplicò: abbi pazienza con me e ti pagherò tutto! Ma egli non volle, se ne andò e lo fece gettare in carcere, fino a che non avesse pagato il debito.

18. Gli altri servi, visto quello che aveva fatto, si rattristarono molto e andarono a riferire al loro padrone tutto l'accaduto.

19. Allora il padrone lo fece chiamare e gli disse: "Servo malvagio, io ti ho condonato il tuo debito perché mi hai pregato; non dovevi forse anche tu aver pietà del tuo compagno, così come io ho avuto pietà di te?” E, sdegnato, il padrone lo diede in mano agli aguzzini, finché non gli avesse restituito tutto il dovuto.

20. Così anche il Padre celeste giudicherà voi, se non perdonerete di cuore a ciascuno la sua colpa, sia fratello o sorella. Pertanto, lasciate che ciascuno badi a pagare il proprio debito, dato che Dio ama i giusti.” (Cap. 57, 13-20)

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Il perdono e la richiesta di perdono rendono l'uomo libero e l'anima luminosa.

Chi perdona, indipendentemente da quante volte il suo prossimo abbia peccato o pecchi contro di lui, non incolpa la propria anima e mantiene anche il proprio corpo libero da colpe. Chi perdona di cuore, perdonerà ogni volta, non importa quante volte si pecchi contro di lui in sensazioni, pensieri, parole od azioni. Chi perdona il suo prossimo, senza pensare in modo negativo di lui, non è legato al peccatore. Chi, invece, pensa negativamente del peccatore è legato al debitore, in base all'intensità dei propri pensieri.

La sentenza dice: con il metro con cui misurerai verrai misurato anche tu. Ciò significa: il metro delle tue sensazioni, dei tuoi pensieri, delle tue parole ed azioni è il tuo giudice, e non Dio.

Perciò non pensare in modo negativo di coloro che peccano contro di te. Perdona e continua a perdonare, e resterai libero dal peso del peccato e non sarai neanche legato al peccatore.

Il peccatore sarà invece legato a te fino a che si sarà ravveduto e non commetterà più, nei tuoi confronti e nei confronti di altri, i peccati che gli hai già perdonato da molto tempo.

Perdona e chiedi perdono. Non lasciare in sospeso le cause; non appena le riconosci, sistemale.

"Così anche il Padre celeste giudicherà voi se non perdonerete di cuore a ciascuno la sua colpa, sia fratello o sorella” significa: anche il Padre celeste non vi perdonerà se non perdonerete di cuore la colpa ad ognuno.

Riconoscete: Dio non è il diritto, ma la giustizia.

L'uomo ha le sue leggi terrene che sono per lui il diritto. Fino a che l'uomo non conosce la Legge della vita, la giustizia, crede spesso di avere ragione. Ma così facendo si impiglia continuamente nella legge di semina e raccolta, dato che il diritto non corrisponde sempre alla giustizia. Il diritto degli uomini è ben lungi dall'essere la giustizia di Dio.

Chi rivendica il proprio diritto, si basa sul diritto della legge umana, ma non sulla giustizia. Ciò che esige, ottiene e compie, rivendicando il proprio diritto, non può sussistere davanti alla Legge di Dio, alla giustizia. Non è il Padre celeste che giudica l'uomo, ma è lui stesso, l'uomo, che giudica se stesso in base a ciò che ha seminato.

Queste leggi valgono nei rapporti tra uomo e uomo e non tra l'uomo e lo stato, "Cesare”. Infatti, fino a che l'essere spirituale incarnato è uomo, è subordinato ai diritti ed ai doveri dello stato terreno, di "Cesare”, e come uomo dovrà compiere nei confronti dello stato - quindi di "Cesare” - ciò che non è contrario alla Legge di Dio. Perciò si dice: dai a Cesare ciò che è di Cesare e a Dio ciò che spetta a Dio.

Se l'uomo osserva le leggi dello stato, può anche usufruire delle leggi dello stato; perciò anche lo stato, Cesare, è obbligato a dare a colui che gli dà.


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