Questa
è la Mia parola
Alfa e Omega
Il vangelo di Gesù, la rivelazione
del Cristo,
conosciuta ormai dai veri cristiani in tutto il mondo
Cristo, il Figlio di Dio, il Coregnante dei Cieli,
il Redentore di tutti gli uomini e di
tutte le anime,
Artefice e Sovrano del Regno
di Dio sulla terra
si rivela in merito alla Sua vita, al Suo pensiero e al Suo
operato nelle vesti di Gesù di Nazaret
L'interrogatorio del cieco nato -
I discepoli quali corpo spirituale del Cristo
I ciechi e coloro che vedono (1-16).
Nell'Essere cosmico tutto è contenuto nel tutto
ed ha la stessa importanza (17-24)
1. Allora condussero dai farisei quello che era stato cieco. Era infatti di Sabbat quando Gesù aveva fatto del fango e aveva aperto i suoi occhi.
2. Anche i farisei gli chiesero come avesse acquistato la luce degli occhi. Ed egli disse loro: "Ha spalmato il fango sui miei occhi, mi sono lavato ed ora vedo.
3. Alcuni farisei dissero: "Quest'uomo non viene da Dio, perché non osserva il Sabbat. Altri dicevano invece: "Come può un peccatore compiere tali prodigi? E c'era dissenso tra loro.
4. Dissero di nuovo al cieco: "Tu che dici di Colui che ti ha aperto gli occhi? E disse: "E' un profeta.
5. Ma i Giudei non volevano credere che fosse stato cieco e che avesse acquistato la vista e chiamarono i genitori di colui che aveva recuperato la vista.
6. E li interrogarono: "E' questo il vostro figlio che voi dite essere nato cieco? Come mai ora vede? I suoi genitori risposero loro: "Sappiamo che questo è nostro figlio e che è nato cieco; ma come mai ora veda, non lo sappiamo; e neppure sappiamo chi gli ha aperto gli occhi. Chiedetelo a lui, è abbastanza grande per parlare di se stesso.
7. Questo dissero i suoi genitori, perché avevano paura dei Giudei; infatti i Giudei avevano già stabilito che se uno Lo avesse riconosciuto come il Cristo, sarebbe stato espulso dalla sinagoga. Per questo i suoi genitori dissero: "E' maggiorenne, chiedetelo a lui.
8. Allora chiamarono di nuovo l'uomo che era stato cieco e gli dissero: "Onora Dio; noi sappiamo che quest'uomo è un peccatore. Quegli rispose: "Se sia un peccatore o meno non lo so; ma una cosa so, che prima ero cieco ed ora ci vedo.
9. Allora gli chiesero di nuovo: "Che cosa ti ha fatto? Come ti ha aperto gli occhi? Rispose loro: "Ve l'ho già detto e non mi avete ascoltato, perché volete udirlo di nuovo? Volete forse divenire anche voi Suoi discepoli?
10. Allora lo insultarono e dissero: "Tu sei Suo discepolo, mentre noi siamo discepoli di Mosè. Noi sappiamo che Dio ha parlato con Mosè; ma costui non sappiamo di dove sia.
11. L'uomo rispose loro: "Proprio questo è strano, che voi non sappiate di dove Egli sia, eppure mi ha aperto gli occhi. Ora, noi sappiamo che Dio non ascolta i peccatori.
12. Ma se uno è timorato di Dio e fa la Sua volontà, Egli lo ascolta. Dall'inizio del mondo non s'è mai sentito dire che uno abbia aperto gli occhi ad un cieco nato. Se quest'uomo non provenisse da Dio, non potrebbe fare nulla.
13. Gli replicarono: "Sei nato completamente nel peccato e vuoi insegnare a noi? E lo cacciarono fuo-ri.
14. Gesù seppe che l'avevano cacciato fuori e incontratolo gli disse: "Credi nel Figlio di Dio? Egli rispose dicendo: "Signore, chi è, perché io creda in Lui?
15. Gli disse Gesù: "Tu L'hai visto due volte ed è Colui che parla con te. Ed egli disse: "Io credo, Signore. E Lo adorò.
16. E Gesù disse: "Io Sono venuto in questo mondo per portare giustizia, perché coloro che non vedono vedano e quelli che vedono divengano ciechi. Ed alcuni farisei che erano con lui udirono queste parole e Gli dissero: "Siamo forse ciechi anche noi?
(Cap. 54, 1-16)
Io, il Cristo, chiarisco, rettifico
ed approfondisco la parola
Afferrate il senso di quanto scritto e riconoscerete che i ciechi spirituali e le loro guide cieche hanno reagito ciecamente in tutti i tempi. Anche nell'epoca odierna [1989] i ciechi spirituali e le loro guide cieche reagiscono come al tempo in cui Io vissi sulla terra: ciecamente.
Non conoscono la verità e per questo non possono nemmeno applicare le Leggi di Dio.
Chi, invece, conosce le Leggi di Dio, perché vive nella verità, vede e può compiere molte cose attingendo alla verità. Chi, invece, è cieco spiritualmente, perché si lascia abbagliare da questo mondo e vive perciò nel peccato, giudica, condanna e accusa di malvagità coloro che parlano ed agiscono attingendo alla verità.
"Io sono venuto in questo mondo per portare giustizia, perché
coloro che non vedono vedano e quelli che vedono divengano ciechi significa: Io sono
venuto nel mondo per rendere manifesta la giustizia di Dio attraverso la realizzazione
della Legge eterna. Chi non adempie la giustizia di Dio, nella propria vita terrena, si
sottopone al proprio tribunale e diviene giudice di se stesso, poiché raccoglie ciò che
ha seminato.
Il Cristo indica agli uomini la via verso Dio, perché è il loro Redentore. Gli uomini di buona volontà, che si sforzano di vivere le Leggi di Dio, contempleranno la vita, poiché tutto si compie nell'anima dell'uomo. Dall'anima fluiscono la luce e l'ombra, ciò di cui essi stessi si sono caricati. La salvezza si renderà manifesta in colui che scioglie le ombre tramite Me, il Redentore. E nulla sarà celato a colui che si avvicina all'origine della Divinità.
Coloro che credono invece di vedere, perché insegnano il Vangelo, sono
ciechi perché non lo vivono. Essi fanno grandi discorsi e parlano della Legge di Dio e
dell'operato di Mosè, ma in realtà non conoscono né la Legge di Dio, né le istruzioni
che Dio diede tramite Mosè: chi parla solo di Dio non è in Dio ed è perciò
spiritualmente cieco. Chi vede in profondità è ricolmo di Dio, poiché vive in Dio.
17. Gesù giunse in un luogo in cui crescevano sette palme e radunò i Suoi discepoli attorno a Sé e diede a ciascuno un numero ed un nome che erano noti solo a colui che li riceveva. E disse loro: "Siate come pilastri nella casa di Dio ed eseguite gli ordini secondo le cifre che avete ricevuto.
18. Ed essi stavano intorno a Lui formando un quadrato e contavano le cifre; ma non ci riuscivano. E dissero: "Signore, non riusciamo a farlo. E Gesù disse: "Fate che il più grande tra voi sia pari al più piccolo ed il segno del primo pari all'ultimo.
19. E così fecero e vi fu uguaglianza in ogni senso, anche se ognuno aveva un numero diverso; e un lato era uguale all'altro e quello superiore era come quello inferiore e quello interno come quello esterno. E il Signore disse: "Basta. Così è la casa del costruttore saggio. E' quadrata e perfetta. Ci sono molte stanze, ma la casa è una sola.
20. Pensate ora al corpo dell'uomo, che è un tempio dello Spirito. Infatti il corpo è tutt'uno con la testa ed è un corpo. Ed ha molte membra, eppure tutte insieme sono un corpo e lo Spirito governa e regna su tutto. Così è anche nel Regno di Dio.
21. E la testa non dice al petto: "Non ho bisogno di te, e nemmeno la mano destra dice alla sinistra: "Non ho bisogno di te, né il piede sinistro al piede destro: "Non ho bisogno di te; neanche gli occhi dicono agli orecchi: "Non abbiamo bisogno di voi, né la bocca al naso: "Non ho bisogno di te. Infatti, Dio ha posto ogni membro là dove può servire nel modo migliore.
22. Se la testa fosse il tutto, cosa ne sarebbe del petto? Se l'intestino fosse la parte più importante, che ne sarebbe dei piedi? Sì, proprio a queste membra che molti disdegnano, Dio ha dato maggior onore.
23. E quelle parti che alcuni ritengono meno belle hanno ricevuto ancor più grazia, affinché provvedano l'una all'altra; perciò se anche un solo membro soffre, tutte le membra ne soffrono e se un membro viene apprezzato, anche tutte le altre membra ne gioiscono.
24. Ora voi siete il Mio corpo; ed ognuno di voi
è un membro particolare di Me e ad ognuno di voi dò il posto adatto a lui, una testa
sopra tutti ed un cuore al centro di tutti, in modo che non vi sia lacuna alcuna,
affinché, come i vostri corpi, le vostre anime ed il vostro Spirito, anche voi lodiate il
Padre universale attraverso lo Spirito Santo che opera in tutti ed attraverso tutti.
(Cap. 54, 17-24)
Io, il Cristo, chiarisco, rettifico
ed approfondisco la parola
Quale Gesù di Nazaret, quale Cristo-Dio incarnato, nei Miei insegnamenti Mi riferivo sempre all'intera Legge eterna, poiché: tutto è contenuto nel tutto - il più piccolo nel grande tutto e il grande tutto, come essenza, nel più piccolo. Quando il saggio parla di un aspetto della vita, contempla il tutto, ossia tutte le Leggi della vita anche in quell'aspetto.
Le sette palme sono il simbolo delle sette forze basilari di Dio, dall'Ordine alla Misericordia. In una forza basilare sono attive tutte le forze basilari. Questo è il grande tutto, la Legge Universale, Dio, in cui tutto è contenuto nel tutto. Che sia numero o nome - tutto è contenuto nel tutto.
Ripeto: il più grande racchiude in sé il più piccolo che vive ed opera nel ciclo evolutivo, e nei primi passi evolutivi è già contenuto il grande, ciò che è maturo.
Come ogni organo ed ogni piccolissimo elemento del corpo è importante, anche nel Regno di Dio il più piccolo è importante, poiché contiene tutti gli aspetti dell'infinito. Nell'Essere cosmico non esiste nulla che non abbia importanza, dato che il grande è nel più piccolo, quale Legge che tutto include, ed il più piccolo, che si sviluppa verso il grande, verso la Legge divina pienamente attiva, si trova già in questa grande Legge attiva che tutto include.
Chi richiama il più piccolo, che nel processo evolutivo si trova in cammino verso il grande, richiama allo stesso tempo il grande, la Legge completamente sviluppata, Dio. In questo magnifico modo, assolutamente perfetto, è stata creata la casa dell'Artefice universale: l'Infinito. Non esiste quindi né alto né basso, né dietro né davanti, né destra né sinistra, né povertà né benessere, né qualcosa di piccolo ed insignificante, né di grande che si mette al di sopra.
Dio è uguaglianza, libertà ed unità. Nell'eterno Essere non esistono né padroni, né servi. Tutti gli esseri della luce sono fratelli e sorelle, figli dell'unico Padre, che è l'unico Signore della vita, il Creatore del cielo e della terra.
Prezzo: Lire 25.000-
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