Casa editrice DAS WORT

DAS WORT, Casa editrice in Vita Universale


dimw1.jpg (3304 Byte)Questa è la Mia parola
Alfa e Omega

Il
vangelo di Gesù, la rivelazione del Cristo,
conosciuta ormai dai veri cristiani in tutto il mondo

Cristo, il Figlio di Dio, il Coregnante dei Cieli,

il Redentore di tutti gli uomini e di tutte le anime,
Artefice e Sovrano del Regno di Dio sulla terra
si rivela in merito alla Sua vita, al Suo pensiero e al Suo
operato nelle vesti di Gesù di Nazaret


 

47° CAPITOLO

Retta comprensione dei comandamenti -
La parabola del ricco
e del mendicante Lazzaro

In merito alla retta comprensione delle Leggi scritte;
esempio: uccidere (1-3). L'invidia è furto - Procreare bambini malati - Adulterio (4-5). Rispetto di ogni forma di vita (6). Dire la verità senza screditare - Rispettare il libero arbitrio del prossimo (7). Vivere
in Dio (8-9). Differenze tra poveri e ricchi: cause ed effetti (10-17)

     1. Scesi dal monte, uno dei Suoi discepoli Gli chiese: "Maestro, entrerà un uomo nella vita se non osserva tutti i comandamenti?” Ed Egli disse: "La Legge è buona secondo la lettera, ma è ancor migliore secondo lo Spirito. Infatti, la lettera è morta senza lo Spirito, mentre lo Spirito rende viva la lettera.
   2. Badate ad attenervi a tutti i comandamenti che Io vi ho dato, nel cuore e nello Spirito dell'amore.
   3. Sta scritto: non uccidere. Ma Io vi dico che coloro che odiano e che desiderano uccidere si rendono colpevoli nei confronti della Legge. Anzi, se provocano dolore e pene alle creature innocenti, si rendono colpevoli. Ma se uccidono solo per porre fine a sofferenze che non possono essere alleviate, non sono colpevoli, se lo fanno rapidamente e con amore. (Cap. 47, 1-3)

Io, il Cristo, chiarisco, rettifico ed approfondisco la parola

    "La Legge è buona secondo la lettera, ma è ancora migliore secondo lo Spirito” significa: la Legge di Dio è la verità. La verità è eterna, poiché Dio è la Legge, la verità.
   Chi riconosce la Legge di Dio secondo la lettera crede alla Legge di Dio, ma non è ancora divenuto la Legge di Dio. Quindi, chi compenetra la Legge di Dio con la propria anima desta, con lo Spirito della verità, non è più attaccato alla lettera. In quest'uomo la lettera diviene viva, poiché egli compie ciò che la lettera esprime: la Legge di Dio. E' ciò che avete letto: "Infatti, la lettera è morta senza lo Spirito, mentre lo Spirito rende viva la lettera.”
   La lettera diviene viva solo quando l'uomo comincia ad adempiere i comandamenti, maturando e crescendo così, a poco a poco, nella Legge dell'amore e della vita che tutto include. Solo chi adempie i comandamenti, con il cuore e nello Spirito dell'amore riconoscerà la Legge universale e giungerà in tal modo alla verità, che si trova nel profondo dell'anima dell'uomo.
   Riconoscete: è la verità, la Legge divina, che rende l'uomo libero, e non la sola lettera in cui è racchiusa la Legge.

   "Non uccidere”, né uomini, né, intenzionalmente, animali. Ma Io vi dico: anche solo odiando o desiderando uccidere i propri simili e il prossimo più lontano, uomini o animali, l'uomo si rende colpevole nei confronti della Legge di Dio. Anche chi provoca tormenti a uomini ed animali si rende colpevole nei confronti della Legge di Dio.
   "Ma se uccidono solo per porre fine a dolori che non possono essere alleviati, non sono colpevoli, se lo fanno rapidamente e con amore” vale solo per il mondo animale.
   Riconoscete: gli animali non hanno colpe dell'anima, ossia non hanno creato cause. Se soffrono è solamente perché l'uomo non rispetta le loro abitudini di vita. Perciò badate a non uccidere animali con la scusa di porre fine alle loro sofferenze. Nell'epoca odierna [1989], molti animali soffrono per le conseguenze della tecnica e dei crudeli esperimenti fatti su di essi. Esaminate quindi per quale motivo uccidete gli animali! Anche in questo caso vale la Legge: ciò che l'uomo semina, sia nel suo comportamento verso gli uomini che verso gli animali e la natura, lo raccoglierà.

   4. Si dice, non rubare. Ma Io dico a tutti coloro che non si accontentano di quello che hanno e che desiderano e bramano ciò che altri hanno, oppure che non danno a chi lavora ciò che gli spetta, che hanno già rubato nel proprio cuore e la loro colpa è più grande di quella di un uomo che ruba un pezzo di pane per necessità, per placare la propria fame.
   5. Ed Io vi ho detto di non commettere adulterio. Ma Io vi dico che se un uomo ed una donna si uniscono in matrimonio con dei corpi malati e generano discendenti malati, si rendono colpevoli, anche se non hanno preso la moglie o il marito del loro prossimo. Ed anche coloro che non hanno preso la moglie di un altro, ma che la desiderano e la bramano nel proprio cuore, hanno già commesso adulterio nello Spirito. (Cap. 47, 4-5)

Io, il Cristo, chiarisco, rettifico ed approfondisco la parola

    Riconoscete: la Legge di Dio opera in ogni dettaglio della vostra vita terrena, in ogni attimo della dimensione terrena. In tutto quello che percepite, pensate, dite e fate è racchiusa la Legge sovrana di Dio, che diviene attiva in base al vostro comportamento.
   Se vi opponete alla Legge di Dio, rafforzate il vostro ego umano e ciò passa poi come colpa nella vostra anima. Se lasciate operare la Legge di Dio nelle vostre sensazioni, pensieri, parole ed azioni, essa vi aiuta e vi prepara in vari modi le vie verso l'amore altruistico, verso la felicità interiore, verso l'appagamento e la moderazione. La vostra anima diverrà quindi più luminosa, il vostro corpo più radioso e, nella dimensione temporale, avrete tutto ciò di cui avrete bisogno ed anche di più.
   Rammentatevi delle parole: "... che non si accontentano di quello che hanno e che desiderano e bramano ciò che altri hanno”, oppure colui che non dà al suo prossimo ciò che gli spetta, ha già rubato nel suo cuore.
   L'invidia è quindi già un furto e penetra come tale nell'anima. Riflettete sul fatto che questa colpa è più grande di quella di un uomo che ruba un pezzo di pane per necessità, per placare la propria fame.

   Spiego la seguente affermazione: "Ma Io vi dico che se un uomo ed una donna si uniscono in matrimonio con corpi malati e generano discendenti malati, si rendono colpevoli, anche se non hanno preso la moglie o il marito del loro prossimo.” Chi conosce la propria malattia e sa che è contagiosa e, ciononostante, si sposa e genera figli che sono poi colpiti dalla stessa malattia, si rende colpevole davanti alla Legge della vita e della libertà.
   Anche questo è Legge: chi non ha preso una donna perché appartiene ad un altro, ma la desidera e la brama nel proprio cuore, ha già commesso adulterio nello Spirito.
   Ripeto: la Legge della vita compenetra tutte le fibre dell'essere materiale. L'anima è il libro della vita; la Legge di Dio vi scrive tutto ciò che è pro e contro. In tal modo nulla va perso, né il bene, né ciò che è meno bene e tanto meno il male. Tutto è scritto nel libro della vita, nell'anima.

    6. Ed Io vi dico ancora: chiunque cerchi di possedere il corpo di una creatura, sia per nutrirsi, o per divertirsi o per trarne profitto, si rende impuro. (Cap. 47, 6)

Io, il Cristo, chiarisco, rettifico ed approfondisco la parola

    Con le parole "si rende impuro”, si intende la colpa dell'anima. Infatti, chi usa violenza contro l'uomo o l'animale e disprezza la vita, pecca contro la vita dell'uomo o dell'animale. Questo vale anche per le piante, le pietre ed i minerali. Tutte le forme di vita portano in sé la vita che proviene da Dio. Sentono quali intenzioni ha il loro prossimo nei loro riguardi e le percepiscono come gioia o dolore. Ciò che l'uomo infligge al suo prossimo, oppure ad una forma di vita, ricade su di lui.

    7. E se un uomo dice la verità al suo prossimo con l'intenzione di danneggiarlo, è colpevole, anche se ciò che dice è letteralmente vero. (Cap. 47, 7)

Io, il Cristo, chiarisco, rettifico ed approfondisco la parola

    Se un uomo dice al suo prossimo la verità con l'intenzione di umiliarlo, di comprometterlo o di ferirlo, ossia di fargli del male, pecca contro la Legge del libero arbitrio e danneggia così se stesso. Infatti, tutto ciò che viene fatto premeditatamente e per motivi egocentrici, è peccato, anche se ciò che viene detto corrisponde letteralmente alla verità. Questo vale, in forma più attenuata, anche quando ciò avviene involontariamente per motivi egocentrici, dato che molti conoscono i Dieci Comandamenti di Dio.
   Riconoscete: si dovrebbe dire la verità al prossimo, solo se ciò avviene altruisticamente, quindi senza l'intenzione di giudicare, e solamente quando la persona che vuole dire la verità si trova da sola con il suo pros-simo; infatti, ogni uomo ha il libero arbitrio e ciò che fa riguarda solo Dio ed il figlio Suo.
   Puoi far presente al tuo prossimo il suo comportamento contrario alla Legge in modo altruistico, ma solo se ne hai la prova. Non influenzarlo tuttavia a fare o lasciare determinate cose.
   Chi svela pubblicamente ciò che il suo prossimo voleva mantenere segreto si rende pure colpevole davanti alla Legge del libero arbitrio. Ognuno dovrebbe ammettere spontaneamente ed apertamente i propri errori e cambiare, se ciò è necessario.
   Se, per esempio, tu dici in pubblico che il tuo prossimo è un ladro, perché sai che ha rubato, agisci contro la Legge del libero arbitrio. Va' dal ladro e raccontagli che sai che ha rubato e pregalo di ammetterlo apertamente e di restituire ciò che ha sottratto. Se non lo fa, puoi parlare in modo generale davanti ai tutori della legge terrena, ma mai puntare il dito su di lui e definirlo un ladro. Questa è la spiegazione proveniente dalla Legge eterna; il modo in cui l'uomo agisce dipende tuttavia dal suo libero arbitrio.

    8. Camminate nello Spirito ed adempirete la Legge e diverrete maturi per il Regno di Dio. Lasciate piuttosto la Legge nei vostri cuori, anziché inciderla su tavole commemorative, cosa che dovreste comunque fare e non trascurare. La Legge che Io vi ho dato è infatti sacra, giusta e buona, e benedetti siano tutti coloro che la seguono e che camminano in essa.
   9. Dio è Spirito, e coloro che adorano Dio dovranno adorarLo nello Spirito e nella verità, in tutti i tempi ed in tutti i luoghi.” (Cap. 47, 8-9)

Io, il Cristo, chiarisco, rettifico ed approfondisco la parola

    "Camminate nello Spirito” significa: sforzatevi di adempiere ogni giorno i comandamenti di Dio e crescerete sempre più nella Legge eterna e vivrete in essa.
   Aspirate quindi a vivere nel presente e a compiere altruisticamente ciò che la giornata vi porta. Vi libererete così dai desideri pressanti e non vivrete né nel passato, né nel futuro. Non vi preoccuperete nemmeno per il domani e tantomeno cercherete di assicurarvi il futuro, poiché vivete nel presente, in Dio. Chi trascorre la giornata con Dio riceve sempre più forza da Dio, poiché ubbidisce a Dio e camminerà in Lui, il grande Spirito, Dio.
   Chi cammina in Dio adora Dio anche nello Spirito e nella verità, perché sa: Dio è Spirito. La Sua luce è in tutti i luoghi ed in ogni attimo della giornata, quindi anche in ogni situazione, in tutto ciò che gli capita.

    10. Ed ai ricchi disse la seguente parabola: "C'era un uomo ricco, che vestiva di porpora e di bisso e tutti i giorni viveva da signore e nei piaceri.
   11. C'era anche un mendicante, di nome Lazzaro, che giaceva davanti alla sua porta, coperto di piaghe, bramoso di sfamarsi con le briciole che cadevano dalla mensa del ricco. Perfino i cani venivano a leccare le sue piaghe.
   12. Accadde che il mendicante morì e fu portato dagli angeli nel grembo di Abramo. Anche il ricco morì e fu sepolto con grande sfarzo. Stando nell'inferno tra i tormenti, questi levò gli occhi e vide Abramo lontano e Lazzaro nel suo grembo.
   13. Allora gridando disse: padre Abramo, abbi pietà di me e manda Lazzaro ad intingere nell'acqua la punta del dito per bagnarmi la lingua, perché soffro torture in questo luogo.
   14. Ma Abramo disse: figlio, ricordati che hai ricevuto la tua parte di bene durante la tua vita, mentre Lazzaro ha ricevuto il male. Ora invece lui viene consolato e tu sei in mezzo ai tormenti. Questi sono i cambiamenti della vita necessari per purificare l'anima. Per di più, tra noi e voi c'è un grande abisso, sicché coloro che da noi volessero scendere da voi, non possono, e tanto meno è possibile da voi passare a noi, fino a che sarà compiuto il loro tempo.
   15. Ed egli replicò: allora ti prego, padre, di mandarlo alla casa di mio padre, poiché ho ancora cinque fratelli, a dar loro testimonianza, affinché non vengano anch'essi in questo luogo di tormento.
   16. Abramo gli disse: essi hanno Mosè ed i profeti, ascoltino loro. E lui riprese: no, padre Abramo, ma se uno dei morti andasse da loro, allora farebbero penitenza.
   17. Abramo gli disse: se non ascoltano Mosè ed i profeti, non crederanno nemmeno se qualcuno risuscitasse dai morti.” (Cap. 47, 10-17)

Io, il Cristo, chiarisco, rettifico ed approfondisco la parola

    Ogni uomo è un figlio di Dio e non dovrebbe camminare sulla terra in veste di mendicante. Tuttavia l'uomo non dovrebbe nemmeno godere nel lusso e nella ricchezza e far lavorare i propri simili, in modo che solo lui abbia a star bene. Ogni uomo dovrebbe infatti assolvere il comandamento "prega e lavora”.

    Ogni lavoratore merita la propria ricompensa. Chi lavora rettamente è anche retto verso il suo prossimo. Non accumulerà danaro e beni solo per sé e non si accaparrerà ricchezze terrene e grandi beni. Si impegnerà affinché tutti gli uomini possano vivere come figli di Dio, nell'armonia e nell'ordine, sia interiormente che esteriormente.
   Chi pensa solo a sé, chi fa lavorare gli altri solo per sé e non dà la giusta ricompensa a chi lavora rettamente, continuerà a vivere "nei piaceri” fino a che, in questa o in una delle prossime incarnazioni oppure quale anima nelle sfere di purificazione, verrà colpito da ciò che ha provocato. Questo è il significato della parabola dell'uomo ricco e del povero Lazzaro: chi vive nei piacere a spese del suo prossimo in quest'incarnazione si ritroverà un giorno, quale anima nelle sfere di purificazione oppure in una delle successive incarnazioni, come mendicante davanti alla porta di coloro che godono della ricchezza, come lui stesso fece a suo tempo.
   Continueranno ad esserci ricchi e poveri fino a che le anime e gli uomini non si rivolgeranno alla luce di Dio e riceveranno dalla luce della verità, dalla Legge della vita. Allora vivranno tutti insieme nell'unità e possiederanno ciò di cui hanno bisogno ed anche di più.
   Se l'anima è ricca di luce interiore, nemmeno l'uomo sarà povero. Se l'anima è povera di luce e forza di Dio, è possibile che l'uomo sia ricco esteriormente in questa vita, per esempio perché sfrutta gli uomini per arricchirsi, tuttavia nel regno delle anime o in un'altra incarnazione terrena, l'anima o l'uomo riconoscerà la propria povertà interiore e dovrà sopportare le sofferenze e le pene che, da uomo, ha inflitto un tempo al suo prossimo. L'anima in veste terrena vivrà così nella miseria o nella malattia, oppure dovrà sopportare ambedue le cose e alcuni si accontenteranno delle briciole che cadranno dalla mensa dei ricchi, fino a che sederanno alla tavola del Signore, insieme a coloro che si rivolgono verso la luce.
   Le disparità tra i ricchi e i poveri continueranno ad esistere fino a che tutti vivranno in Me, il Cristo, nella Legge dell'amore che unisce tutti nell'eterno Padre.
   L'abisso tra i diversi livelli di coscienza esiste solo per chi si trova nello stato di coscienza più basso, che non può salire nelle sfere di coscienza più elevate.
   Le anime che si trovano nelle sfere di coscienza più elevate possono invece recarsi dalle anime nelle sfere inferiori di coscienza Ciò avviene però solamente se esse riconoscono che possono aiutare il loro prossimo con uno stato di coscienza ancora inferiore, poiché questi si è disposto ad accettare il loro aiuto.


Al capitolo successivo

Prezzo: Lire 25.000-
Questo libro è disponibile in molte altre lingue

©Casa editrice DAS WORT, 97828 Marktheidenfeld/Altfeld, Germany
Tutti i diritti sono riservati.

E' permesso passare ad altri i files originali!

[ Homepage ] [ Questa e la Mia parola - Indice ] [ Ordine ]
Potete raggiungere il sito di Vita Universale all'indirizzo: www.universelles-leben.org


Verlag DAS WORT GmbH , 97828 Marktheidenfeld/Altfeld, Germania
E-Mail: info@das-wort.com Tel: (+49) 9391-504-135 Fax: -133
Vita Universale, Casella Postale 16068 - 20158 Milano
Tel. (+39) 2-70 100 410 Fax. (+39) 2-70 100 339
0 339
[an error occurred while processing this directive]