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DAS WORT, Casa editrice in Vita Universale


dimw1.jpg (3304 Byte)Questa è la Mia parola
Alfa e Omega

Il
vangelo di Gesù, la rivelazione del Cristo,
conosciuta ormai dai veri cristiani in tutto il mondo

Cristo, il Figlio di Dio, il Coregnante dei Cieli,

il Redentore di tutti gli uomini e di tutte le anime,
Artefice e Sovrano del Regno di Dio sulla terra
si rivela in merito alla Sua vita, al Suo pensiero e al Suo
operato nelle vesti di Gesù di Nazaret


45° CAPITOLO

Cercare dei segni - Lo spirito immondo -
I genitori, i fratelli e le sorelle di Gesù -
Ricchezza terrena

Il "cieco ” si aspetta miracoli -
Il pericolo di essere influenzati da forze avverse (1-6). Agire in malafede è un peccato contro lo Spirito Santo (7). Membro della famiglia di Dio oppure individualista e difensore dell'ego umano (8-10). La ricchezza materiale; effetti della
cupidigia (11-16)

     1. E diversi scribi e farisei Gli dissero: "Maestro, vorremmo che Tu ci facessi vedere un segno.” Ma Egli rispose loro dicendo: una generazione malvagia e perversa pretende di avere un segno, ma nessun segno le sarà dato, se non il segno del profeta Giona.
   2. Come infatti Giona rimase tre giorni e tre notti nel ventre della balena, così il Figlio dell'uomo resterà tre giorni e tre notti nel cuore della terra e poi risorgerà.
   3. Gli uomini di Ninive risorgeranno e giudicheranno e condanneranno questa generazione; poiché si pentirono sentendo la predica di Giona, ed ecco, ora qui c'è Uno più grande di Giona.
   4. La regina del Sud risorgerà e giudicherà e condannerà questa generazione, perché essa venne dall'estremità della terra per ascoltare la sapienza di Salomone, ed ecco, ora qui c'è Uno più grande di Salomone.”
   5. E proseguì: "Quando lo spirito immondo esce da un uomo, se ne va per luoghi aridi cercando sollievo, ma non trovandolo dice: 'Ritornerò alla mia abitazione, da cui sono uscito.' E tornato, la trova vuota, spazzata e adornata, perché l'uomo non ha chiesto allo Spirito buono di prendervi dimora e di essere il suo eterno ospite.
   6. Allora va, si prende sette altri spiriti peggiori di lui ed entrano a prendervi dimora, e la nuova condizione di quest'uomo diventa peggiore della prima. Così avverrà a quella generazione malvagia che ha impedito l'accesso allo Spirito di Dio. (Cap. 45, 1-6)

Io, il Cristo, chiarisco, rettifico ed approfondisco la parola

    Chi si aspetta segni e miracoli da Dio non riconosce se stesso quale opera di Dio, che Egli ha creato. Chi desidera vedere segni e miracoli, osservi la propria casa di carne ed ossa e riconosca in essa le innumerevoli funzioni che possono avvenire solo grazie allo Spirito di Dio.
   Chi vive nell'eterno Essere - come Me, il Cristo in Gesù - non ha bisogno di segni e miracoli visibili. Già in veste terrena egli contempla la realtà di Dio che si irradia a lui in innumerevoli eventi e forme. Solo il cieco vuole vedere senza togliersi dai propri occhi la benda del peccato.
   Perciò badate ai vostri pensieri, parole e sensi che vi chiudono gli occhi per la verità e che aprono le porte al peccato! Infatti, l'uomo si lascia sedurre troppo facilmente, spalancando in tal modo tutte le porte al satana dei sensi.
   L'anima e l'uomo sono la casa di Dio. Se essa è contaminata da pensieri d'invidia, di odio e di inimicizia e l'uomo li riconosce, senza però cambiare, e se i buoni princìpi e propositi non sono seguiti da azioni corrispondenti, il malvagio penetra nell'uomo e diviene un giogo e un peso per lui.
   Chi non riconosce per tempo il proprio modo di pensare, parlare ed agire e non cambia, tiene aperta la porta ad altri seguaci delle tenebre che prendono poi dimora nella casa adornata per loro ed impongono all'uomo di fare quello che essi vogliono. L'uomo perde, in tal caso, la padronanza del suo pensiero e della sua parola. Altri pensano, parlano ed agiscono così attraverso di lui. Non è poi più lui stesso, ma sono coloro che ha invitato ad entrare che pensano e parlano attraverso di lui, a seguito del suo comportamento distante da Dio.
   Con il suo modo di pensare, parlare ed agire negativo, l'uomo attira quindi forze corrispondenti che poi lo influenzano: infatti, il simile attira il simile.
   Anche ogni forma di superbia è pericolosa, poiché è l'ornamento delle tenebre.
   Analogamente accadde ed accade agli uomini di molte generazioni ed accadrà ancora a molti che impediscono allo Spirito di Dio di prendere dimora in loro.

    7. Poiché Io vi dico che colui che bestemmia contro il Figlio dell'uomo sarà perdonato. Ma chi bestemmia contro lo Spirito Santo non sarà perdonato, né in questo periodo di vita, né nella prossima vita, poiché si oppone alla luce di Dio a causa di ciò che è stato tramandato in modo errato agli uomini.” (Cap. 45, 7)

Io, il Cristo, chiarisco, rettifico ed approfondisco la parola

    Spiego la seguente frase: "Ma chi bestemmia contro lo Spirito Santo non sarà perdonato, né in questo periodo di vita, né nella prossima vita.”
   Il peccato contro lo Spirito Santo è il peccato più grave. Se all'uomo è manifesta la verità, la Legge di Dio - attraverso i Dieci Comandamenti o il Discorso della Montagna oppure attraverso le Mie rivelazioni nell'epoca attuale [negli anni attorno al 1989] - e continua ugualmente a pensare, parlare ed agire consapevolmente contro la Legge di Dio, pecca contro lo Spirito Santo. Il peccato contro lo Spirito Santo, a seconda della sua intensità, non può essere scontato in una sola vita terrena. A seconda delle circostanze, possono essere necessarie varie incarnazioni per espiare e scontare ciò che l'uomo ha causato.
   Anche un uomo che ha insegnato falsità tramandate è legato a queste falsità e con ciò agli uomini ed alle anime che ha istruito in modo errato. Tuttavia, giorno dopo giorno, gli viene data la possibilità di cambiare il suo modo di pensare e di trovare in se stesso il significato della verità e della vita.

    8. Mentre Egli parlava ancora alla folla, i Suoi genitori, i Suoi fratelli e le Sue sorelle stavano fuori e volevano parlarGli. Qualcuno Gli disse: "Ecco, Tuo padre e Tua madre ed i Tuoi fratelli e sorelle stanno fuori e Ti vogliono parlare.”
   9. Ed Egli rispose e gli disse: "Chi è Mio padre e chi è Mia madre? E chi sono i Miei fratelli e le Mie sorelle?”
   10. Poi, stendendo la Sua mano verso i Suoi discepoli, disse: "Ecco Mio padre e Mia madre, i Miei fratelli e sorelle ed i Miei figli! Chiunque fa la volontà del Padre Mio in cielo è Mio padre e Mia madre, Mio fratello e Mia sorella, Mio figlio e Mia figlia.” (Cap. 45, 8-10)

Io, il Cristo, chiarisco, rettifico ed approfondisco la parola

    Ogni figlio di Dio, sia che viva in cielo che sulla terra, come uomo o come anima nelle sfere di purificazione, è un membro della grande famiglia di Dio. Chi compie la volontà di Dio è attirato interiormente nel luogo in cui vivono uomini in Dio e con Dio, poiché questi appartengono alla famiglia di Dio.
   Chi compie la volontà degli uomini si allontana da coloro che si sforzano di compiere la volontà di Dio. Egli diviene un individualista e un difensore del proprio ego umano.
   Il metro di misura per ogni uomo è costituito dalla sua vita e dal suo pensiero, dai quali riconosce se stesso.
   Chi si sforza seriamente di compiere la volontà di Dio nelle proprie sensazioni, pensieri ed azioni, viene anche attirato nel luogo in cui vivono gli uomini che fanno la volontà di Dio, dove cresce poi anche l'opera di Dio, l'amore.

     11. E c'erano parecchi farisei che erano orgogliosi della loro ricchezza ed Egli disse loro: "Guardatevi e tenetevi lontani dall'avidità, perché la vita dell'uomo non è costituita dall'abbondanza delle cose che possiede.
   12. E disse loro una parabola: "La campagna di un uomo ricco aveva dato un raccolto abbondante ed egli ragionava tra sé: che farò, dato che non ho posto dove riporre il mio raccolto?
   13. E disse: farò così, demolirò i miei granai e ne costruirò di più grandi e vi raccoglierò tutti i miei frutti e beni.
   14. Poi dirò alla mia anima: hai raccolto molti beni per molti anni, goditi ora la vita, mangia, bevi e gioisci.
   15. Ma Dio gli disse: stolto, questa notte stessa ti sarà richiesta la tua vita. A chi apparterranno allora queste cose che hai accumulato?
   16. Così accade a coloro che accumulano tesori per sé, ma non sono ricchi di buone opere verso coloro che soffrono di miseria e indigenza.” (Cap. 45, 11-16)

Io, il Cristo, chiarisco, rettifico ed approfondisco la parola

    Ciò che viene raccontato qui avvenne ed avviene in tutte le generazioni: i ricchi moltiplicano le loro ricchezze. Molti di loro furono colti dalla morte quando erano nel pieno della loro ricchezza materiale, e si ritrovarono come anime povere, davanti al loro involucro materiale che non potevano più utilizzare, costretti a riconoscere la propria povertà di luce e forza. Nel contempo vissero e sperimentarono dentro di sé quante anime e quanti uomini avrebbero potuto aiutare con le loro ricchezze terrene. La miseria di coloro ai quali non prestarono aiuto, a causa della loro avidità, divenne poi la miseria della loro anima povera.

   Io, il Cristo, spiego agli uomini della Nuova Epoca:
    Nell'epoca peccaminosa c'erano molti uomini ricchi esteriormente, ma i loro cuori erano freddi e calcolatori. I ricchi aspiravano a ricchezze sempre più grandi ed i poveri invidiavano i loro beni ed averi. Molti di loro dovevano eseguire pesanti lavori per i ricchi, per poter vivere stentatamente del salario che ricevevano.

   Nei paesi del cosiddetto benessere c'era anche un ceto medio tra i poveri ed i ricchi. Anche molte persone appartenenti a questo ceto medio aspiravano ad ottenere ricchezze e prestigio e lavoravano solo per arricchirsi.
   In questo mondo sorsero molta invidia e sofferenza a causa dei ricchi: perfino le guerre furono scatenate da ricchi assetati di potere che volevano dimostrare il loro potere ed ottenere ancora più prestigio. Interi popoli dovettero spesso soffrire a causa di questa sete di potere e di dominio. Infatti, le guerre provocarono carestie, sofferenze, malattie ed epidemie tra i popoli che soffrivano sotto i loro potenti e le loro guide. Alcuni ricchi si arricchirono anche nei periodi di carestia, mentre i poveri divennero ancora più poveri. Alcuni di essi si arricchirono ancor più persino con gli armamenti e con la guerra, mentre gran parte dei popoli continuò a vivere sotto il giogo e la repressione. Nonostante la battaglia esteriore, il ceto medio rimase.
   In relazione al numero di uomini su questa terra, solo pochi si sforzarono di compiere la volontà di Dio. Molti parlavano delle Leggi di Dio e di Me, il Cristo-Dio, ma i loro discorsi erano vuoti. L'umanità non era colma dello Spirito dell'amore che penetra nelle parole e nelle azioni degli uomini, solo con la realizzazione delle Leggi.
   Nel corso delle generazioni furono sempre più numerosi gli uomini e le anime che cercarono la luce della verità e che la vissero. In tal modo avvenne, poco alla volta, il passaggio dal mondo peccaminoso all'epoca di luce. Fu un lungo processo di fermento delle tenebre che si protrasse per molti secoli.


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