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DAS WORT, Casa editrice in Vita Universale


dimw1.jpg (3304 Byte)Questa è la Mia parola
Alfa e Omega

Il
vangelo di Gesù, la rivelazione del Cristo,
conosciuta ormai dai veri cristiani in tutto il mondo

Cristo, il Figlio di Dio, il Coregnante dei Cieli,

il Redentore di tutti gli uomini e di tutte le anime,
Artefice e Sovrano del Regno di Dio sulla terra
si rivela in merito alla Sua vita, al Suo pensiero e al Suo
operato nelle vesti di Gesù di Nazaret


43° CAPITOLO

I ricchi e il Regno dei cieli -
I comandamenti della purificazione

Beni materiali e seguire il Cristo (1-4).
Tutto è possibile a colui che aspira agli aspetti spirituali-divini che sono il suo vero essere (6). Dio o mammona - Aspirare alle cose materiali e relative conseguenze (7). Chi rinuncia al materialismo riceverà copiosamente nell'eterno Essere (8-9). Pulizia esteriore e purezza interiore - Essere fedeli alla lettera è indice di infedeltà a Dio (10-16)

    1. Ed ecco che un tale si avvicinò a Lui e disse: "Buon Maestro, che cosa devo fare di buono per ottenere la vita eterna?” Egli rispose: "Perché Mi chiami buono? Nessuno è buono all'infuori di Dio. Se vuoi entrare nella vita, osserva i comandamenti.” E Gli chiese: "Quali?”
   2. Gesù rispose: "Che cosa insegna Mosè? Non uccidere; non commettere adulterio; non rubare; non testimoniare il falso; onora il padre e la madre; ama il prossimo tuo come te stesso.” Il giovane Gli disse: "Ho sempre osservato tutte queste cose fin da ragazzo. Che cosa mi manca ancora?”
   3. Gesù gli disse: "Se vuoi essere perfetto va', vendi quello che hai di superfluo e dallo a coloro che non hanno nulla e avrai un tesoro in cielo. Poi vieni e seguiMi.”
   4. Udite queste parole, il giovane se ne andò rattristato; infatti aveva molti beni, molto più di quello che gli occorresse. (Cap. 43, 1-4)

Io, il Cristo, chiarisco, rettifico ed approfondisco la parola

    Chi aspira ai beni terreni e considera il denaro che possiede come sua proprietà e li moltiplica unicamente per il proprio bene materiale, ha già ricevuto la sua ricompensa dal mondo e non può quindi ricevere più alcuna ricompensa in cielo. Non può nemmeno seguire Me, il Cristo.

   Gli uomini che vivono divisi tra il pro e il contro, trattenendo da un lato i loro beni ed il loro denaro quale loro proprietà, ed aspirando d'altro lato a seguire Me, il Cristo, sono lacerati in due. Da un lato i loro cuori sono presso i loro beni materiali, dall'altro i loro sensi sono presso il Vangelo dell'amore. Le due cose sono incompatibili. Questo modo di comportarsi causa solo difficoltà all'uomo e colpe all'anima. Infatti nessuno può servire due padroni, lo Spirito di Dio e mammona. Ogni uomo ed ogni anima dovrà prima o poi decidersi: o servire Dio o mammona.

    5. Gesù allora disse ai Suoi discepoli: "In verità, vi dico, difficilmente un ricco entrerà nel Regno dei cieli. E inoltre vi dico: è più facile che un cammello passi per la cruna di un ago, che un ricco entri nel Regno dei cieli.” (Cap. 43, 5)

Io, il Cristo, chiarisco, rettifico ed approfondisco la parola

    Questo paragone con la cruna di un ago ha assunto, nel frattempo, un significato simbolico. Si riferisce ad una particolarità che esisteva in Israele quando Io, il Cristo, ero incarnato in Gesù: a quel tempo a Gerusalemme esisteva una porta stretta, simile alla cruna di un ago, attraverso la quale riusciva a malapena a passare un uomo.

    6. A queste parole, i Suoi discepoli si meravigliarono molto e chiesero: "Chi potrà dunque divenire beato?” Gesù li guardò e disse loro: "Ai sensi fisici è impossibile, ma a quelli spirituali tutto è possibile. (Cap. 43, 6)

Io, il Cristo, chiarisco, rettifico ed approfondisco la parola

    Nella frase: "Ai sensi fisici è impossibile, ma a quelli spirituali tutto è possibile” sono intesi i sensi umani e quelli spirituali. I sensi umani aspirano al benessere terreno, mentre quelli spirituali sono le sottili forze dell'anima che sono in collegamento con l'Eterno.
   Chi affina i propri sensi umani e si rivolge a Dio nel proprio interiore raggiunge il retto senso per la vera vita, dato che aspira agli aspetti spirituali-divini che sono il suo vero essere. Tutto è possibile all'uomo spirituale che compie unicamente la volontà di Dio, dato che riceve dal Regno interiore. Chi vive nel Regno interiore avrà anche tutto ciò di cui ha bisogno esteriormente ed anche di più.
   L'uomo è un figlio di Dio e, grazie al suo vero essere, possiede in sé la ricchezza di Dio. Se un uomo la dischiude, pentendosi dei peccati che ha riconosciuto, perdonando e chiedendo perdono, sistemando le cose ed opponendosi sempre più al peccato, la pienezza proveniente da Dio si irradierà e si esternerà attraverso di lui ed apporterà ciò che è bene per l'anima e per l'uomo.

    7. Ed Io vi dico, non divenite amici della mammona dell'ingiustizia, affinché non si impossessi di voi nelle sue dimore terrene quando morirete. Meglio è che diveniate amici della vera ricchezza, che è la sapienza di Dio, per essere accolti nelle dimore che durano in eterno. (Cap. 43, 7)

Io, il Cristo, chiarisco, rettifico ed approfondisco la parola

    La frase: "Ed Io vi dico, non divenite amici della mammona dell'ingiustizia, affinché non si impossessi di voi nelle sue dimore terrene quando morirete” significa: chi diviene amico della mammona si lega allo stesso tempo alla mammona e quindi a questo mondo. La mammona è, infatti, questo mondo terreno con le sue ricchezze.
   Chi aspira alla mammona diverrà poco alla volta ingiusto nei confronti dei propri simili e di ciò che lo circonda, ossia delle forze e delle forme di vita della terra. Egli non apprezza più la vita del suo prossimo e della terra; pensa unicamente al proprio ego che cerca di affermarsi sempre più con ricchezza e prestigio.
   Là dove vanno i sensi dell'uomo, lì si trova anche il suo cuore, lì è il suo tesoro: quando l'anima di un uomo egocentrico abbandona la propria dimora, il corpo umano - ossia quando l'involucro, l'uomo, muore - essa verrà accolta da coloro che hanno servito l'uomo nella sua esistenza terrena, che possono essere stati uomini o anime. Nel regno delle anime, l'anima di quest'uomo si incontrerà con quelle anime che le hanno preparato la via del successo nella sua esistenza terrena, oppure si incarnerà di nuovo insieme alle anime di queste persone; in questo modo essi si ritroveranno in nuovi corpi umani ed abiteranno insieme in dimore terrene.
   "Meglio è che diveniate amici della vera ricchezza, che è la sapienza di Dio, affinché possiate essere accolti nelle dimore che durano in eterno” significa: consacrate la vostra vita ed il vostro pensiero all'Eterno ed esercitatevi soprattutto nel raggiungere il Regno di Dio. Diverrete così saggi e vivrete consapevolmente nel Regno interiore già in veste terrena. Dopo la morte fisica andrete nelle dimore eterne che sono la vostra vera patria. Il cammino sulla terra, che si ripete continuamente in nuove vesti, in nuovi corpi terreni, e il cammino attraverso i regni delle anime, avranno termine quando l'anima avrà trovato la propria patria interiore.

    8. Allora Pietro Gli disse: "Ecco, abbiamo lasciato tutto e Ti abbiamo seguito.” E Gesù disse loro: "In verità, vi dico, che nella rinascita, quando il Figlio dell'uomo siederà sul trono della Sua gloria, anche voi che Mi avete seguito siederete su dodici troni per giudicare le dodici stirpi di Israele. Ma non è Mio compito dare le cose di questo mondo.
   9. Chiunque lascia beni, case o amici per il Regno dei cieli e la Sua giustizia, riceverà cento volte tanto nella prossima vita ed avrà in eredità la vita eterna. Ma molti dei primi saranno gli ultimi e gli ultimi saranno i primi.” (Cap. 43, 8-9)

Io, il Cristo, chiarisco, rettifico ed approfondisco la parola

    Io, il Cristo, vi dico: chi abbandona tutto e conduce una vita retta, rendendo divine le proprie sensazioni, pensieri, parole ed azioni, è rinato interiormente, poiché ha raggiunto la rinascita nello Spirito. Dopo la morte terrena, la sua anima non andrà più ad incarnarsi.
   Quando Io ritornerò nello Spirito, i giusti Mi vedranno sul trono dell'eterna gloria, poiché Io vengo con potenza e gloria e tutti coloro che vivono nel Regno interiore saranno con Me.
   I dodici troni sono, tra l'altro, simboli per le dodici tribù d'Israele che hanno disdegnato l'alto compito di essere il popolo di Dio. Dio non giudica. E allo stesso modo, è comandato a tutti gli uomini ed a tutti gli esseri di non giudicare. Chi crea cause è il giudice di se stesso; è il proprio tribunale.
   "Non è Mio compito dare le cose di questo mondo.” Io Sono la luce del mondo e porto la luce in questo mondo e non ciò che rende povero il mondo: la mammona.
   Chi rinuncia al materialismo, alla mammona, quindi chi abbandona beni, case o amici per il Regno dei cieli e per la Sua giustizia, riceverà in modo molteplice nella prossima vita, nell'eterno Essere, dove sarà anche consapevolmente a casa. Perciò aspirate prima al Regno di Dio che è la Vita Interiore.

     10. E vennero a Lui gli scribi e i farisei che avevano visto uno dei Suoi discepoli mangiare senza essersi lavato le mani.
   11. E si scandalizzarono per questo; infatti, i Giudei non mangiano senza essersi prima lavati le mani ed osservano una quantità di altri usi nel lavare calici, recipienti e tavoli.
   12. E dissero: "Perché non tutti i Tuoi discepoli osservano le tradizioni degli antichi? Li abbiamo visti mangiare senza essersi lavati le mani.”
   13. E Gesù disse: "Certo, Mosè vi ha comandato di lavarvi e di mantenere puri il vostro corpo ed i vostri recipienti, ma voi avete aggiunto cose che spesso non possono essere osservate sempre e ovunque da tutti.
   14. AscoltateMi quindi: non solo le cose impure che entrano nel corpo contaminano gli uomini, ma molto di più i pensieri cattivi ed impuri che scaturiscono dai loro cuori e che inquinano l'uomo interiore ed anche gli altri. Perciò badate ai vostri pensieri e purificate i vostri cuori e che il vostro cibo sia puro.
   15. Dovreste fare questo senza trascurare le altre Leggi. Non si può fare alcun rimprovero a chi infrange le Leggi della purezza perché non può fare altrimenti, dato che non lo fa per caparbietà, né per disprezzo della Legge che è buona e giusta. Infatti, la pulizia in tutte le cose è un grande merito.
   16. Perciò non assumete i cattivi usi del mondo, neanche per mettervi in mostra, poiché molti vengono condotti al male dall'apparenza esteriore e dal travestimento del cattivo.” (Cap. 43, 10-16)

Io, il Cristo, chiarisco, rettifico ed approfondisco la parola

    In questo mondo è necessario lavare le mani e pulire i calici, i recipienti ed i tavoli, dato che la terra è materia fatta di pietre, terriccio e polvere. Queste ed altre sostanze vitali sono necessarie, affinché il corpo umano sia in grado di vivere.
   Come il vento e la pioggia purificano continuamente l'atmosfera e la terra, anche il corpo terreno ha bisogno di pulizia; ed anche i calici, i recipienti, i tavoli e tutti gli altri oggetti. Tutte queste cose esteriori debbono essere curate, dato che la pulizia esteriore è anche una espressione dell'interiore.
   Tuttavia, la sola pulizia esteriore non purifica l'anima. Se l'uomo è contaminato dal peccato nel suo interiore, dà spesso grande importanza alle leggi della pulizia esteriore per nascondere l'impurità dei suoi pensieri, delle sue parole ed azioni. Chi, invece, è puro nell'interiore, curerà la purezza e la pulizia anche nell'esteriore.
   Le circostanze esteriori non permettono sempre di lavarsi le mani prima di mangiare, ma questo non ha nulla a che vedere con l'impurità dell'anima. Chi critica continuamente queste cose esteriori, in particolare quando non c'è la possibilità di lavarsi, guarda solo l'esteriore, perché in lui i valori interiori sono ancora sepolti sotto il peccato.
   Mosè ha comandato agli uomini di mantenere puro sia l'interiore che l'esteriore. Ma chi si fissa solo sull'esteriore, sul mondo con i suoi usi, crea solo leggi esteriori, dimenticando ciò che è inteso in realtà. Chi non è in grado di afferrare quanto detto da uomini e donne retti, non lo sa nemmeno interpretare e rapporta tutto a questo mondo e alle sue strutture, ai suoi usi e costumi.
   Guardatevi dal considerare come verità la sola parola e la sua espressione letterale! Riconoscete: nella parola si trova infatti la verità, tuttavia essa è solo un simbolo e non è la verità stessa.
   Chi guarda solo alla parola ed alla lettera, ritenendola verità e trasmettendola come tale, interpreterà la parola di Dio a proprio giudizio, aggiungendovi così anche quello che crede essere verità secondo il suo stato di coscienza.
   Ripeto: chi guarda solo alla parola non vi troverà la verità.
   La fedeltà alla lettera è indice di infedeltà verso Dio. L'uomo che non realizza le Leggi di Dio si aggrappa per tale motivo alla lettera. Questo modo di pensare, fedele alla lettera, ha condotto il mondo nel caos. Ciò avvenne in tutti i tempi e in tutti i luoghi ed accade anche nell'epoca attuale [1989].

    Badate: non è ciò che è impuro, per esempio ciò che ancora si trova sulle mani, sui recipienti o nel cibo ed entra nella bocca che contamina l'uomo e l'anima, ma sono le sensazioni, i pensieri, le parole e le azioni cattive, negative e contrarie alla Legge che contaminano l'anima e l'uomo. Essi penetrano infatti nell'anima dell'uomo, da cui poi fuoriescono. Colpiscono il corpo e l'uomo deve poi scontare ciò che ha seminato. Perciò fate attenzione alle vostre sensazioni, pensieri, parole ed azioni ed assumete solo il cibo che Dio vi ha donato. L'Eterno ve lo porge dalla natura. A questo dovreste attenervi.
   Riconoscete: la purezza interiore è determinante, ma non tralasciate neanche le altre Leggi: l'amore altruistico, la misericordia e la bontà, il libero arbitrio e l'unità con la vita.
   Chi non osserva le leggi della pulizia esteriore quando non gli è possibile, non incolpa la sua anima, perché non lo fa per sua volontà. La volontà propria disprezza le eterne Leggi.
   La Legge di Dio comanda di aspirare alla purezza in ogni cosa: l'uomo non dovrebbe trascurare né il proprio corpo, né la propria anima e tanto meno il proprio ambiente; infatti in tutto è insita la vita proveniente da Dio che dovrà essere rispettata in ogni cosa.
   Non fissatevi sugli usi del mondo, neanche per mettervi in mostra. Mantenete in ogni cosa la giustizia di Dio e sarete aperti e sinceri e retti nel vostro operato esteriore.
   Le tenebre indossano molte vesti per "apparire”. Solo chi aspira all'Essere, alla sapienza e alla giustizia di Dio, riconosce con certezza l'apparenza e non cade vittima dell'inganno, dell'apparenza.


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