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dimw1.jpg (3304 Byte)Questa è la Mia parola
Alfa e Omega

Il
vangelo di Gesù, la rivelazione del Cristo,
conosciuta ormai dai veri cristiani in tutto il mondo

Cristo, il Figlio di Dio, il Coregnante dei Cieli,

il Redentore di tutti gli uomini e di tutte le anime,
Artefice e Sovrano del Regno di Dio sulla terra
si rivela in merito alla Sua vita, al Suo pensiero e al Suo
operato nelle vesti di Gesù di Nazaret


36° CAPITOLO

L'adultera - Il fariseo e il pubblicano

La legge della rispondenza -
Chi conosce se stesso riconosce anche l'avversario - Seduzione da parte del satana dei sensi, prima ed
anche dopo i grandi sconvolgimenti (4-6) - Dall'umiltà nasce la grandezza spirituale (7-10)

    1. Un giorno, di mattino presto, Gesù si recò di nuovo nel tempio e tutto il popolo andò da Lui ed Egli, sedutosi, li istruiva.
   2. Allora gli scribi ed i farisei Gli condussero una donna sorpresa in adulterio e, postala nel mezzo, Gli dissero: "Maestro, questa donna è stata sorpresa in flagrante adulterio. Ora, Mosè, nella Legge, ci ha comandato di lapidare donne come questa. Tu che ne dici?”
   3. Ma lo dicevano per metterLo alla prova e per trovare un'accusa contro di Lui. Ma Gesù, chinatosi, cominciò a scrivere col dito per terra, come se non li sentisse.
   4. Siccome insistevano nell'interrogarLo, si alzò e disse loro: "Chi di voi è senza peccato, scagli la prima pietra contro di lei.”
   5. E chinatosi di nuovo, scriveva per terra. E quelli che avevano udito furono toccati dalla propria coscienza e se ne andarono uno dopo l'altro, dagli anziani fino agli ultimi; e Gesù rimase solo; solamente la donna era rimasta lì.
   6. Dopo essersi alzato e non vedendo che la donna, Gesù le disse: "Donna, dove sono coloro che ti accusano? Nessuno ti ha condannata?” Ed essa Gli rispose: "Nessuno, Signore.” E Gesù le disse: "Neanche Io ti condanno; d'ora in poi non peccare più e va' in pace.”  (Cap. 36, 1-6)

Io, il Cristo, chiarisco, rettifico ed approfondisco la parola

    Il vecchio mondo peccaminoso, con le sue espressioni ed i suoi usi e costumi, sussiste ancor oggi [1989]. Molti ne sono ancora prigionieri. Il satana dei sensi continua a mietere la sua messe tra loro, a indurre gli uomini a trasgredire la Legge di Dio. Le tenebre cercano in continuazione di sedurli e tengono ben stretti con le loro grinfie di ferro tutti coloro che si lasciano sedurre.
   Ciò che avvenne ai Miei tempi, quand'ero Gesù di Nazaret, accade anche nella svolta dei tempi [1989].
   Malgrado il cambiamento dalla vecchia epoca peccaminosa a quella nuova, all'Epoca dello Spirito, regna sempre lo stesso peccato: le tenebre si mascherano accusando e calunniando il loro prossimo. Tuttavia, sono anche sempre più numerosi gli uomini che riconoscono la legge della rispondenza: chi rinfaccia al suo prossimo un peccato accusandolo e condannandolo per questo, vive nello stesso o in un peccato simile. Chi accusa il prossimo accusa se stesso.
   Chi non ha pietà e comprensione per il prossimo vive nel peccato. Il peccatore ha pietà e comprensione solo per se stesso e trova molte scuse per difendere il proprio ego umano.
   Riconoscete: con i suoi gesti, con la sua mimica, il suo modo di parlare e il suo comportamento, ogni uomo dà testimonianza di quello che è. Da ciò riconoscevo e vedevo nel profondo gli ipocriti.
   Quando i farisei portarono a Me, Gesù, una donna che, come dicevano, avevano sorpreso in flagrante adulterio, lessi dall'irradiazione delle loro anime, delle loro auree e dalle loro parole, che anch'essi avevano commesso tali o simili peccati.
   Perciò dissi loro: "Chi di voi è senza peccato, scagli la prima pietra contro di lei.”
   Riconoscete: nessun uomo veramente spirituale, vale a dire saggio, accuserà e rifiuterà mai il suo prossimo. E tanto meno vorrà indurre in tentazione i suoi simili. Chi ha superato l'avversario, lo conosce e sa anche di quali arti e tranelli si serve per sedurre l'uomo. Chi nutre, invece, il proprio peccato, non conosce né se stesso, né l'avversario che lo seduce ed è allo stesso tempo il suo guanto.
   Perciò, quale Cristo-Dio, insegno nuovamente con la Sapienza divina: riconosci te stesso! E saprai anche attraverso quali porte e canali del tuo ego umano l'avversario si insinua per sedurti e per avvincerti.

   Riconoscete, voi che vivete in Me nel Regno della Pace di Gesù Cristo e che leggete la verità e i molteplici avvenimenti che rivelai nella svolta dei tempi [1989], tramite il principio femminile incarnato della Sapienza divina: ciò che leggete nel libro "Questa è la Mia parola”, oltre a molte altre cose, continuò a verificarsi fino all'inizio delle grandi catastrofi terrestri e degli sconvolgimenti mondiali ed anche in seguito. In alcune parti della terra, il satana dei sensi si rialzò in continuazione e sedusse gli uomini che si lasciavano trarre in inganno e che continuavano a peccare in vario modo. Si possedevano reciprocamente e si facevano possedere, commettevano adulterio e continuavano a peccare, fino a che ulteriori epidemie e catastrofi sconvolsero la terra e il mondo, spazzando via sempre più ciò che era peccaminoso.
   Rimasero così le fondamenta e gli inizi del Regno della Pace di Gesù Cristo che i pionieri della Nuova Epoca avevano creato nel vecchio mondo, sacrificandosi e lottando contro le tenebre. Si incarnarono in continuazione pionieri per l'epoca di luce. Nel corso di molte generazioni, essi edificarono il Regno della Pace di Gesù Cristo e, in tal modo, la Mia luce si intensificò sulla terra.

   7. Egli raccontò la seguente parabola ad alcuni che si reputavano giusti e disprezzavano gli altri: "Due uomini salirono al tempio a pregare, uno era un ricco fariseo, edotto nella legge, l'altro era un pubblicano ed era un peccatore.
   8. Il fariseo stando in piedi, pregava così tra sé: "Dio, Ti ringrazio perché non sono come gli altri uomini, usurai, ingiusti, adulteri e neppure come questo pubblicano. Digiuno due volte alla settimana e pago le decime di tutto ciò che possiedo.
   9. Il pubblicano, invece, fermatosi a distanza, non osava nemmeno alzare gli occhi al cielo, ma si batteva il petto dicendo: "Dio, abbi pietà di Me, peccatore.”
   10. Io vi dico: questi tornò a casa sua giustificato, a differenza dell'altro. Infatti, chi si esalta sarà umiliato, e chi si umilia sarà esaltato.” (Cap. 36, 7-10)

Io, il Cristo, chiarisco, rettifico ed approfondisco la parola

    L'uomo che è soddisfatto di se stesso non si conosce, perché bada solo a fare bella figura davanti agli altri, senza chiedersi perché vuole apparire così. Chi riconosce, invece, i propri peccati e chiede aiuto all'eterno Padre per ottenere la forza di lasciarli, ha già ottenuto grazia ed aiuto dall'Eterno.
   E' solo dall'umiltà che cresce la grandezza spirituale. La presunzione è il peccato stesso, dato che il piccolo ego si pone al di sopra di Dio. Perciò, la presunzione è la base per altre tentazioni. Chi ha grandezza interiore continuerà a lottare contro il proprio ego fino a che la sua vita sarà divenuta la Mia vita, la Coscienza cosmica.
   Chi ha raggiunto grandezza interiore non si accontenta di immergersi di tanto in tanto nella fonte della conoscenza. Continuerà a lavorare su se stesso, fino a che sarà giunto all'origine della fonte e dimorerà eternamente in Dio.

 


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