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DAS WORT, Casa editrice in Vita Universale


dimw1.jpg (3304 Byte)Questa è la Mia parola
Alfa e Omega

Il
vangelo di Gesù, la rivelazione del Cristo,
conosciuta ormai dai veri cristiani in tutto il mondo

Cristo, il Figlio di Dio, il Coregnante dei Cieli,

il Redentore di tutti gli uomini e di tutte le anime,
Artefice e Sovrano del Regno di Dio sulla terra
si rivela in merito alla Sua vita, al Suo pensiero e al Suo
operato nelle vesti di Gesù di Nazaret


35° CAPITOLO

La parabola del samaritano misericordioso -
Maria e Marta

Ciò che arrechi al tuo prossimo, lo arrechi al Cristo e a te stesso -
In merito al comportamento nei confronti del prossimo (1-8). Prega e lavora; la giusta misura (9-11). Immagine per la costruzione della casa di Dio, la Nuova Gerusalemme sulla terra - La Sapienza divina chiama i figli e le figlie di Dio, prepara la Via Interiore e porta le Leggi divine universali - Coloro che vivono
in Me divengono la fonte vivente (12-15)

    1. Si fece avanti uno scriba che voleva coglierLo in fallo: "Maestro, cosa debbo fare per guadagnare l'eterna vita?” Gesù gli disse: "Che cosa sta scritto nella Legge? Cosa leggi?”
   2. E Gli rispose: "Non fare ad altri ciò che non vuoi venga fatto a te. Ama Dio, il tuo Signore, con tutto il cuore, con tutta l'anima e con tutta la tua mente. Fai ad altri ciò che vuoi venga fatto a te.”
   3. E Gesù gli disse: "Hai risposto bene. Fa' questo e vivrai. A questi tre comandamenti si rifanno tutte le Leggi ed i profeti, infatti, chi ama Dio, ama anche il suo prossimo.”
   4. Ma voleva giustificarsi e disse a Gesù: "E chi è il mio prossimo?” Gesù riprese: "C'era un uomo che scendeva da Gerusalemme a Gerico e incappò nei briganti che gli strapparono il suo abito, lo percossero e se ne andarono, lasciandolo mezzo morto.
   5. Ed ecco che un sacerdote scendeva per quella medesima strada e, vedendolo, passò oltre. Anche un Levita, scendendo per la strada, lo vide e passò dall'altra parte della strada.
   6. Invece un Samaritano che era in viaggio, passandogli accanto, lo vide e ne ebbe compassione. Gli si avvicinò, versò olio e vino sulle sue ferite e gliele fasciò. Poi, caricatolo sopra il suo giumento, lo portò in una locanda dove si prese cura di lui.
   7. Il mattino dopo, dovendo proseguire il viaggio, estrasse due denari, li diede all'albergatore e gli disse: "Abbi cura di lui e ciò che ti occorrerà in più te lo renderò al mio ritorno.
   8. Chi di questi tre ti sembra sia stato il prossimo di colui che era incappato nei briganti?” Quegli rispose: "Chi ha avuto compassione di lui.” Gesù gli disse: "Va' e fa' anche tu lo stesso.” (Cap. 35, 1-8)

Io, il Cristo, chiarisco, rettifico ed approfondisco la parola

    Anche questa frase, come tante altre, dovrebbe accompagnarti lungo il tuo cammino terreno: "Si fece avanti uno scriba che voleva coglierLo in fallo.”
   Riconosci: non tendere tranelli al tuo prossimo poiché, così facendo, dai la possibilità al tentatore di farti cadere.
   Se non sei desto, cioè se non controlli le tue sensazioni e i tuoi pensieri, il tentatore si insinuerà attraverso le tue stesse sensazioni ed i tuoi pensieri, i tuoi lati umani ed il tuo ego umano, e ti sedurrà per farti fare ciò che corrisponde alle tue tendenze umane di quel momento.
   Riconosci la Legge: ciò che arrechi al tuo prossimo lo arrechi a te stesso. L'effetto può arrivare attraverso una seconda o terza persona oppure attraverso l'invisibile forza oscura, il tentatore.
   E "Non fare ad altri ciò che non vuoi che venga fatto a te” significa: fai attenzione ad ogni attimo della tua vita terrena e potrai così vedere nel profondo del mondo delle tue sensazioni e dei tuoi pensieri e potrai rimettere in tempo a Me, il Cristo, i tuoi aspetti umani prima di fare al tuo prossimo quello che ricadrebbe su di te. Ciò che tu arrechi al tuo prossimo, lo arrechi anche a Me, il Cristo, e a te stesso, poiché il tuo prossimo è una parte di Me ed anche di te.
   Chi ama Dio con tutto il cuore e con tutta l'anima, ama anche il suo prossimo altruisticamente, dal profondo della sua anima e del suo cuore. Questo significa: fai al tuo prossimo ciò che tu vuoi che egli faccia a te. Rispetta quindi il prossimo e fagli ciò che corrisponde all'eterna Legge, ma non quello che lui esige da te e che non è nella Legge.

   Riconoscete anche: non dovreste amare e fare del bene solo a coloro che vi amano e che vi ripagano con le stesse o simili cose. Amate tutti i vostri simili e fate del bene a tutti, secondo la Legge dell'amore altruistico e del retto dare e ricevere. Amate, quindi, anche coloro che non vi amano e fate del bene anche a coloro che vi disprezzano e che vi ricusano.
   Nel comandamento del dare, rispettate tuttavia il libero arbitrio dei vostri simili: se non vogliono il vostro aiuto altruistico, astenetevi dal prestarlo. Se invece lo vogliono per arricchirsi a vostre spese - per esempio se non vogliono lavorare per guadagnarsi il loro pane - offrite loro il vostro aiuto per trovare un lavoro, affinché possano guadagnarsi ciò che si aspettavano da voi.
   Quando si tratta dei vostri simili, pensate in ogni situazione al comandamento dell'unità con tutti gli uomini. Praticate forse l'altruismo, amando solo coloro che vi amano ed aiutando solo coloro che vi hanno aiutati o che vi aiutano? Anche i farisei fanno così.
   Se osservate sempre più i comandamenti dell'altruismo, cominciate a vivere veramente.
   I comandamenti del dare, del libero arbitrio, dell'unità e dell'altruismo sono elementi fondamentali dell'eterna Legge di Dio. Valgono per tutti gli esseri e per tutti gli uomini. Anche i retti profeti li osservarono e li osservano.
   Riconoscete: ogni uomo è il vostro prossimo, senza alcuna eccezione.
   Ho già rivelato che, di generazione in generazione, l'umanità attribuì un senso diverso, quindi tutt'altro significato, a parecchie parole.
   Pertanto, nella Legge della vita la parola "compassione” ha un significato diverso da quello che l'uomo le attribuisce oggi.
   Nella Legge della vita compassione significa "soffrire con l'altro”, immedesimarsi nel sofferente, per sentire di che cosa ha bisogno.
   La parola "compassione” significa anche esercitare misericordia, ma non compiangere il prossimo commiserandolo come un "poveraccio”. Chi agisce in questo modo può risvegliare l'autocommiserazione nel sofferente e, in tal modo, rafforzare questo suo atteggiamento che lo porta a soffrire sempre più.
   Chi ha veramente "compassione” in modo altruistico percepisce nel proprio cuore la situazione del prossimo. Presterà aiuto altruisticamente e farà il meglio per il suo prossimo, secondo la Legge della vita.

    9. Ed avvenne che, mentre erano in cammino, entrarono in un villaggio. Una donna di nome Marta Lo accolse nella sua casa. Essa aveva una sorella di nome Maria, la quale, sedutasi ai piedi di Gesù, ascoltava la Sua parola.
   10. Marta invece era affaccendata per servirLo. Ella Gli si avvicinò e disse: "Signore, non Ti preoccupi che mia sorella mi abbia lasciata sola a servire? Dille che venga ad aiutarmi.”
  11. Ma Gesù le rispose: "Marta, Marta, tu ti dai pena e ti agiti per molte cose, ma una sola è la cosa che conta. Maria si è scelta questa parte migliore e non dovrà esserle tolta.” (Cap. 35, 9-11)

Io, il Cristo, chiarisco, rettifico ed approfondisco la parola

    "Maria si è scelta questa parte migliore e non dovrà esserle tolta” significa: non è affaccendandosi e servendo solo esteriormente che l'uomo ottiene beneficio spirituale, bensì mantenendo la giusta misura in tutte le cose. Ciò che conta è che l'uomo compia tutto di cuore e con la forza di Dio.
   Dio opera attraverso colui che riposa in Lui e il suo operato altruistico è una benedizione per molti.

    12. Mentre sedeva a cena con i Suoi discepoli in una città, Gesù parlò loro nuovamente dicendo: "Io Sono in mezzo a voi come un tavolo su dodici colonne.
   13. In verità, vi dico, la Sapienza costruisce la propria casa e forma le sue dodici colonne. Prepara il loro pane ed il loro olio e mesce il loro vino. Apparecchia la loro tavola.
   14. E si trova sui punti principali della città e chiama i figli e le figlie degli uomini. Guida chi lo vuole, gli dà da mangiare il Mio pane, gli offre il Mio olio e gli fa bere il Mio vino.
   15. Allontanati dagli stolti, vivi e percorri la via del ravvedimento. L'onore reso a Dio è l'inizio della sapienza e la conoscenza del Santo è la comprensione. Attraverso di Me si moltiplicheranno le vostre giornate ed aumenteranno gli anni della vostra vita.” (Cap. 35, 12-15)

Io, il Cristo, chiarisco, rettifico ed approfondisco la parola

    "Io Sono in mezzo a voi come un tavolo su dodici colonne” significa: il tavolo su dodici colonne è il simbolo del santuario di Dio, sorretto dai dodici anziani, al cui centro Sono Io, il Cristo-Dio. Anche in veste di Gesù di Nazaret ero in mezzo ai dodici apostoli che erano il simbolo dei dodici anziani del santuario.
   Io Sono la Via, la Verità e la Vita, il pane, l'olio ed il vino.
   "In verità, vi dico, la Sapienza costruisce la propria casa e forma le sue dodici colonne” significa: la Sapienza proveniente da Dio - la Sua essenza nel principe angelico della Sapienza divina ed il suo duale spirituale in veste terrena - edifica la casa spirituale, la tenda di Dio tra gli uomini: la Nuova Gerusalemme.
   La Sapienza divina prepara agli uomini di buona volontà la Via verso la Vita Interiore, verso di Me, il Cristo-Dio, il Redentore di tutte le anime e di tutti gli uomini. E' la Via Interiore.
   Con Me, il Cristo, essa chiama i figli e le figlie di Dio della stirpe di Davide e di altre stirpi, per fondare ed edificare il Regno della Pace di Gesù Cristo. La stirpe di Davide è pari alla discendenza di Davide per il Mio Regno della Pace su questa terra.
   La Sapienza divina, insieme agli uomini ed alle donne della stirpe di Davide e di altre stirpi, danno forma alle dodici colonne. Questo significa che creano il fondamento per il Regno della Pace di Gesù Cristo, la cui casa, la tenda di Dio, la Nuova Gerusalemme, è il centro, la colonna portante del Regno della Pace di Gesù Cristo. Le dodici colonne sono anche il simbolo delle dodici porte dell'eterna città di Dio e della Nuova Gerusalemme sulla terra luminosa nel Regno della Pace di Gesù Cristo.
   "Prepara il loro pane ed il loro olio e mesce il loro vino” significa: la Sapienza divina porta agli uomini le Leggi universali di Dio. Chi vive secondo le Leggi di Dio, sta alla Mia destra e siede al tavolo del Cristo-Dio e della Sapienza divina, con tutti gli uomini retti e le donne rette.
   Chi siede al tavolo della vita riceve anche dal tavolo di Dio. Il pane, l'olio e il vino sono simboli dei doni della vita, offerti a tutti coloro che vivono in Me, nel Cristo-Dio.
   Le parole "apparecchia la loro tavola” significano che la Sapienza divina invita alla cena del Signore nella casa di Dio, nella Nuova Gerusalemme sulla terra. E coloro che hanno il cuore sincero, partecipano alla cena con Me, il Cristo, alla tavola di Dio, e costituiscono consapevolmente le fondamenta delle generazioni future.
   Questa tavola di Dio, nella casa di Dio, è già apparecchiata. E al tavolo del Signore sono seduti i fratelli e le sorelle della Comunità originaria Nuova Gerusalemme che hanno concluso l'Alleanza per il Regno della Pace di Gesù Cristo con l'Eterno e con Me, con il Cristo-Dio.
   Come rivelato, Io, il Cristo, e la Sapienza divina chiamiamo tutti i figli e le figlie di Dio, provenienti dalla stirpe di Davide e da altre stirpi.
   La tavola di Dio è apparecchiata per tutti gli uomini di buona volontà ed essi verranno tutti, poiché sentono di essere benvenuti.
   Rettifico la frase: "E si trova nei punti principali della città e chiama i figli e le figlie degli uomini.” Nei punti preparati in molte città e comuni, la Sapienza divina richiama i figli e le figlie degli uomini, affinché cambino e si rivolgano verso l'interiore e chiama i figli e le figlie della stirpe di Davide e delle altre stirpi, affinché assolvano il loro mandato divino.
   Ogni uomo di buona volontà è chiamato. Questo viene espresso nelle parole: "Guida chi lo vuole, gli dà da mangiare il Mio pane e gli offre il Mio olio e gli fa bere il Mio vino.”
   I doni che provengono dall'origine della fonte di Dio, offerti dalla Sapienza divina, sono la pienezza che proviene dalla Legge di Dio. Chi adempie le Leggi di Dio vive in Dio e nella Sua pienezza e non gli mancherà nulla.
   "Allontanati dagli stolti, vivi e percorri la via del ravvedimento” significa: staccati dall'ego umano e da tutti coloro che vogliono legarti a sé con i loro concetti ed opinioni e da tutti gli stolti che, in malafede, vogliono restare come sono: stolti e meschini. Allontanarsi significa: lasciare esteriormente, ma serbare nel cuore.
   Percorri la via del ravvedimento e ti rivolgerai verso l'interiore, verso la vita che è insita in ogni uomo.
   La Sapienza divina ha portato la Via Interiore universale, affinché colui che cerca veramente trovi se stesso in Me, nel Cristo-Dio, e sia in grado di attingere alla fonte inesauribile di Dio. Chi percorre veramente la Via Interiore che Io, il Cristo-Dio, ho rivelato agli uomini, tramite la Sapienza divina, raggiunge la vera grandezza.
   Egli riconoscerà Dio in ogni cosa, Lo onorerà e vivrà nella Sua sacra volontà, vivendo così nella Legge dell'amore altruistico; riconoscerà e comprenderà tutte le cose e tutto ciò che è nella luce della verità.
   Grazie a Me, in quei giorni gli uomini che vivranno in Me, nel Cristo-Dio, diverranno la fonte vivente. Io moltiplicherò le loro giornate, perché essi vivono in Me e, attraverso di Me, portano la salvezza in questo mondo, ai loro confratelli e consorelle.
   Nel corso delle generazioni opereranno insieme negli anni della loro esistenza terrena e daranno testimonianza per tutti coloro che ancora vivono nel mondo materialistico.


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