Questa
è la Mia parola
Alfa e Omega
Il vangelo di Gesù, la rivelazione
del Cristo,
conosciuta ormai dai veri cristiani in tutto il mondo
Cristo, il Figlio di Dio, il Coregnante dei Cieli,
il Redentore di tutti gli uomini e di
tutte le anime,
Artefice e Sovrano del Regno
di Dio sulla terra
si rivela in merito alla Sua vita, al Suo pensiero e al Suo
operato nelle vesti di Gesù di Nazaret
Il Discorso della Montagna
(2a parte)
I primi passi sulla Via
Interiore, un processo evolutivo verso l'altruismo
(2).
Pregare per mettersi in mostra e pregare vivificando le parole (4). I veri saggi riposano
in sé e non discutono (5). In merito al Padre Nostro (6). Perdonare e chiedere perdono;
giustizia e grazia di Dio (7-9). La morte terrena - Lo stato di coscienza dell'anima dopo
la morte - Gli afflitti - Nuova incarnazione - Legami tra uomini ed anime - Retta
disposizione d'animo (10-11). Accumulare tesori - Fine delle incarnazioni nella Nuova
Epoca (12-14). Preoccuparsi per se stessi, pianificare con fiducia in Dio - Il retto modo
di pregare e lavorare - Tutto l'Essere è sotto la protezione di Dio (15-18)
1. "Guardatevi dal fare le vostre
elemosine davanti agli uomini per essere ammirati, altrimenti non avrete ricompensa presso
il Padre vostro che è nei cieli. Quando dunque fai l'elemosina, non suonare la tromba
davanti a te, come fanno gli ipocriti nelle sinagoghe e nelle strade, per essere lodati
dagli uomini. In verità, vi dico, hanno già ricevuto la loro ricompensa.
2. Quando, invece, tu fai l'elemosina, non sappia la
tua sinistra ciò che fa la tua destra, perché la tua elemosina resti segreta; e l'Unico,
che vede nel segreto, te ne ricompenserà pubblicamente. (Cap. 26, 1-2)
Io, il Cristo, chiarisco, rettifico ed approfondisco la parola
Il Discorso della Montagna vissuto è la Via Interiore che conduce
al cuore di Dio. Ciò che l'uomo non fa altruisticamente, lo fa per se stesso. L'altruismo
è l'amore divino. L'egoismo è amore umano. Chi fa del bene al prossimo solo se questi lo
ringrazia e loda le sue buone azioni, non l'ha fatto per lui, ma per se stesso. Il
ringraziamento e la lode sono dunque la sua ricompensa. In questo modo ha già ricevuto la
propria ricompensa e non ne riceverà alcuna da Dio. Solo l'altruismo viene ricompensato
da Dio. L'altruismo cresce e matura solo nell'uomo che ha fatto i primi passi verso il
Regno interiore, quindi che ha realizzato.
I primi passi in questa direzione sono il controllo dei pensieri:
sostituisci i pensieri egocentrici, negativi, passionali o che ti portano a rimuginare,
con pensieri positivi, caritatevoli, gioiosi, nobili e rivolti al bene che si trova
nell'uomo ed in tutto quello che ti capita. Riuscirai così a mettere gradualmente sotto
controllo i tuoi sensi. Poco alla volta, non desidererai più ardentemente determinate
cose dal tuo prossimo e tanto meno ti aspetterai qualcosa da lui. Proseguendo sulla Via
Interiore, dirai solo cose positive ed essenziali. In tal modo, metterai sotto controllo
il tuo ego umano, perché avrai imparato a riposare in te. La tua anima si schiarirà
sempre più e troverai il bene in tutto quello che ti capita e riuscirai anche a far
presente questi aspetti e ad esprimerli in modo retto. Quando avrai imparato a fare tutto
questo, potrai anche far notare al tuo prossimo i lati negativi, in modo conforme alla
Legge. In tal modo si risvegliano in te la rettitudine e l'onestà e serberai fedeltà a
Dio in tutte le cose.
Questo processo evolutivo spirituale verso l'altruismo è la Via
Interiore che conduce al cuore di Dio. Tutto ciò che fai per altruismo, ti porterà
frutti in abbondanza.
Quindi, se le tue sensazioni sono libere da aspettative ed i tuoi
pensieri nobili e buoni, le tue parole e le tue azioni saranno pervase dalla forza che
proviene da Dio. Questa forza è la Mia energia vitale che penetra nell'anima del tuo
prossimo e fa sì che anch'egli divenga altruista. Infatti, ciò che proviene dalla tua
anima luminosa penetrerà, prima o poi, anche nell'anima e nel cuore del tuo prossimo,
quando questo si aprirà.
Chi dona altruisticamente non chiede se il prossimo sa quello che egli
ha dato. L'altruista dà! Sa che Dio, l'eterno Padre, vede nel cuore di tutti i figli Suoi
e che l'Eterno, il cui Spirito dimora in ogni uomo, ricompenserà l'altruista quando sarà
giunto il momento. E' solo questo che conta.
Riconoscete: tutte le buone opere, quindi altruistiche, si
manifesteranno per tempo, affinché coloro che debbono vederle le possano riconoscere per
divenire a loro volta altruisti, accettando la vita in Me ed aspirando a raggiungerla,
compiendo ciò che Io ho comandato loro: di amarsi l'un l'altro altruisticamente, come Io,
il Cristo, li amo.
3. E quando preghi, non essere simile agli
ipocriti che amano pregare nelle sinagoghe e negli angoli della strada per essere visti
dagli uomini. In verità, vi dico, hanno già ricevuto la loro ricompensa.
4. Tu, invece, quando preghi, entra nella tua
camera e, chiusa la porta, prega il Padre tuo nel segreto; e l'Unico invisibile, che vede
nel segreto, te ne ricompenserà pubblicamente. (Cap. 26, 3-4)
Io, il Cristo, chiarisco, rettifico ed approfondisco la parola
Quando preghi, ritirati in una camera tranquilla e raccogliti nel
tuo interiore, poiché in te dimora lo Spirito del Padre, di cui tu sei il tempio.
Se preghi solo per essere visto, affinché il tuo prossimo ti ritenga
devoto e credente, ebbene Io ti dico: questa non è devozione, ma bigotteria; è
ipocrisia. Tali preghiere esteriori non hanno forza. Chi prega solo con le labbra o per
essere visto pecca contro lo Spirito Santo, poiché abusa delle sacre parole per i propri
fini.
Riconosci: se ti rivolgi a Dio in preghiera e non realizzi nella tua
vita ciò che hai espresso nella preghiera, ossia se preghi solo per mettere in mostra il
tuo ego, e le tue parole non provengono dal profondo della tua anima e non sono vivificate
dall'amore per Dio, pecchi contro lo Spirito Santo. Questo è il peccato più grave.
Se le tue preghiere non sgorgano altruisticamente dal cuore, sarebbe
meglio che tu non pregassi, ma che prendessi prima coscienza dei tuoi pensieri e dei tuoi
desideri umani, rimettendoli poco alla volta a Me, affinché l'amore altruistico, che è
in te, possa crescere in te e tu sia in grado di pregare di cuore. Le tue preghiere
saranno così sempre più vivificate e compenetrate dall'amore per Dio e per il tuo
prossimo.
"... e l'Unico invisibile, che vede nel segreto, te ne
ricompenserà pubblicamente significa: i tuoi pensieri luminosi e le tue preghiere
piene di forza, animate dall'amore per Dio, porteranno frutti già in questo mondo. Avrai
la possibilità di riconoscere i tuoi semi d'amore e molti ti riconosceranno come una
fonte d'amore.
5. E quando pregate insieme, non usate
ripetizioni vane come i pagani, che credono di venir ascoltati a forza di parole. Non
siate dunque come loro; poiché vostro Padre nei cieli sa di quali cose avete bisogno,
ancor prima che voi chiediate. ... (Cap. 26, 5)
Io, il Cristo, chiarisco, rettifico ed approfondisco la parola
Solo l'uomo che ha realizzato pochi aspetti della Legge della
verità usa molte parole e ripetizioni vane e non vivificate, nella preghiera e nella vita
quotidiana.
Chi parla molto della Legge della verità e della vita, impiegando
quindi molte parole, non può riempirle di forza e vita, perché egli stesso non è
ricolmo della Legge di Dio. Tali parole sono egocentriche e quindi prive d'amore, anche se
sono scelte in modo che sembrino sorrette dall'amore. La parola non vivificata non giunge
nel profondo dell'anima del tuo prossimo e non trova, quindi, risonanza nell'uomo che
lascia agire l'amore di Dio in sé ed attraverso di sé. Chi parla della Legge della
verità e della vita, senza vivificare le parole e senza averla realizzata, provoca solo
polemica nell'uomo che lo ascolta e che è ancora orientato verso le cose esteriori.
Riconoscete: chi discute sulle Leggi spirituali non conosce le Leggi di
Dio. Chiunque vuole discutere è convinto di saperne di più del suo prossimo e vuole
darne prova a se stesso. Chi discute dà solo testimonianza di se stesso, ossia di non
sapere nulla e di essere insicuro. E' per questo che discute.
Chi, invece, è giunto alla verità, non discute sulla verità e tanto
meno su ciò che è la fede. La parola "fede contiene anche l'incertezza:
l'uomo crede in ciò che, in fondo, non sa o che non può dimostrare. Chi crede alla
verità non ha ancora trovato l'eterna verità e non si muove ancora nella corrente
dell'eterna verità. La fede, quindi, è ancora cecità.
Chi, invece, è giunto all'eterna verità, non deve più credere nella
verità, ma conosce la verità, perché si muove nella corrente della verità. E' il vero
saggio che ha dissotterrato in sé il tesoro, la verità. I veri saggi riposano in sé.
Questa è sicurezza interiore e stabilità. Non discutono della fede, perché sono giunti
dalla fede alla saggezza, che è verità.
Quindi, chi crede solo in Dio, senza conoscere la profondità
dell'eterna verità, l'eterna Legge, impiega molte parole sulla propria fede.
Lo stesso avviene anche con le sue preghiere: impiega molte parole,
perché non le vivifica con l'amore altruistico. Crede di poter convincere o addirittura
persuadere Dio con tante parole. Crede di doversi far capire da Dio, perché suppone che
Egli possa comprendere le sue preghiere diversamente da come le ha intese lui. I pagani
pensano e pregano in modo analogo.
Riconoscete: quanto più l'uomo s'immerge nella verità divina, tanto
meno parole userà anche nella preghiera. Le sue preghiere sono brevi, ma piene di forza,
perché la parola irradia forza vissuta.
... Perciò quando vi riunite, dovreste pregare così:
6. Padre Nostro che sei in cielo, sia santificato il
Tuo nome. Venga il Tuo Regno. Sia fatta la Tua volontà, come in cielo, così in terra.
Dacci il nostro pane quotidiano, giorno per giorno, e il frutto della vite vivente. E come
Tu rimetti a noi i nostri peccati, anche noi rimettiamo i peccati agli altri. Non
abbandonarci nella tentazione. Liberaci dal male. Poiché Tuo è il Regno e la forza e la
gloria per tutta l'eternità. Amen. (Cap. 26, 5-6)
Io, il Cristo, chiarisco, rettifico ed approfondisco la parola
La preghiera dell'unità, il Padre Nostro, viene espressa con un
contenuto e con parole diverse, perché ogni comunità la esprime in modo corrispondente
al proprio potenziale d'amore.
Quand'ero Gesù di Nazaret insegnai la preghiera dell'unità, il Padre
Nostro, nella Mia madrelingua, quindi con altre parole ed anche con un contenuto diverso
da quello usato nelle epoche successive e in altre lingue.
Le parole in se stesse non hanno grande importanza. E' importante
invece che l'uomo realizzi ciò che prega! Ogni parola che uscirà dalla sua bocca sarà
così vivificata d'amore, forza e sapienza.
Non dovreste pregare alla lettera o cercare di ripetere con le stesse
parole il Padre Nostro che ho insegnato ai Miei. E' invece essenziale che voi vivifichiate
le parole delle vostre preghiere con l'amore per l'Eterno e per il vostro prossimo e che
il loro contenuto corrisponda alla vostra vita.
Uomini ricolmi dell'eterna verità, dell'amore e della sapienza di Dio,
pregheranno diversamente da coloro che pregano solo perché è stato loro insegnato così,
oppure perché appartengono ad una confessione nella quale le preghiere vengono recitate
in base allo stato di coscienza della stessa.
Gli uomini che si trovano sulla via verso la loro origine divina
pregano liberamente, ossia con parole che essi stessi scelgono, vivificate d'amore e
forza.
Gli uomini che vivono nel Mio Spirito, compenetrati dall'amore e dalla
sapienza di Dio, e che realizzano quindi le Leggi di Dio nella vita quotidiana,
ringrazieranno soprattutto Dio per la loro vita e per ogni cosa, Lo loderanno e
glorificheranno e Gli consacreranno sempre più la loro vita, in sensazioni, pensieri,
parole ed opere, poiché sono divenuti vita della Sua vita.
Gli uomini nello Spirito del Signore vivono la preghiera. Questo
significa che adempiono sempre più le Leggi dell'Eterno e che essi stessi sono divenuti
una preghiera che è un'adorazione di Dio.
Quindi, chi compie la volontà di Dio vive sempre più nell'adorazione
di Dio. Tali uomini non solo osservano le Leggi di Dio, ma sono divenuti ampiamente la
Legge dell'amore e della sapienza.
Nel Regno della Pace di Gesù Cristo che sta sorgendo, nel quale Io Sono il Sovrano e la vita, gli uomini osservano sempre più la Legge di Dio. Molti di loro sono divenuti la Legge e quindi uomini-dio che personificano la vita, Dio, in tutto ciò che pensano, dicono e compiono. Le loro preghiere sono la vita in Me, l'adempimento dell'eterna Legge. Con la loro vita, che è la Legge di Dio, ringraziano Dio per la vita.
Il ringraziamento rivolto a Dio è quindi la vita in Dio. La loro
vita, che è un unico ringraziamento, s'effonde nel Regno della Pace.
Essi pregano più o meno con le seguenti parole, che adempiono nella
vita quotidiana:
Padre nostro, il Tuo Spirito è in noi,
e noi siamo nel Tuo Spirito.
Santificato è il Tuo eterno nome in noi
ed attraverso di noi.
Tu sei lo Spirito della vita,
Tu sei il nostro Padre Primordiale.
Da Te noi abbiamo ricevuto i nostri nomi eterni.
Tu, Eterno, ce li hai dati
ed hai riposto nei nostri nomi
tutta la pienezza dell'infinito.
I nostri nomi, che Tu hai alitato in noi,
sono amore e sapienza,
la pienezza che proviene da Te,
la Legge che opera in noi ed attraverso di noi.
Il nostro eterno Regno è l'infinito,
la forza e la gloria in Te e che proviene da Te.
Noi siamo eredi dell'eterno Regno.
Perciò noi siamo il Regno stesso,
l'eterna Patria.
Essa è in noi ed opera attraverso di noi.
La Tua infinita, magnifica volontà è in noi
ed opera attraverso di noi.
La Tua forza di volontà è la nostra forza di volontà.
Essa opera in noi ed attraverso di noi,
poiché noi siamo spirito del Tuo Spirito.
Il cielo non è tempo e spazio;
cielo e terra sono tutt'uno,
perché noi siamo uniti in Te.
L'amore e la forza
in noi ed attraverso di noi
sono il nostro pane quotidiano.
Tu, o eterno, magnifico Padre,
hai fatto scaturire in noi tutto
ciò che vibra nell'infinito.
Tu crei in cielo e sulla terra,
attraverso di noi.
Noi siamo in Te e Tu operi in noi
ed attraverso di noi.
Noi siamo appagati nel Tuo Spirito,
poiché siamo spirito del Tuo Spirito.
Noi siamo ricchi in Te,
poiché viviamo la nostra eredità,
l'infinito che proviene da Te.
La nostra eterna eredità, spirito del Tuo Spirito,
fa scaturire per noi
ciò di cui noi uomini nel Regno della Pace
abbiamo bisogno.
Viviamo in Te e attingendo a Te.
La vita s'effonde e si dona.
Viviamo nella pienezza
che proviene da Dio,
perché noi stessi siamo la pienezza.
La terra è il cielo
e il Regno della Pace è la ricchezza della terra,
in cui viviamo e siamo,
spirito del Tuo Spirito.
Viviamo nel Regno interiore,
eppure siamo uomini
che rappresentano esteriormente
ciò che risplende interiormente.
Lode al nome del Signore,
che è vita in noi ed attraverso di noi.
Il nome di Dio è Legge vissuta dell'amore
e della libertà.
Il peccato è trasformato,
la luce ha preso il suo posto.
Viviamo della Sua luce
e viviamo nel Suo Spirito
e del Suo Spirito,
dato che siamo spirito del Suo Spirito.
In Dio tutto è scontato.
Il Suo nome ha purificato ogni cosa.
Lode alla gloria di Dio!
La volontà, l'amore e la sapienza di Dio
compenetrano la terra e il paese.
Noi stessi siamo terra e paese,
volontà, amore e sapienza.
In noi c'è la bontà di Dio,
il bene che proviene da Dio.
Noi siamo in Dio ed operiamo da Dio.
La terra è del Signore,
essa è il Regno dell'amore,
che opera in noi ed attraverso di noi.
La vita, la gloria del Padre,
opera in noi ed attraverso di noi,
d'eternità in eternità.
A senso, questo cantico di lode è la vita di coloro che vivono nel
Regno della Pace di Gesù Cristo. Essi vivono in Me, il Cristo, ed Io vivo attraverso di
loro, ed insieme viviamo nel Dio-Padre-Madre ed il Padre vive attraverso di noi,
d'eternità in eternità.
7. Se infatti perdonerete agli uomini la
loro colpa, il Padre vostro celeste perdonerà anche a voi. Ma se voi non perdonerete agli
uomini la loro colpa, neppure il Padre vostro in cielo perdonerà la vostra colpa.
8. E quando digiunate, non mostratevi depressi come
gli ipocriti che si sfigurano la faccia per far vedere che sono uomini che digiunano. In
verità, Io vi dico, hanno già ricevuto la loro ricompensa.
9. Ed Io vi dico, non troverete mai il regno
dei cieli, a meno che voi non vi guardiate bene dal mondo e dalle sue malvagità. E non
vedrete mai il Padre in cielo, a meno che voi non rispettiate il Sabbat e desistiate dal
vostro affanno nell'ammassare ricchezze. Tu, invece, quando digiuni, profumati la testa e
lavati il volto per non metterti in mostra davanti alla gente con il tuo digiuno. E
l'Unico Santo, che vede nel segreto, te ne ricompenserà pubblicamente. (Cap. 26, 7-9)
Io, il Cristo, chiarisco, rettifico ed approfondisco la parola
Il comandamento di perdonare e di chiedere perdono sarà valido,
fino a che tutto quello che non corrisponde alle eterne Leggi sarà stato espiato e
sistemato. Il comandamento di perdonare e di chiedere perdono fa parte della legge di
semina e raccolta e verrà cancellato quando tutti gli aspetti umani saranno stati
scontati ed ogni anima sarà ridivenuta un essere puro, senza macchia.
Fino a quel momento avrà valore il comandamento: perdonate ed
otterrete perdono. Se chiedete perdono ed il vostro prossimo vi perdona, anche vostro
Padre in cielo vi avrà perdonato. Ma se chiedete perdono ed il vostro prossimo non vi
perdona ancora, perché non è ancora pronto a farlo, anche il vostro eterno Padre non vi
perdonerà. Chi ha peccato nei confronti del suo prossimo deve anche ottenere il suo
perdono. Solo allora Dio gli potrà togliere il peccato.
L'eternamente Giusto ama tutti i figli Suoi, anche coloro che non hanno
ancora la forza di perdonare. Se perdonasse solo colui che ha provocato il peccato e non
perdonasse colui che è stato indotto a peccare e che non riesce ancora a perdonare, dove
sarebbe allora la giustizia di Dio? Entrambi potranno entrare in cielo solo quando i loro
peccati saranno stati scontati.
Perciò fate attenzione a ciò che esce dalla vostra bocca e alle
vostre azioni, esaminando se esse corrispondono all'eterna Legge, cioè se sono
altruistiche! Si fa presto a dire o a fare qualcosa di negativo, ma può essere necessario
molto tempo fino a che verrà perdonato.
Se avete chiesto perdono ed il vostro prossimo non è ancora pronto a
perdonarvi, la grazia di Dio si rafforzerà in voi, vi avvolgerà e vi sosterrà, tuttavia
Egli non vi toglierà ciò che non è stato ancora sistemato. La misericordia di Dio si
rafforzerà quindi anche nel vostro prossimo e lo guiderà, rispettando il suo libero
arbitrio, in modo che riconosca più rapidamente i propri errori, se ne penta e vi
perdoni. Potrete entrare nei cieli solo quando tutti quelli contro i quali avete peccato
vi avranno perdonato, quindi quando tutto sarà stato scontato, perché Dio avrà
trasformato tutti gli aspetti umani in forza divina.
Dio è onnipresente ed opera, quindi, anche nella legge di semina e
raccolta. Il positivo, Dio, la Legge eterna, è anche in tutto ciò che è negativo. Se
l'uomo riconosce i propri peccati e difetti e se ne pente, riattiva in essi le forze
positive, le quali rafforzano l'uomo che è riuscito a riconoscere la propria colpa,
affinché sistemi i propri peccati con la forza del Cristo.
Riconoscete la Legge di Dio: essa è vita eterna, d'eternità in
eternità, il tutto nel tutto; tutto è contenuto nel tutto, nel grande il piccolo e nel
piccolo il grande, nel peccato la forza di perdonare e nella forza che si sprigiona dal
perdono l'ascesa alla Vita Interiore, all'eterno Essere.
Perciò, il Divino può agire anche nel negativo, se l'uomo chiede
perdono di cuore, se perdona e non pecca più. Tuttavia è l'uomo che deve fare il primo
passo verso la Vita Interiore.
Riconoscete: qualsiasi cosa facciate, sia quando pregate, che quando
digiunate o fate l'elemosina, se non lo fate altruisticamente, ma per essere ben visti dai
vostri simili, avete già ricevuto la ricompensa dagli uomini. Dio non ve ne
ricompenserà. E se digiunate solo a causa del vostro peso eccessivo, non accrescerete lo
Spirito di vostro Padre in voi. Chi, invece, assume il cibo nel nome dell'Altissimo ed è
moderato e digiuna di tanto in tanto per rilassare e disintossicare il proprio corpo, in
modo che la forza di Dio sia in grado di alimentare tutte le cellule e tutti gli organi in
modo retto, si esercita anche in modo retto ad accettare e ad accogliere la vita che
proviene da Dio, per vivere in essa. E, allo stesso tempo, consacrerà in preghiera la
propria vita a Dio, l'Eterno, per divenire così, gradualmente, preghiera vissuta.
10. Parimenti dovreste fare quando
rimpiangete i morti e portate il lutto, dato che la vostra perdita è il loro vantaggio.
Non fate come coloro che portano il lutto davanti alla gente e che piangono ad alta voce,
strappandosi gli abiti, affinché gli altri vedano il loro lutto. Infatti, tutte le anime
stanno nella mano di Dio e tutti coloro che hanno fatto del bene riposeranno, con i loro
antenati, nel grembo dell'Eterno.
11. Pregate piuttosto per il loro riposo e la loro
ascesa e rammentatevi che essi sono nel paese del riposo che l'Eterno ha preparato per
loro e che riceveranno giusta ricompensa per le loro azioni, e non lamentatevi come i
disperati. (Cap. 26, 10-11)
Io, il Cristo, chiarisco, rettifico ed approfondisco la parola
Chi rimpiange i morti è ancora ben lontano dalla vita eterna,
poiché considera la morte come la fine della vita. Non ha ancora raggiunto la
risurrezione in Me, il Cristo. Fa parte di coloro che sono spiritualmente morti.
Non rimpiangete i vostri morti! Chi rimpiange la perdita di una
persona, non pensa infatti al vantaggio dell'anima che, se ha vissuto in Me, il Cristo,
passa in sfere di coscienza della vita più elevate. Infatti, se nella sua esistenza
terrena ha vissuto in Dio, vivrà in Dio anche in un'altra forma d'esistenza.
Riconoscete: la dimensione temporale, la vita nel corpo, non è la vita
dell'anima. L'anima si è incarnata solo per un breve periodo di vita, per sistemare e
scontare nella dimensione temporale ciò che si è addossata in varie vesti terrene. La
terra va considerata solo come una stazione di passaggio, dove le anime in veste terrena
sistemano, in breve tempo, ciò che non possono superare così rapidamente al di là dei
veli di coscienza, chiamati anche pareti di nebbia.
Quando un'anima abbandona il proprio involucro terreno, l'uomo
rimpiange solo la veste, senza pensare all'anima che s'è sfilata l'abito.
Dopo aver deposto il proprio corpo terreno, un'anima luminosa verrà
guidata da esseri luminosi, invisibili all'uomo, nelle sfere di coscienza corrispondenti
al modo di pensare e di vivere dell'essere umano in cui era incarnata.
Riconoscete: ogni anima che ha abbandonato il corpo si sente ancora
attratta, per un certo periodo, dagli uomini con i quali ha vissuto quand'era in veste
terrena. Se vede che i suoi parenti terreni d'un tempo rimpiangono la sua spoglia, ne
soffre molto. L'anima, ancora vicina alla terra, riconosce benissimo perché i suoi
parenti rimpiangono solo la sua spoglia umana, senza tenere in considerazione l'anima.
Dopo aver deposto il corpo fisico, l'anima che riconosce queste cose prova la prima,
profonda sofferenza, poiché percepisce perché mai l'essere umano la rimpiange e non la
ricorda con amore, sentendosi collegato a lei. In quel momento vede anche i pensieri
egocentrici dei suoi parenti terreni d'un tempo. Non può farsi notare da loro, perché
non la percepiscono. L'essere umano non sente quello che l'anima dice e non vede quello
che essa vede nel profondo. Eppure l'anima percepisce molte cose.
Uno spunto per riflettere: piangete forse quando un serpente cambia la
sua pelle, la lascia dietro a sé e se ne va strisciando?
Analogamente avviene all'anima. Essa abbandona il suo corpo caduco, il
proprio involucro, e prosegue. Voi rimpiangete quindi la perdita dell'involucro e non
pensate all'anima! Chi pensa all'anima ringrazia Dio che l'ha richiamata nel Suo grembo,
se lei, in veste terrena, ha utilizzato la vita in Dio, avvicinandosi così a Lui.
Rammentatevi che deporre il corpo è un vantaggio per un'anima luminosa.
E inoltre: se rimpiangete la perdita della persona solo davanti agli
uomini, siete ipocriti davanti a loro. In realtà, non pensate né all'uomo, né
all'anima, ma pensate solo a voi stessi. L'anima che registra questo riconosce di non
essere stata amata in modo altruistico, ma di essere forse solo servita agli interessi del
suo prossimo.
Molte anime debbono riconoscere di essere state "vissute dai
loro parenti e conoscenti terreni, quand'erano in veste umana. Questo significa che, in
veste terrena, non poterono sviluppare se stesse e vivere le proprie caratteristiche,
perché dovettero fare la volontà di coloro che esigevano da loro ciò che serviva ai
propri interessi. Molte di queste anime vedono nel profondo ciò che hanno perso nella
loro esistenza terrena e ritornano quindi nuovamente sulla terra. Attraversando i veli di
coscienza, vanno di nuovo sulla terra e, sotto forma di anima, si soffermano ancora tra
coloro che hanno vissuto attraverso di loro. Altre cercano, invece, di vivere sulla terra
gli aspetti che non hanno potuto sviluppare quand'erano in veste umana.
Fino a che gli uomini sono legati a uomini o cose, come proprietà,
ricchezza e potere, le loro anime ritornano sulla terra e s'infilano in una nuova veste
terrena. Esistono svariate cause e motivi che spingono le anime ad incarnarsi nuovamente.
Se, per esempio, un'anima riconosce di essere legata ai suoi parenti a causa dei suoi
peccati, spesso si rassegna ed accondiscende al desiderio di accettare un nuovo corpo.
Animata da questo desiderio, vive e viene istruita sul livello di coscienza corrispondente
allo stato della sua anima, dove le viene, tra l'altro, spiegato il pro e il contro di una
nuova incarnazione. Va poi ad incarnarsi quando gli astri, nei quali è registrato il pro
ed il contro che la riguarda e quindi anche il suo cammino terreno, le tracciano la via
verso la materia, e quando sulla terra viene generato un corpo terreno che corrisponde al
suo stato di coscienza spirituale. Al momento della nascita, si infila poi in
quest'involucro umano.
L'uomo che ha generato il corpo e la donna nella quale è cresciuto
l'embrione hanno attirato quella determinata anima per sistemare qualcosa insieme con lei,
oppure per percorrere con lei la via del Signore, servendo altruisticamente il prossimo.
L'uomo non dovrebbe tener conto solo del proprio corpo, ma
soprattutto dell'essere incarnato in lui, sforzandosi di compiere la volontà di Dio,
senza lasciarsi imporre la volontà umana da terzi.
Riconoscete, anche se dite: "Faccio la volontà del mio prossimo
per mantenere la pace esteriore, così facendo impedite alla vostra anima ed anche
all'anima del vostro prossimo di evolversi e svilupparsi come sarebbe bene per ambedue.
Impedite a voi stessi e al vostro prossimo di assolvere i compiti che le vostre anime
hanno portato con sé nell'esistenza terrena: di purificarsi e di liberarsi dal peso del
peccato che avete forse portato in questa incarnazione da incarnazioni precedenti. Chi si
lascia strumentalizzare dai suoi simili, ossia chi fa quello che dicono gli altri anche se
riconosce che non è la sua via, viene vissuto e si lascia sfuggire la propria esistenza
terrena senza sfruttarla. Non utilizza le giornate, ma viene sfruttato da coloro di cui è
succube; di conseguenza non conosce la propria via come uomo su questa terra.
Chi lega i propri simili, imponendo loro la propria volontà, può
essere paragonato ad un vampiro che succhia le energie dei propri simili. Non conosce se
stesso e si lega contemporaneamente alle proprie vittime e, inversamente, anche la vittima
che si lascia succhiare si lega a lui. Ambedue si ritroveranno insieme in una vita sulla
terra o come anime nelle sfere dell'aldilà, per tante volte e per tanto tempo, fino a che
si saranno perdonati reciprocamente.
Due persone che si legano l'una all'altra s'incolpano,
indipendentemente dal fatto che una abbia legato l'altra o che si sia lasciata legare;
dovranno così sistemare insieme queste cose per ritrovare l'amore e l'unità tra loro.
Nessuno può dire: "Io non conoscevo le Leggi della vita. Io
vi dico: Mosè vi ha portato gli estratti delle eterne Leggi, i Dieci Comandamenti. E se
voi li osservate, non vi legherete reciprocamente, ma vivrete insieme in pace.
Riconoscete: solo l'amore e l'unità tra voi indicano alle anime ed
agli uomini le vie che conducono alla vita superiore.
Dio, l'eternamente Buono, porge la Sua mano ad ogni anima e ad ogni
uomo. Chi l'afferra, utilizza la propria vita terrena, apprezza le giornate ed è anche in
grado di viverle secondo i comandamenti, sistemando ciò che la giornata gli mostra. Un
giorno, come anima, camminerà e riposerà in Dio, insieme a tutti coloro che hanno
sfruttato analogamente la loro esistenza terrena, riconoscendo e superando con Me, il
Cristo, giorno per giorno, quello che ogni giorno ha portato e mostrato loro, sia la gioia
che il dolore.
E se non rimpiangete l'involucro mortale che il vostro prossimo ha
deposto, ma gioite nello Spirito perché l'anima in veste terrena ha riconosciuto la
propria vita spirituale, preparandosi ad essa, pregherete con gioia il Padre per il vostro
prossimo, attraverso di Me, il Cristo. Invierete forze d'amore all'anima che si trova ora
più vicina a Dio, affinché essa possa proseguire verso sfere più elevate, per unirsi
sempre più a Dio.
L'anima percepisce la gioia e il dolore dei propri parenti. Le anime
che sono trapassate in Me, il Cristo, si sentono collegate a tutti coloro che ancora sono
in cammino in abito terreno, attraverso di Me, il Cristo. L'anima gioisce perché i suoi
parenti la ricordano con amore e questa gioia la ricolma di forza.
Riconoscete: le preghiere altruistiche e amorevoli donano forza e
sostegno all'anima in cammino verso il Divino. Essa sente il collegamento nelle vostre
preghiere altruistiche e riceve più forza. In questo modo deporrà più rapidamente gli
aspetti umani che sono ancora in lei, divenendo libera per Colui che è la libertà e
l'amore, per Dio, la vita. Grande è la ricompensa di Dio per ogni anima che si sforza
seriamente di compiere la Sua volontà.
Riconoscete: solo chi si limita a parlare della propria fede e non vive
ciò in cui sembra credere è senza speranza. In fondo, chi ha dubbi, non crede veramente
in ciò che dice di credere e, di conseguenza, è senza speranza.
12. Non accumulatevi tesori sulla terra,
che la tignola e la ruggine consumano e che i ladri scassinano e rubano. Accumulatevi
invece tesori in cielo, dove né tignola, né ruggine consumano e dove i ladri non
scassinano e non rubano. Poiché là dov'è il vostro tesoro, sarà anche il vostro cuore.
13. I lumi del corpo sono gli occhi. Perciò se vedi
chiaro, tutto il tuo corpo sarà pieno di luce. Ma se ti mancano gli occhi o se sono
offuscati, tutto il tuo corpo sarà tenebroso. Se la luce che è in te è tenebra, quanto
grandi saranno le tenebre.
14. Nessuno può servire due padroni. O odierà l'uno e
amerà l'altro; o sarà fedele all'uno e disprezzerà l'altro. Non potete servire allo
stesso tempo Dio e Mammona. (Cap. 26, 12-14)
Io, il Cristo, chiarisco, rettifico ed approfondisco la parola
Solo l'uomo che non crede in Dio, nel Suo amore, nella Sua sapienza
e bontà, accumula tesori sulla terra. Sono molti gli uomini che dicono di amare Dio;
tuttavia li riconoscerete dalle loro opere! Molti uomini parlano dell'amore e delle opere
di Dio, ma è solo dal loro operato che li riconoscerete.
Molti uomini parlano del Regno interiore e della ricchezza interiore,
eppure lavorano per se stessi nei granai ed accumulano le ricchezze terrene per sé
personalmente, per essere stimati dagli uomini.
Chi mira solo al proprio benessere personale, non percepisce ancora la
presenza dell'uccello rapace che ha già dispiegato le proprie ali per distruggere il nido
e per sottrarre la ricchezza che il ricco, che ha costruito il nido, definisce sua
proprietà personale.
Chi aspira, invece, prima di tutto al Regno di Dio, raccoglie valori
interiori, tesori interiori. Anche nella dimensione temporale riceverà tutto quello di
cui ha bisogno ed anche di più.
A chi è ricco interiormente, non mancherà nulla esteriormente. Ma chi
è ricco esteriormente ed accumula ricchezze, un giorno patirà di stenti. I tesori
terreni verranno tolti a colui che li accumula, affinché rifletta sul tesoro interiore e
sia in grado di entrare nella vita, nella ricchezza interiore.
L'anima sarà povera di luce divina fino a che non aspirerà prima di
tutto al Regno di Dio: l'anima povera di luce continuerà ad ingenerarsi in un corpo
povero di luce per vivere eventualmente nella povertà tra i poveri, fino a che sarà
possibile incarnarsi sulla terra. Riconoscerà così che il tesoro, la ricchezza, si trova
unicamente in Dio.
Se il cuore dell'uomo è presso Dio, egli sarà ricco di valori
interiori ed entrerà nel Regno della Pace.
Io, il Cristo, vi dò un criterio per riconoscere dove vi trovate,
nella luce o nell'ombra: "Poiché là dove si trova il vostro tesoro, sarà anche il
vostro cuore, e là si troverà un giorno la vostra anima.
Tenete presente quanto segue: chi legge queste parole e si trova nella
svolta dalla vecchia alla Nuova Epoca dovrebbe affrettarsi per poter ancora trovare la
propria vita spirituale! Infatti, quando la Nuova Epoca, l'epoca del Cristo, sarà
divenuta manifesta su tutta la terra e la Vita Interiore verrà vissuta, coloro che
aspirano a valori esteriori non avranno più la possibilità di incarnarsi. E nemmeno i
ricchi potranno più incarnarsi per espiare, poverissimi tra i poveri, ciò che hanno
mancato di fare quand'erano ricchi.
Quando il Regno della Pace di Gesù Cristo avrà fatto ulteriori passi
evolutivi, non ci saranno più ricchi o poveri. Tutti gli uomini saranno ricchi nel Mio
Spirito, poiché avranno dischiuso il Regno interiore e vivranno pure in modo
corrispondente sulla nuova terra, sotto un altro cielo.
Perciò, siate pronti a servire Dio ed anche i vostri simili, per amore
per Dio.
Riconoscete: nessuno può servire due padroni, Dio e Mammona. Solo
l'amore altruistico unisce tutti gli uomini e tutti i popoli. Sia l'uomo sulla terra che
l'anima nelle sfere di purificazione verranno un giorno condotti a decidersi: servire Dio
oppure Mammona, essere per Dio o contro Dio. Non c'è nessuna via di mezzo: o per Dio, o
per il satanico.
15. Perciò Io vi dico: non preoccupatevi
per la vostra vita, di quello che mangerete o berrete; e neanche per il vostro corpo, di
quello che indosserete. La vita non vale forse più del cibo e il corpo più del vestito?
A che servirebbe all'uomo se guadagnasse tutto il mondo, ma se perdesse la propria vita?
16. Guardate gli uccelli nell'aria: non seminano,
né mietono, né accumulano nei granai; eppure il Padre vostro celeste li nutre. Non siete
voi ancor più protetti di essi? E chi di voi potrebbe aggiungere un cubito alla propria
altezza, se lo volesse? E perché vi affannate così tanto per il vostro vestito? Guardate
come crescono i gigli del campo; non lavorano e non filano, eppure Io vi dico che neanche
Salomone, con tutto il suo sfarzo e la sua gloria, era ornato come loro.
17. Ora, se Dio veste così l'erba del campo, che
oggi c'è e domani verrà bruciata nella fornace, non farà assai più per voi, gente di
poca fede?
18. Non affannatevi dunque, dicendo: che cosa
mangeremo? Che cosa berremo? Oppure: che cosa indosseremo? (Come fanno i pagani). Infatti,
il Padre vostro celeste sa che ne avete bisogno. Cercate prima il Regno di Dio e la Sua
giustizia e tutte queste cose vi saranno date in più. Non affannatevi quindi per le pene
di domani. A ciascun giorno basta la sua pena. (Cap. 26, 15-18)
Io, il Cristo, chiarisco, rettifico ed approfondisco la parola
Chi si preoccupa per la propria vita personale, per il proprio
benessere, per esempio per quello che mangerà o berrà domani e di che cosa si vestirà,
è una persona che pianifica male; infatti, pensa solo a se stesso, al proprio bene ed
alla sua proprietà. Così facendo, pianifica allo stesso tempo anche le sue pene e le sue
sofferenze.
Chi compie invece la volontà di Dio, pianifica bene. Farà un piano
sia delle giornate che del futuro, sapendo però che il suo piano è solo una proposta che
giace nella mano di Dio.
Egli depone il suo piano nella mano di Dio, lavora con le forze di Dio
e si lascia guidare da Lui negli avvenimenti della giornata. Infatti sa che Dio è lo
Spirito onnisciente ed è la ricchezza della sua anima. Chi si affida a Dio, chi mette il
proprio lavoro quotidiano nella luce di Dio ed assolve la Legge "prega e
lavora, riceverà la giusta ricompensa. Possiederà tutto ciò di cui ha bisogno.
Se Dio, l'Eterno, abbellisce la natura e veste i gigli nel campo,
quanto più nutrirà e vestirà il figlio Suo che compie la Sua volontà! Non
preoccupatevi quindi per il domani, ma fate i vostri piani e rimetteteli alla volontà di
Dio ed Egli, che li conosce, esaudirà ciò che è bene per voi.
Vi faccio un esempio: un buon architetto farà un progetto preciso
della casa, tenendo conto di tutti i dettagli. Quando lo avrà terminato, lo controllerà
ancora una volta e lo presenterà poi al committente per esaminarlo. Se questi è
d'accordo con il progetto, gli operai lavoreranno in base ad esso. L'architetto e il
committente sorveglieranno l'esecuzione ed interverranno solo se qualcosa non
corrisponderà al progetto.
Analogamente dovreste fare con la vostra vita: fate ogni giorno un
piano e fatelo con cura! Prevedete anche il tempo per momenti di riflessione, nei quali
potrete giungere alla calma interiore e rivedere ripetutamente la vostra vita e il vostro
piano. Un piano preciso della giornata, che è stato rimesso alla volontà di Dio, sarà
anche compenetrato dalla Sua volontà. Chi esegue il proprio piano in tal modo non ha
bisogno di preoccuparsi per il domani. La sua fede nella guida di Dio si manifesta in
pensieri positivi, da cui derivano parole positive ed un agire secondo la Legge. I
pensieri positivi, le parole e le azioni positive sono i migliori strumenti, poiché in
essi agisce la volontà di Dio. Questo significa che in ogni pensiero positivo, in ogni
parola altruistica, in ogni gesto ed azione altruistica, opera la volontà di Dio, il Suo
Spirito. Dio darà a colui che pianifica bene tutto ciò di cui ha bisogno ed anche di
più.
Solo chi non s'affida a Dio e lascia trascorrere le giornate senza
sfruttarle, si preoccupa per il domani. Chi vive alla giornata e incolpa poi il prossimo,
perché alcune cose non gli riescono, perché è malato, perché ha fame, perché non è
in grado di guadagnarsi quanto gli occorre per la vita quotidiana, è una persona che non
fa bene i propri piani. E' un uomo ansioso, egocentrico che attira ciò che non vorrebbe e
che teme. Chi non pianifica le ore, le giornate e i mesi con l'aiuto di Dio e non ripone
il suo piano e se stesso nella volontà di Dio, non può essere guidato da Dio. Solo chi
affida a Dio il proprio lavoro quotidiano e compie coscienziosamente il comandamento
"prega e lavora può essere guidato da Dio, è appagato in Lui, ed è ricolmo
d'amore, sapienza e forza. Questo significa che il suo recipiente, la sua vita, è ricolmo
di fiducia e di fede in Dio.
Gli uomini nello Spirito di Dio non patiranno di stenti. Essi sono
persone che pianificano in modo preciso, sono forti nella fede e lavorano con le forze
dello Spirito. Solo chi ha paura, pensa a se stesso, al proprio piccolo ego e si preoccupa
per il domani, perché non è saldo in Dio e non crede alla sapienza ed all'amore di Dio.
In tal modo, inconsciamente, apre il granaio ai ladri che vengono e rubano. Perderà ciò
che ha conquistato ed accumulato per sé personalmente.
Gli uomini ricevono dalla mano di Dio cibo, tetto ed abiti. Chi ripone
la propria vita, il proprio pensiero ed il proprio lavoro nella mano di Dio, non ha
bisogno di preoccuparsi per il domani. Possiederà ciò di cui ha bisogno oggi, domani ed
in futuro, ed anche di più.
Quindi, chi vive nel Regno interiore, non patirà di stenti nemmeno
esteriormente. Invece, chi è povero interiormente, languirà. Se oggi vive
nell'esteriorità ed accumula e tiene ricchezze terrene per sé, egli è povero
interiormente e soffrirà di stenti in un'altra veste terrena, ossia sarà povero.
Perciò, aspirate prima al Regno di Dio ed alla Sua giustizia e Dio vi
darà tutto ciò che vi occorre ed anche di più. Guardate gli uccelli nell'aria: non
seminano e non mietono e non accumulano nei granai; eppure il nostro Padre celeste li
nutre. "Vedete come crescono i gigli nel campo; non lavorano e non filano. La
natura nella sua varietà ha le vesti più belle del più ricco tra i ricchi. Chi pensa
solo al proprio benessere ed ai propri granai pieni, guadagnerà il proprio pane col
sudore della sua fronte, o in questa forma d'esistenza terrena oppure in un'altra
incarnazione, fino a che ciò sarà possibile.
Pregare e lavorare in modo retto significa lavorare per sé e per il
Bene Comune. Riconoscete: i gigli nel campo, anzi, tutta la natura, sono a disposizione di
tutti gli uomini e si donano a loro nel modo più svariato. Chi è in grado di afferrare
ed apprezzare questo, non dovrà guadagnarsi il pane col sudore della fronte. Adempirà la
Legge "prega e lavora, per sé e per il suo prossimo.
E se sta scritto "non lavorano e non filano, questo
significa: l'uomo non deve solo pensare a sé e lavorare per ottenere profitto solo per
sé, per adornarsi e mettersi in mostra.
Riconoscete: tutto l'Essere è sotto la protezione di Dio. Animali,
alberi, piante, erbe e pietre sono sotto la protezione di Dio. Si trovano nell'evoluzione
della vita che viene guidata dall'eterno Dio Creatore. Dato che tutta la vita proviene da
Dio, anche gli animali, gli alberi, le piante, le erbe e le pietre percepiscono. Sentono
in sé la forza evolutiva del Creatore che li vivifica e che li guida all'evoluzione, nel
corso del ciclo degli eoni divini. La forza creatrice, l'eterno Essere, dona ai regni
della natura ciò di cui hanno bisogno. I doni della vita fluiscono nelle forme di vita,
nella misura in cui queste sono sviluppate spiritualmente.
L'eterno Padre pensa ad ogni filo d'erba. Quanto più penserà quindi
ai Suoi figli che hanno già sviluppato in sé i gradi evolutivi dei regni minerale,
vegetale ed animale! I figli di Dio portano in sé il microcosmo proveniente dal
macrocosmo e, in tal modo, si trovano in comunicazione con tutto l'infinito.
Com'è povero l'uomo che s'affanna per il domani! Egli dimostra di non
aver superato la giornata di ieri, poiché non è in grado di vivere nella giornata
odierna, nel momento, quindi in Dio.
L'interiore dell'uomo, l'Essere puro, è la quintessenza dell'infinito.
Chi afferra questo come uomo, guarda nell'interiore e sviluppa le Leggi della vita ed è
così in grado di contemplare tutte le cose esteriori alla luce della verità.
Riconoscete: l'infinito serve l'uomo che pensa e vive in modo
universale, quindi illimitato. Gli uomini nello Spirito della vita non si occupano solo di
se stessi, ma hanno una coscienza universale, sono in comunicazione costante con le forze
di Dio in tutto l'Essere; ciò che fanno, lo fanno dall'interiore, con la forza
dell'amore. Pianificano ed operano secondo il comandamento "prega e lavora e
non sprecano la giornata. Sanno quanto sono preziose le giornate, le ore e i minuti e
sfruttano il tempo.
Quindi, chi vive veramente non si preoccupa per il domani; riceve già
oggi ciò che possiederà domani. Infatti, chi vive in Dio non soffrirà di stenti, né
oggi, né domani. Chi, invece, rimane nella paura e trattiene i suoi averi, domani sarà
povero.
Chi quindi si considera un essere cosmico, che compie la volontà di
Dio in modo assoluto, giunge alla sapienza e alla forza. Chi è ricolmo d'amore e sapienza
avrà una vita compenetrata dalla forza di Dio. Non gli mancherà nulla. Chi si preoccupa
del domani e vede il futuro con pessimismo, attirerà il male; dovrà portare ogni giorno
il suo peso.
Non pensate, quindi, con timore al domani! Pianificate con la forza di
Dio e lasciate agire l'Eterno attraverso di voi, ed i vostri pensieri saranno magneti
positivi che attireranno, a loro volta, cose positive ed edificanti. Infatti, i pensieri,
le parole e le azioni sono magneti che attirano cose uguali o analoghe al loro contenuto.
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