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DAS WORT, Casa editrice in Vita Universale


dimw1.jpg (3304 Byte)Questa è la Mia parola
Alfa e Omega

Il
vangelo di Gesù, la rivelazione del Cristo,
conosciuta ormai dai veri cristiani in tutto il mondo

Cristo, il Figlio di Dio, il Coregnante dei Cieli,

il Redentore di tutti gli uomini e di tutte le anime,
Artefice e Sovrano del Regno di Dio sulla terra
si rivela in merito alla Sua vita, al Suo pensiero e al Suo
operato nelle vesti di Gesù di Nazaret


17° CAPITOLO

Gesù invia i Dodici

Il progresso dell'Opera di Redenzione dipende dalla fedeltà e dall'evoluzione
di coloro che ne hanno il mandato (3). Battesimo con lo Spirito della verità (6). Guarigione dei malati e risveglio dei morti - Colpa collettiva - Scacciare i demoni - Non imporre i doni d'amore (7). L'inferno non è un luogo, ma uno stato dell'anima (10). A Dio nulla è celato - Solo chi vive nella luce della verità conosce la parola della verità (13). Chi è contro
il Cristo è contro il suo prossimo (14)

    1. E Gesù andò su un monte per pregare. Chiamati a Sé i Suoi dodici discepoli, diede loro il potere di scacciare gli spiriti immondi e di guarire ogni sorta di malattie e d'infermità. Ed i nomi dei dodici Apostoli che rappresentavano le dodici tribù d'Israele erano:
   2. Pietro, chiamato Cefa, per la tribù di Ruben; Giacomo, per la tribù di Naftali; Tommaso, chiamato Didimo, per la tribù di Sebulone*; Matteo, chiamato Levi, per la tribù di Gad; Giovanni, per la tribù di Efraim; Simone, per la tribù di Isaschar.
   3. Andrea, per la tribù di Giuseppe; Natanaele, per la tribù di Simeone; Taddeo, per la tribù di Sebulone*; Giacobbe, per la tribù di Beniamino; Giuda per la tribù di Dan; Filippo, per la tribù di Assero. E Giuda Iscariota, un levita che Lo tradì, era anche tra loro (ma non faceva parte di loro), e c'erano anche Matteo e Barsaba. (Cap. 17, 1-3)
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* La ripetizione di questa stessa tribù deriva da un errore contenuto nel testo trasmesso da"Il Vangelo di Gesù".

 

Io, il Cristo, chiarisco, rettifico ed approfondisco la parola

    Con le parole "spiriti immondi” sono intese le anime impure che sono spesso attaccate come grappoli agli uomini.
   Già quand'ero Gesù di Nazaret mostrai ciò che sarebbe avvenuto, incaricando i dodici discepoli di edificare dodici Comunità. Dato che anche loro, come gli uomini delle generazioni successive, riuscivano difficilmente ad afferrare la profondità della Vita Interiore che dice: adempi le Leggi e poi agisci, non poterono compiere molti dei compiti che avevo loro affidato. Avevo dato loro questi incarichi, perché essi avevano appreso molti aspetti della Sapienza divina e sarebbe stato il momento di trasporli nella forma materiale. Nonostante tutto questo, di epoca in epoca si compirono continuamente nuovi passi evolutivi del Regno della Pace di Gesù Cristo.
   Anche nell'epoca odierna [1989], in cui sulla terra divengono visibili le prime fondamenta del Regno della Pace di Gesù Cristo, molti dei Miei fedeli della stirpe di Davide e di altre stirpi operano nella Mia Opera di Redenzione. I fedeli sono con Me ed Io opero attraverso di loro. Come accadde già allora, anche oggi tra essi ci sono alcuni che non raccolgono, ma disperdono. Essi costituiscono, in continuazione, le porte attraverso le quali possono entrare le tenebre. Per questo, coloro che Mi sono fedeli hanno la vita molto dura.

   Eppure: Io Sono con loro il Vincitore sulla terra e nelle sfere di purificazione. Come allora inviai nel mondo gli apostoli, poco alla volta invierò nel mondo, quali insegnanti spirituali, i Miei che adempiono la Legge della vita. Per mezzo dei Miei fonderò nuove Comunità originarie in Me, il Cristo, lo Spirito Universale, in modo che molti, passando attraverso queste stazioni delle Comunità, giungano alla luce centrale, alla Nuova Gerusalemme su questa terra, con le sue dodici porte.

   4. Ed Egli, nello stesso modo, elesse altri Dodici ad essere profeti, uomini della luce insieme agli apostoli, e mostrò loro i segreti di Dio. Ed i loro nomi erano: Ermete, Aristobulo, Selenio, Nereo, Apollo e Barsabba; Andronico, Lucio, Apelle, Zaccheo, Urbano e Clemente. E poi prescelse altri dodici uomini quali evangelisti e dodici quali pastori. Egli ne elesse quattro volte dodici e li inviò alle dodici tribù d'Israele, quattro per ciascuna.
   5. Ed essi stavano intorno al Maestro, in abiti di lino bianco, eletti a costituire una sacra schiera di sacerdoti di Dio, al servizio delle dodici tribù, alle quali sarebbero stati inviati. (Cap. 17, 4-5)

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    Analogamente a come ho istruito ed istruisco [1989] i profeti e gli insegnanti spirituali e tutti i figli e le figlie di Dio della stirpe di Davide e di altre stirpi, attraverso la parola profetica donata tramite il raggio parziale della Sapienza divina incarnato, per inviarli nel mondo in base alla loro realizzazione, così feci anche quand'ero in veste terrena, quale Gesù di Nazaret.
    Io insegnai ed istruii i fedeli nella realizzazione delle Leggi di Dio. Alcuni di essi cominciarono a dare la parola profetica, mentre altri, chiamati in questo libro evangelisti e pastori, erano gli insegnanti spirituali e gli anziani che avevano il compito di fondare ed assistere le Comunità.

   La parola "schiera di sacerdoti” ha il seguente significato: sono uomini che si impegnano a seguire unicamente la volontà di Dio, senza cerimonie e riti.

    6. Gesù inviò questi quattro volte dodici e affidò loro il compito, dicendo: "Voglio che voi siate i Miei dodici apostoli con i vostri compagni, come testimonianza per Israele. Andate nelle città d'Israele e dalle pecore smarrite d'Israele. E strada facendo, predicate e dite: il Regno dei cieli è vicino. Come Io vi ho battezzati con l'acqua, battezzate anche voi tutti quelli che credono. (Cap. 17, 6)

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    Nel libro sta scritto: "Come Io vi ho battezzati con l'acqua ...” che significa, a senso: come voi siete stati battezzati con l'acqua, Io, quale Cristo-Dio, battezzerò con lo Spirito della verità tutti coloro che voi avete istruito nelle Leggi della vita e che le hanno realizzate e, da quel momento, essi parleranno attingendo allo Spirito della verità.

    7. Ungete e guarite i malati, purificate i lebbrosi, risvegliate i morti, scacciate i demoni. Gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date. Non procuratevi oro, né argento, né moneta di rame nelle vostre cinture, né bisaccia da viaggio, né due tuniche, né sandali e nemmeno un bastone. Infatti un operaio ha diritto al suo nutrimento. E mangiate quello che vi viene presentato, ma non toccate ciò che è costato sacrificio di vita, perché non è nella Legge per voi. (Cap. 17, 7)

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    "Ungete e guarite i malati” dovrebbe significare: purificate e guarite i malati ed i lebbrosi ed ungeteli con lo Spirito, istruendoli nelle Leggi della vita ed assistendoli nel riconoscerle e nel realizzarle, ossia aiutandoli a sistemare e a non ripetere più i peccati.
   "... risvegliate i morti, scacciate i demoni” lo dissi attingendo alla "Legge superiore”, la Legge Assoluta che sta al di sopra di tutti gli aspetti umani. E' possibile risvegliare i morti, solo se l'anima non è più segnata da gravi cause e da colpe collettive. Affidai questo compito ai Miei apostoli e discepoli, ma allo stesso tempo dissi che solo chi vive nella Legge Assoluta ed opera basandosi su di essa è in grado di compiere tutto questo.
   Ai Miei tempi, quand'ero Gesù di Nazaret, era possibile risvegliare i morti, perché allora i poveri avevano raramente da espiare una colpa collettiva. Nell'epoca attuale [1989], la maggior parte degli uomini porta una parte di una colpa collettiva e per questo motivo in questo mondo peccaminoso è quasi impossibile risvegliare i morti.
   Una colpa collettiva si forma quando uomini uccidono insieme uomini o animali, quando oltraggiano i regni vegetali e minerali.
   L'anima di un cosiddetto morto può essere richiamata nel corpo solo se si è ridestata spiritualmente e se si decide liberamente di ritornare. In caso contrario, risvegliare un morto sarebbe contrario alla legge del libero arbitrio di un'anima, perché se i suoi occhi spirituali sono offuscati dal peccato, essa non può decidersi liberamente. E l'anima può ritornare solo fino a che è ancora collegata al corpo tramite il nastro d'informazione.
   "Scacciare i demoni” significa scacciare dal tempio, dall'uomo, le anime ottenebrate, legate alla terra. Ciò è possibile solo a colui che adempie le Leggi di Dio e che parla con piena autorità e solamente se l'uomo, che ha attirato l'anima legata alla terra, non la trattiene più con i pensieri, con le parole e le azioni che l'hanno attirata.
   La frase: "Non procuratevi oro, né argento, né moneta di rame nelle vostre cinture, né bisaccia da viaggio, né due tuniche, né sandali e nemmeno un bastone” significa: non dovreste gravarvi della zavorra di questo mondo e portare a fatica cose superflue, dato che le vie sono impervie e le percorrete con i vostri piedi. Tutte le cose superflue sono solo di peso e vi frenano sul cammino.

    8. In qualunque città voi entriate, fatevi indicare se vi sia qualche persona degna. E lì rimanete fino alla vostra partenza. E quando entrate in una casa, rivolgetele il saluto. E se la casa ne sarà degna, fate scendere la vostra pace su di essa; ma se non ne sarà degna, la vostra pace ritorni a voi. (Cap. 17, 8)

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    " ... ma se non ne sarà degna, la vostra pace ritorni a voi” dovrebbe significare: portate l'amore e la pace in ogni casa. Non imponete i doni dei cieli a chi non li desidera. E se non venite accolti, non risentitevi. E la pace che voi avete donato alla casa ed ai suoi abitanti sarà di nuovo con voi.

   9. Siate astuti come i serpenti e senza ombra di falsità come le colombe. Siate innocenti e puri. Il Figlio dell'uomo non è venuto per distruggere, ma per salvare, non è venuto per togliere la vita, ma per donarla sia al corpo che all'anima.
   10. E non temete coloro che uccidono il corpo, ma che non possono uccidere l'anima. Temete piuttosto chi può rovinare il corpo e l'anima nell'inferno. (Cap. 17, 9-10)

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    Solo l'uomo stesso rovina la propria anima ed il proprio corpo con il suo modo di pensare, parlare ed agire umano, con il quale stabilisce il collegamento con le tenebre. Ciò che è contro la Legge divina porta rovina all'uomo. Perciò, temete unicamente le vostre trasgressioni, poiché l'uomo raccoglierà ciò che semina. E riconoscete: l'inferno non è un luogo, ma uno stato dell'anima che si è votata alla negatività, al "principe delle tenebre”.

     11. Non si comprano forse due passeri per un soldo? Eppure, neanche uno di essi cadrà a terra senza che l'Altissimo lo voglia. In verità, perfino i capelli sul vostro capo sono tutti contati. Non abbiate quindi timore. Se Dio provvede ai passeri, perché non dovrebbe provvedere anche a voi?
   12. E' sufficiente per i discepoli essere come il loro maestro e per i servi come il loro padrone. Se hanno chiamato il padrone di casa Belzebù, tanto più si chiameranno così anche coloro che abitano con lui. Non temeteli dunque, poiché non v'è nulla di nascosto che non verrà svelato e di segreto che non si verrà a sapere.

   13. Quello che vi dico in segreto, ditelo nella luce, quando il tempo sarà venuto. E quello che udite nell'orecchio, predicatelo sui tetti. Perciò, chiunque riconosce la verità davanti agli uomini, lo riconoscerò anch'Io davanti al Padre Mio che è nei cieli. Chi, invece, rinnega la verità davanti agli uomini, anch'Io lo rinnegherò davanti al Padre Mio che è nei cieli. (Cap. 17, 11-13)

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    Dio è onnipresente e conosce tutto ciò che esiste, poiché Egli è la vita e la forza in ogni cosa. In ogni animale è insita la Sua forza e perciò l'animale è vita che proviene da Lui. In ogni capello è racchiusa la forza di Dio, la Sua vita. Egli è. E dato che Egli è ed è in ogni cosa, conosce anche ogni cosa e sa tutto, tanto più l'eterno Padre, quindi, conosce il figlio Suo, che Egli ha creato a Sua immagine e somiglianza! All'Eterno nulla è nascosto. Anche se l'uomo ha segreti davanti ad altri, queste cose apparentemente segrete non sono celate a Lui. Quando verrà il tempo, tutto diverrà manifesto, sia ciò che è buono, sia ciò che è meno buono.
     Perciò, l'uomo dovrebbe temere solo i suoi aspetti umani, poiché essi sono la sua semina. Quando questa comincia a germogliare e crescere, diviene manifesta e visibile sia per l'uomo stesso che l'ha seminata, sia per colui che ne è coinvolto o che, per questo, è stato ingiustamente disprezzato.
   Perciò siate desti, in modo da seminare solo un buon seme, affinché il vostro raccolto sia la maturità interiore. La verità deve essere espressa. Essa è la luce dell'anima e chi vive nella luce della verità conosce la parola della verità. Non giudicherà e non condannerà, ma accetterà ed accoglierà nel cuore il suo prossimo e sarà così con Me, il Cristo.
    Dovreste essere sempre consapevoli che le parole umane possono avere significati diversi. Chi vive nello Spirito della verità non rinnega il suo prossimo. Chi lo rinnega l'ha bandito dal proprio cuore. Perciò le parole "... lo rinnegherò anche davanti al Padre Mio che è nei cieli” significano: non posso condurre al Padre Mio chi non vive la Legge, la verità, ed Egli non lo può innalzare in cielo, poiché il cielo è la verità e la verità è la Legge.
    Riconoscete: chi ricusa la verità, perché non vuole accettarla e realizzarla in base ai comandamenti, non riconosce se stesso quale essere di luce. Chi non conosce se stesso non può nemmeno entrare in cielo, che è la sua vera patria. Solo dopo aver purificato l'anima, egli conoscerà se stesso ed entrerà in cielo.
    Il puro proviene dalla verità e parla attingendo alla verità. Chi non vive la verità rinnega la verità che è Dio, al quale tutto è manifesto. Dato che Dio è la verità manifesta, nulla rimane nascosto e tantomeno segreto.

    14. In verità, Io sono venuto per inviare la pace sulla terra. Tuttavia, vedete, quando Io parlo, segue una spada. Io sono venuto per unire, tuttavia ecco che un figlio sarà contro suo padre, ed una figlia contro sua madre, ed una nuora contro sua suocera. Ed i nemici di un uomo saranno i suoi compagni di casa, poiché gli ingiusti non possono stare coi giusti. (Cap. 17, 14)

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    "Tuttavia, vedete, quando Io parlo, segue una spada” significa: chi ascolta la parola della verità e non la segue, ma si limita a parlarne, agisce contro la verità e con ciò contro lo Spirito Santo. Così facendo si crea da sé la spada, chiamata anche causa. E perciò le Mie parole, che sono la verità, sono una spada per coloro che non le realizzano.
   "Io sono venuto per unire” significa: unire tutti gli uomini e popoli in un u n i c o popolo di Dio.
    Chi agisce contro la Legge della vita, dell'unità, è anche contro Dio, che è l'unità, e contro Suo Figlio, il Cristo, che Io Sono. Chi pensa, parla ed agisce contro Dio ed il Mio operato su questa terra disperde e non unisce. Costui non si attiene alle Leggi della vita.
    Chi non è per Me è contro di Me. Chi è contro di Me, la vita, è anche contro il suo prossimo. Perciò accade quanto sta scritto: "... un figlio sarà contro suo padre ed una figlia contro sua madre, ed una nuora contro sua suocera. E i nemici di un uomo saranno i suoi compagni di casa, poiché gli ingiusti non possono stare con i giusti.” La Legge di Dio dice: il simile attira il simile; ingiusti con ingiusti, giusti con giusti.

    15. E coloro che non prendono su di sé la loro croce e non Mi seguono non sono degni di Me. Chi trova la propria vita la perderà e chi perderà la propria vita per causa Mia, la troverà.” (Cap. 17, 15)

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    "Chi trova la propria vita la perderà; e chi perderà la propria vita per causa Mia, la troverà.” Il senso di queste parole è: chi considera la propria vita terrena come la sua vera vita, la perderà e non conoscerà se stesso come anima e non troverà la propria patria. Chi rispetta la propria vita terrena, ma mette la propria vita spirituale al di sopra di ogni cosa, la troverà in se stesso. E conoscerà la propria patria, poiché è consapevolmente un figlio e una figlia di Dio nel Regno della vita.


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