Questa
è la Mia parola
Alfa e Omega
Il vangelo di Gesù, la rivelazione
del Cristo,
conosciuta ormai dai veri cristiani in tutto il mondo
Cristo, il Figlio di Dio, il Coregnante dei Cieli,
il Redentore di tutti gli uomini e di
tutte le anime,
Artefice e Sovrano del Regno
di Dio sulla terra
si rivela in merito alla Sua vita, al Suo pensiero e al Suo
operato nelle vesti di Gesù di Nazaret
Negli anni trascorsi, in numerosi dibattiti e
colloqui avuti con teologi, ho potuto conoscere la loro interpretazione della Bibbia,
ampiamente condivisa da tutti loro.
Nella versione odierna la Bibbia sarebbe, secondo loro, la
pura parola di Dio, assolutamente priva di errori e contenente tutta la verità cristiana.
Dio stesso avrebbe guidato nel loro lavoro i teologi che hanno scritto e rielaborato la
Bibbia nei trascorsi millenovecento anni.
Quest'affermazione teologica arbitraria che non può essere
comprovata, li porta a concludere che si possono definire cristiani solo coloro che
riconoscono l'odierna versione della Bibbia, quale unica vera parola di Dio, assolutamente
priva di errori. Chi non crede in questo, ha già perso il diritto di chiamarsi cristiano.
Riconoscere la Bibbia come parola di Dio fino all'ultima
lettera, punto e virgola, sarebbe un criterio - e a quanto sembra anche il più importante
- per distinguere il "cristiano dal "non-cristiano. Tuttavia, anche
se, come si dice, la Bibbia è l'unico metro di misura per ogni cristiano, ho sperimentato
come una folla infuriata di cristiani fanatici della chiesa, che credeva alla Bibbia, mi
abbia deriso, insultato e messo a tacere urlando, solo perché avevo messo in dubbio
l'infallibilità della Bibbia. Questo, nonostante nella loro Bib,bia, in Matteo 5,21, stia
scritto: "Avete inteso che fu detto agli antichi: 'non uccidere'; chi avrà ucciso
sarà sottoposto a giudizio. Ma Io [Gesù] vi dico: chiunque si adira con il proprio
fratello sarà sottoposto a giudizio. Chi poi dice al fratello: stupido, sarà sottoposto
al sinedrio e chi gli dice: pazzo, sarà sottoposto al fuoco della Geenna.
Malgrado io abbia pubblicamente dichiarato
di riconoscere come esatte le parti essenziali della Bibbia, come per esempio i Dieci
Comandamenti e le parole di Gesù, di credere in Dio, il Padre celeste, quale Creatore, in
Suo Figlio, il Cristo, quale Redentore di tutti gli uomini e di tutte le anime e nei Suoi
comandamenti d'amore per Dio, per il prossimo e per i nemici e di impegnarmi ad osservare
questi comandamenti di Dio nella mia vita, i teologi rifiutarono ugualmente di accettare
come cristiana la mia fede e quella dei miei amici, per un solo motivo: perché io non
accetto la Bibbia come sola ed unica verità, come pura parola di Dio.
Ho sperimentato più volte il modo in
cui i teologi interpretano la Bibbia e certamente essa è stata tradotta allo stesso modo
nelle varie lingue. Un noto professore tedesco di teologia difese, per esempio, le
crociate come "assolutamente cristiane. I teologi hanno inoltre approvato anche
la correzione, effettuata solo nella nostra epoca, del testo dell'edizione tedesca del 5°
Comandamento da "Non uccidere in "Non assassinare.*
_______
* Variazione effettuata nell'ultima traduzione
unitaria del testo tedesco della Bibbia.
Gli stessi teologi che squalificarono la mia fede,
definendola non cristiana, e che insistono nell'asserire che la Bibbia è la parola di
Dio, quindi l'unico vero insegnamento cristiano, affermano anche che nessun uomo può
realizzare o deve vivere questo insegnamento, come per esempio il Discorso della Montagna.
Nel giornale "L'Osservatore Romano (edizione
tedesca n° 6 del 9/2/1990), organo ufficiale del Vaticano di Roma, leggiamo a pagina 1,
nell'articolo "Istruzione degli angeli: "In un testo grandioso come quello
del Discorso della Montagna, si tratterebbe del segreto del Regno di Dio in Gesù Cristo.
Non è possibile comprendere a fondo, analizzare ed applicare un tale messaggio; si può
solo aver fiducia in colui che l'ha personificato.
Leggo invece nella Bibbia le parole di Gesù di Nazaret, al
termine del Discorso della Montagna: "Non chiunque mi dice: "Signore,
Signore, entrerà nel Regno dei cieli, ma colui che fa la volontà del Padre mio che
è nei cieli. (Mt 7, 21). E: "Perciò, chiunque ascolta queste mie parole e le
mette in pratica è simile ad un uomo saggio, che ha costruito la sua casa sulla
roccia. (Mt 7, 24) E: "Chiunque ascolta queste mie parole e non le mette in
pratica è simile a un uomo stolto, che ha costruito la sua casa sulla sabbia (Mt 7, 26).
Se considero gli insulti e gli attacchi in pubblico che
subisco oggi da parte dei teologi e dei loro seguaci, mi sembra che nei trascorsi duemila
anni sia cambiato ben poco. Infatti, nella Bibbia, nell'ultima frase del Discorso della
Montagna, si dice: "Quando Gesù ebbe finito questi discorsi, le folle restarono
indignate per il Suo insegnamento: egli infatti insegnava loro come uno che ha autorità e
non come i loro scribi.
Visto che definivano la mia fede come non
cristiana, chiesi spesso ai teologi con i quali parlavo, se potevano dimostrare che la
loro fede fosse l'unica vera fede cristiana. La maggior parte di loro reagì in modo
aggressivo e con dissenso, dato che dovettero ammettere pubblicamente che non potevano e
non possono dare prova della veridicità della loro fede. Chi non può dimostrare che la
propria fede sia l'unica vera fede cristiana, non può nemmeno qualificare la fede di
altri come non cristiana.
Che la Bibbia non sia la parola pura e genuina di Dio, lo
si può dedurre da ciò che sappiamo sulla storia della sua nascita e dalle conseguenze
logiche che ne derivano. Non fu Gesù di Nazaret a scrivere o a dettare la Bibbia. Furono
i Suoi apostoli e discepoli che, spesso solo molti anni o decenni dopo la morte di Gesù,
cominciarono a scrivere racconti sulla Sua vita, basandosi sui loro ricordi. Nacquero
così vari manoscritti, generalmente in lingua aramaica, che vennero poi trascritti,
tradotti in greco e successivamente in latino. Solo verso la metà del quarto secolo,
Girolamo raccolse i manoscritti latini disponibili, scelse quattro tra i numerosi vangeli
allora esistenti, in parte in contraddizione tra loro, e li rielaborò per unificarli,
cambiandone i testi a propria discrezione, aggiungendo e omettendo determinate parti per
ricavare un testo biblico abbastanza unitario, la Vulgata. Oggi non esiste più alcun
originale, nemmeno di questo testo di Girolamo, ma solo copie di copie di copie. Nel corso
dei secoli questi testi furono redatti, corretti e tradotti. Era inevitabile che il
linguaggio dei testi dovesse essere adattato alla comprensione linguistica del momento.
Pur presupponendo che questo lavoro sia stato svolto con la massima accuratezza, oggi
nessuno crederà che, nel corso di millenovecento anni, non siano sfuggiti errori. Noti
storici della Chiesa affermano invece addirittura che gruppi di correttori avrebbero
disinvoltamente cancellato, cambiato ed aggiunto parti della Bibbia.
Quindi l'affermazione dei teologi odierni, ossia che la
Bibbia sarebbe la pura parola di Dio, non solo non può essere comprovata, ma contraddice
il buon senso e la logica.
Analogamente accadde col "Vangelo di Gesù, su
cui è basata la presente opera "Questa è la Mia parola. Esso non fu ispirato
dal Cristo, ma fu scritto dai Suoi apostoli che lo trasmisero ai Suoi seguaci. Sap-piamo
dal testo inglese di Ouseley che i seguaci di Gesù nascosero questo vangelo in un
convento tibetano, dove sembra si trovi ancor oggi, per timore che venisse falsificato. Da
lì, Ouseley lo ricevette, probabilmente in una visione interiore e lo scrisse, basandosi
su questa ispirazione. Perciò, anche il "Vangelo di Gesù , su cui si basa la
presente opera, non è la parola diretta di Dio, ma è opera umana, degli apostoli, di
Ouseley e di vari traduttori che tradussero ed elaborarono il testo in lingua tedesca.
Allo stesso modo in cui si devono presumere degli errori nell'elaborazione e nella
traduzione della Bibbia, così si ritiene essere anche per il "Vangelo di
Gesù, base della presente opera.
Il Cristo, il Signore, guidò gli Amici del Cristo e nostra
sorella in modo che trovassero quest'opera e la scelse come base per "Questa è la
Mia parola perché, tra le opere esistenti, è quella che più si avvicina alla
verità dei fatti accaduti allora. Dopo che, grazie al Suo aiuto, avemmo trovato il
"Vangelo di Gesù, il Signore disse: "Questa non è la Mia parola, ma la
parola, poiché gli uomini l'hanno tradotta e redatta molte volte. Questo Vangelo,
preso come base, è stato ora spiegato, rettificato ed approfondito dal Cristo, tramite la
parola profetica, donata a nostra sorella Gabriele*. Quindi, Egli non corresse Se stesso, ma l'opera di uomini, degli apostoli e
di tutti coloro che la rielaborarono in seguito.
I teologi non poterono e non possono dimostrare che la
Bibbia è la pura parola di Dio. Noi, gli Amici del Cristo, possiamo però dimostrare, in
base ai frutti, che la parola rivelata attraverso nostra sorella è la parola del Cristo,
perché l'abbiamo esaminata noi stessi, realizzando quanto il Cristo ci insegna nelle Sue
rivelazioni.
Ho scritto appositamente queste righe perché, nel corso di
numerosi dibattiti con diversi teologi, ho avuto modo di conoscere le loro argomentazioni.
Ho esposto queste circostanze ai lettori, affinché possano comprendere meglio il libro
divino "Questa è la Mia parola.
Würzburg, maggio 1990
Alfred Schulte
Prezzo: Lire 25.000-
Questo libro è disponibile in molte altre lingue
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